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L'Italia potrebbe tornare a essere tra i paesi leader nella mandorlicoltura

Si è conclusa una interessante tre giorni che ha visto numerosi attività attorno la "Mandorlicoltura", non solo come attività di produzione, ma in tutte le sue accezioni. I lavori (vedi articolo correlato) sono iniziati, lo scorso sabato 23 ottobre, presso l'OP La Mandorla di Mazzarino (CL), in Sicilia, con un convegno che ha affrontato i temi dell'aggregazione, i mercati, le difficoltà produttive, i nuovi areali produttivi e la concorrenza internazionale che l'Italia deve saper contrastare se vuol essere player autorevole della filiera.

Grande partecipazione per il convegno sulla mandorlicoltura italiana

E proprio sull'aggregazione finalizzata a una maggiore incisività si sono basati un po' tutti gli interventi programmati del convegno, che ha fatto registrato un'unità d'intenti sul percorso che la mandorlicoltura siciliana, e italiana tutta, può e deve intraprendere.

Il presidente dell'OP La Mandorla, Rocco Selvaggio

Ha dato l'avvio ai lavori il presidente dell'OP, Rocco Selvaggio, il quale ha ripercorso l'iter che ha portato alla costituzione del sodalizio, unico nel suo genere in Italia, improntato sulla mandorlicoltura. Successivamente ha preso la parola Salvatore Ballaera che ha portato i saluti dell'Ordine degli Agronomi di Caltanissetta, sottolineando la bontà dell'iniziativa.

Il primo degli interventi programmati è stato quello di Giovanni Gueli, agronomo dell'OP, il quale ha sottolineato come l'obiettivo debba essere quello di incentivare la produttività, puntando sulla qualità, che è elemento foriero di redditività.

In piedi Giovanni Gueli, agronomo dell'OP La Mandorla, durante il suo intervento. (Clicca qui per vedere l'album fotografico dell'evento)

"Purtroppo - ha detto Gueli - la frammentazione produttiva, così come l'abbiamo conosciuta prima della costituzione dell'OP, è la perfetta antitesi della generazione di reddito. Viviamo il paradosso secondo cui, nonostante una biodiversità come poche, quella della realtà siciliana che esprime una mandorla di qualità eccezionale, ci ritroviamo con una presenza abnorme di prodotto estero d'oltremare, particolarmente scadente, a cui dobbiamo porre argine. Stare insieme significa anche questo! L'OP, inoltre, trasferisce conoscenze che mirano proprio al miglioramento complessivo della produzione e della commercializzazione, dunque della competitività. E, proprio in quest'ottica, dobbiamo puntare sul bio, che eleva il livello sul piano del posizionamento sui mercati".

Altrettanto corposo l'intervento di Salvatore Contarino, consulente dell'OP La Mandorla, il quale ha posto l'attenzione sul percorso che ha portato alla definizione di questa Organizzazione di Produttori.

Salvatore Contarino

"Desidero evidenziare che l'OP La Mandorla, nella fase di costituzione e conseguente acquisizione dello status di Organizzazione specialistica del prodotto "mandorle" - ha riferito il consulente - è stata seguita da Unaproa, alla quale la stessa OP ha inoltrato domanda di adesione e con la quale ha sottoscritto un contratto per la fornitura di una serie di servizi propri di una OP. Ribadisco le diverse opportunità che possono essere interessanti per arricchire processi di aggregazione e sviluppare la filiera aggregata del mandorlo. La res pubblica predilige dare sostegno a chi opta di stare insieme. Infatti sono diversi i risultati ottenuti per essere stati insieme. Tra questi, il riconoscimento del sostegno economico per la potatura verde del mandorlo, aiuto riconosciuto fin qui solo ad altre cultivar. Chiediamo inoltre il riconoscimento dell'aiuto per separare la mandorla amara, che ha un suo preciso sbocco commerciale, diverso dalla mandorla dolce. Ed è proprio sul completamento della filiera che dobbiamo insistere, perché l'UE ha messo in campo per il 2022 ben 1,2 miliardi di euro per favorire la competitività delle OP."


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