Avvisi

Ricerca di personale

Top 5 -ieri

Top 5 -ultima settimana

Top 5 -ultimo mese

Erbe aromatiche fresche coltivate in capannoni e bunker

In un padiglione invece che in un campo: la YASAI, una spin-off del Politecnico federale di Zurigo (ETH)  vuole raccogliere nel giro di breve tempo 20 tonnellate di erbe aromatiche all'anno da impianti indoor. L'agricoltura verticale comporta principalmente dei vantaggi ecologici. Secondo l'ETH, si può produrre di più con meno risorse.

E' così che i fondatori della spin-off YASAI dell’ ETH immaginano il futuro dell'agricoltura. (Immagine: YASAI)

"La nostra impronta ecologica dipende in gran parte da come produciamo il nostro cibo", dice Zahran nel piccolo piazzale antistante l'ufficio, con il fiume Sihl che scorre a pochi metri di distanza. "Inoltre, abbiamo bisogno di soluzioni su come nutrire in modo sostenibile una popolazione mondiale di 10 miliardi di persone entro il 2050".

Zahran, che due anni fa ha conseguito la laurea in architettura presso l'ETH, è il fondatore della YASAI che in giapponese significa "verdure" e spiega che cosa implica una nuova agricoltura. Con la tecnologia del futuro (la cosiddetta agricoltura verticale/vertical farming) le colture non verranno più realizzate in pieno campo, ma all'interno di edifici o capannoni con soffitti alti: si coltiveranno verdure, insalate ed erbe aromatiche, impilate le une sulle altre su più scaffali. La particolarità è che le piante non crescono nel terreno, ma in un'acqua ricca di sostanze nutritive. Il clima interno - luce, temperatura, irrigazione - viene regolato automaticamente. L'intelligenza artificiale aiuta a creare le condizioni di coltivazione ideali.

Migliori rese, meno consumi
Ci sono elementi che fanno pensare che questo nuovo modo di coltivare ortaggi abbia un futuro. Dopotutto, la produzione in condizioni artificiali è molto più efficiente in termini di sfruttamento delle risorse, rispetto a quella in pieno campo. "Nella stessa area produciamo 15 volte di più e abbiamo bisogno del 95% in meno di acqua", spiega Zahran. Inoltre, non sono necessari pesticidi e, poiché la coltivazione avviene nell'area d’impianto, non ci sono costi di trasporto dannosi per l'ambiente. "I nostri prodotti sono persino migliori di quelli biologici, perché produciamo in modo più sostenibile, ottenendo maggiori rese con minori risorse. E con la garanzia di una coltivazione senza pesticidi", afferma Zahran.

Più di altre startup di agricoltura verticale, la YASAI è impegnata nell'economia circolare. In effetti, il problema più grande con l'agricoltura verticale è l'energia necessaria per riscaldare i capannoni a 25 gradi e dare luce alle piante attraverso le lampade. "Ecco perché utilizziamo il calore disperso per il riscaldamento e le lampade a LED a risparmio energetico per l'illuminazione". Inoltre, i rifiuti organici vengono riciclati per la coltivazione e si utilizzano le acque reflue come fertilizzanti.

Zahran ha avuto l'idea di creare la YASAI durante un viaggio di studio a Città del Messico, dove ha letto un libro del pioniere dell'agricoltura verticale, Dickson Despommier. Nella sua tesi del master, Zahran ha quindi cercato in Svizzera degli spazi adatti al vertical farminge e ha trovato quello che stava cercando: "Qui ci sono molti capannoni industriali con soffitti alti inutilizzati, e anche i bunker sotterranei si adattano a questo tipo di coltivazioni". Alla fine del 2020, Zahran ha fondato l'azienda insieme al fratellastro Stefano Augstburger e all'ingegnere ambientale Philipp Bosshard. Insieme, hanno perfezionato il concept della loro prima "fattoria verticale".

Raccolta delle prime erbe aromatiche
Presto raccoglieranno i primi frutti del loro lavoro; o, piuttosto, le prime erbe aromatiche. Perché, a partire dal prossimo autunno, basilico, menta piperita, coriandolo e altre erbe aromatiche cresceranno in un capannone di più 1.000 metri quadrati a Niederhasli. E' prevista anche la coltivazione di erbe aromatiche speciali come la Mizuna o la Shiso green. Se tutto andrà secondo i piani, la prima raccolta avverrà sei settimane dopo. D'ora in avanti, verranno vendute circa 20 tonnellate di erbe aromatiche all'anno. Il progetto pilota è stato realizzato grazie alla partnership con la cooperativa agricola Fenaco, che ha coinvestito nella startup.

Ma perché proprio le erbe aromatiche? "Questi sono prodotti che vengono per lo più aviotrasportati e sono anche redditizi", dice Zahran. Perché, indipendentemente dal fatto che la coltivazione sia sostenibile o meno, la startup deve poter sopravvivere anche sul mercato. In linea di principio, l'agricoltura verticale è possibile per qualsiasi tipo di verdura o frutta. "Ma non possiamo ancora competere con gli economici peperoncini spagnoli, per dirne una".

Ma il sito di Niederhasli non sarà l’ultimo. Dopotutto, se l'agricoltura del futuro vuole davvero fare realmente la differenza, dovrà prendere piede in tutto il mondo, specialmente nelle regioni in cui manca l'acqua o scarseggiano le terre fertili. "Agricoltura verticale significa produzione locale. In altre parole, coltivare colture laddove verranno consumate", afferma Zahran. Con i suoi prodotti, vorrebbe competere prima di tutto con le importazioni. Parte del modello di business della YASAI è costruire e gestire fattorie verticali per conto dei clienti.

Il contadino del futuro
Dieci dipendenti della sede di Zurigo stanno lavorando su come l’orticoltura del futuro possa essere ecologica ed economica. Stanno studiando un impianto che sarà dieci volte più grande di quello di Niederhasli. Ma il nuovo modo di coltivare gli ortaggi potrebbe avere anche vantaggi per il palato. In un ambiente controllato, anche le erbe aromatiche dai sapori più insoliti, come il basilico al retrogusto limone o la menta al sentore di cioccolato, crescono in modo ottimale.

Il contadino del futuro controllerà le sue sementi su un computer, invece di andare nei campi con un trattore come il nonno di Zahran? Anche se così fosse, una cosa per il momento non cambierà: la raccolta sarà effettuata a mano. L'unica differenza è che i raccoglitori del futuro non indosseranno cappelli per ripararsi dal sole, ma una tuta integrale, occhiali e guanti, perché è l'unico modo per impedire ai parassiti di entrare all’interno degli impianti indoor.

Per maggiori informazioni:
TH Zürich
Informatikdienste
OCT
Binzmuehlestrasse 130
CH-8092 Zürich 
Tel: +41 44 632 77 77
Web: ethz.ch/de.html  


Data di pubblicazione:



Ricevi gratuitamente la newsletter giornaliera nella tua email | Clicca qui


Altre notizie relative a questo settore:


Facebook Twitter Linkedin Instagram Rss

© FreshPlaza.it 2021

Iscriviti alla nostra newsletter giornaliera e tieniti aggiornato sulle ultime notizie!

Iscriviti Sono già iscritto