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Una sana competizione sul mercato delle uve senza semi è possibile solo tutelando i brevetti

Il successo registrato negli ultimi anni dalle selezioni varietali più innovative nel segmento dell'uva da tavola e cioè dalle cosiddette "seedless", le uve senza semi, ha ingolosito tutta la filiera, anche quella che non avrebbe titolo di giocarsi questa carta. "Il triste fenomeno degli impianti illegali di uve protette da brevetto è cresciuto moltissimo, ed è per questo che va contrastato con tutti i mezzi legali a nostra disposizione", riferisce Carlo Lingua, amministratore delegato della società italiana AVI, agente esclusivo in Europa per la vendita delle uve senza semi a marchio ARRA.

Carlo Lingua (al centro della foto), insieme al team presente in fiera a Macfrut 2021

Finora l'attività di monitoraggio sulla produzione e sulla vendita di uve brevettate è sempre stata svolta, ma oggi ha dovuto necessariamente essere estesa: "Come gli altri breeder del settore, che proprio a tal fine si sono consorziati (vedi precedente notizia), anche noi di AVI, in collaborazione con il nostro partner Grapa, che ne detiene i diritti, abbiamo attivato e potenziato le attività di monitoraggio sulle uve senza semi in Italia e in Europa, a tutela dei produttori autorizzati e del commercio legale di queste varietà".

AVI ha lavorato accuratamente, negli ultimi 11 anni, per promuovere e inserire in coltivazione le uve ARRA senza semi nei territori italiani ed europei. Attualmente si contano circa 1.200 ettari in coltivazione in Europa, mentre in Italia sono state concesse licenze per 800 ettari, di cui 500 sono già in produzione. Oltre all'ambito nazionale, (nel quale Sicilia e Puglia figurano come principali regioni di coltivazione), AVI ha sviluppato l'assortimento ARRA anche in Spagna, Grecia, Bulgaria, Portogallo e Francia. In controstagione (ma in tal caso non è AVI a occuparsene direttamente), le uve sviluppate da Grapa hanno incontrato l'interesse dei produttori in Sudafrica, Cile, Messico, Nord Africa e anche India.

"Dopo tanto impegno - sottolinea Carlo Lingua - e grazie alla competenza del nostro ufficio tecnico capeggiato da Maurizio Simone e Marco Tempesta, qui in Italia possiamo dire che abbiamo ottenuto un prodotto di ottimo livello. Siamo molto felici perché la situazione attuale ci consente di crescere e di svilupparci. Tanto la Gdo quanto i consumatori, infatti, hanno apprezzato moltissimo questi prodotti".

ARRA 30

Nella gamma, spiccano la ARRA 30, un'uva bianca molto precoce (una settimana prima rispetto alla Sugraone), croccante, buona da mangiare, produttiva e con costi di coltivazione contenuti. E' una varietà che, secondo Carlo Lingua, sta registrando un enorme successo. Per le rosse, la ARRA 19 ha conquistato molti produttori grazie all'ottima shelf life e alla possibilità di mantenerla a lungo sulla pianta. E' una varietà di medio periodo e facile da coltivare. A sua volta, ARRA 32 è un'uva nera tardiva destinata anch'essa al successo grazie a calibro, bontà, croccantezza, bassi costi ed elevata produttività.

ARRA 19

"Il segmento delle uve senza semi è costituito da un assortimento molto interessante, grazie all'attività di ciascun breeder nella direzione del miglioramento di tutti i parametri qualitativi delle uve. Ciò genera una sana competizione tra gli attori del settore, che fa bene al mercato e al consumatore. Quello che invece costituisce un danno è la coltivazione illegale, perché danneggia coloro che lavorano in modo onesto e professionale", dice Carlo Lingua.

Per quanto riguarda le sfide all'ordine del giorno, quali il reperimento della manodopera, l'incremento dei costi e la necessità di adeguarsi a formule di confezionamento più sostenibili, Carlo Lingua dichiara: "Gli imprenditori del settore agricolo sono grandi innovatori, sempre pronti ad adeguarsi ai cambiamenti e investire in soluzioni più rispettose dell'ambiente. Qui possiamo fare delle scelte ragionate, in piena autonomia. Diversamente, la carenza di manodopera e il rincaro delle materie prime sono problematiche che interessano tutto il mercato, generando dei costi aggiuntivi che è difficile abbattere e che appesantiscono la negoziazione con i distributori. Tuttavia io credo che un consumatore possa essere conquistato dal prezzo conveniente solo una volta, se il prodotto non lo soddisfa, mentre la qualità è l'unico fattore che lo porterà a ripetere l'acquisto".

Contatti:
AVI
Tel.: (+39) 080 3963 192
Email: info@avifruit.com

Carlo Lingua
Tel.: (+39) 348 782 2078
Email: carlo.lingua@avifruit.com

Paolo Carissimo
Email: paolo.carissimo@avifruit.com

Ufficio Tecnico:
Dott. Maurizio Simone
Tel.: (+39) 333 592 9981
Email: maurizio.simone@avifruit.com

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