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Dall'Università nuove proposte per l'agricoltura di precisione

Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro sull'agricoltura di precisione voluto da Serinar /Tecnopolo universitario della Romagna. Ad aprirlo il futuro rettore dell'Università Giovanni Molari, fino al 31 ottobre direttore di dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari. "Credo che in questi anni nel settore dell'agroalimentare si sia fatto molto in termini di ricerca e di applicazione, e penso anche che l'agricoltura non debba cercare solo una diversa modalità di lavorare nei campi ma avere un quantitativo di dati e informazioni per migliorare i processi, le macchine e la produzione".

"Questo diventa un aspetto molto importante per la didattica – ha spiegato Giovanni Molari – Per esempio a Bologna abbiamo attivato un nuovo corso di agricoltura di precisione in inglese per allineare la didattica, all'innovazione e all'applicazione. Abbiamo risposto alla chiamata dal mondo agricolo di avere persone con maggiori competenze in questo ambito. E tra l'altro il settore molto innovativo dell'agricoltura di precisione ci permette di attivare collaborazioni. La macchina esposta al Macfrut, è un grande esempio di innovazione e tecnologia, è nata dal dialogo del nostro dipartimento con altri dipartimenti, tra cui ingegneria".

Il convegno è proseguito parlando di sensoristica avanzata e robotica applicate alle macchine agricole, per ottimizzare le irrigazioni, limitare l'uso di pesticidi e avere a disposizione flussi di dati analizzabili con metodo analitico. Anche perché, come ha detto il professore Giorgio Gianquinto Prosdocimi (Ciri Agroalimentare dell'Università di Bologna) le piante ci parlano e noi, ormai, abbiamo gli strumenti per ascoltarle.

"Quello che ha dato una spinta importante a questo settore facendoci sapere il cambiamento in diretta di una pianta sono state le illuminazioni a led utilizzate come sensori attivi ottici diagnostici. E poi sono sicuro che, nel prossimo futuro, ci verranno in aiuto i droni. Con i droni infatti sarà possibile conoscere e analizzare lo stato nutrizionale, idrico delle colture in ampia scala. E queste innovazioni come faremo a trasferirle alle imprese se non con i dimostratori. Se io faccio una relazione, un agricoltore che mi ascolta si porta a casa il 10%, se gli faccio provare con mano di cosa parlo, si porta a casa il 60/70%. È l'unico modo per apportare cruciali cambiamenti nel settore della produzione agroalimentare".


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