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Op Mita è nel pieno della raccolta

Residuo zero e gestione oculata dell'irrigazione, le nuove sfide della produzione del pomodoro da industria

Un obiettivo: quello di raccogliere unicamente pomodori con un residuo di agrofarmaci pari a 0,01 ppm (parti per milione). Per riuscirci, il residuo zero, da solo, non basta: è necessaria l'applicazione dei dettami dell'agricoltura di precisione, combinata a un approccio 4.0 che preveda l'uso di sonde e sensori, per monitorare costantemente i vari appezzamenti, anche a distanza.

Ne è convinto Luigi Nelli Tagliafierro, presidente della OP Mita, con una programmazione colturale di 1.000 ettari tra pomodoro lungo, tondo e pomodorino.

L'organizzazione di produttori, aggrega l'offerta produttiva di Puglia, Calabria, Basilicata, Campania, Lazio e Toscana.

"Reputiamo che, per ottenere una produzione di pomodoro di qualità - dichiara Tagliafierro - il residuo zero, coadiuvato da un approccio tecnologicamente evoluto, rappresenti una valida strategia di produzione. I vantaggi sono infatti molteplici: la riduzione dell'impiego di input chimici in agricoltura; un prodotto più sano e sicuro; un ecosistema più pulito, ma soprattutto il risparmio delle risorse idriche e l'aumento dell'efficienza d'uso dell'acqua. E' risaputo che, riducendo i volumi irrigui, si esaltano le qualità organolettiche del pomodoro, perché produce bacche più buone da mangiare, con un grado Brix più alto, mentre al contempo si tutela una risorsa fondamentale per la vita sul nostro pianeta: l'acqua".

"Sostenibilità ambientale, sociale e economica, sicurezza alimentare, eticità e genuinità del prodotto: questi i requisiti fondamentali che tutte le referenze ortofrutticole (e non solo) dovrebbero soddisfare - aggiunge il manager - Queste tematiche sono ancora più sentite per il settore del pomodoro da industria, essendo una materia prima che è destinata a essere processata, per essere conservata a lungo. Al nostro settore produttivo, l'industria richiede requisiti qualitativi sempre più stringenti".

Il rispetto della natura sta molto a cuore a Op Mita, che predilige una gestione sostenibile e razionale degli input di produzione. "Produciamo in regime di produzione integrata, monitorando costantemente le produzioni in atto anche con l'ausilio di sonde, sensori e telerilevamento. Questo ci permette di ridurre l'impatto ambientale delle produzioni, migliorare le rese e la qualità produttiva in nome della salubrità tanto ricercata dal consumatore".

Le operazioni di raccolta meccanica, che sono iniziate in questi giorni e termineranno alla fine di settembre, procederanno in modo scalare, interessando prima gli areali precoci e poi quelli più tardivi.

Op Mita dispone di un'offerta ortofrutticola variegata: nel periodo estivo oltre a lavorare finocchi e a occuparsi della campagna del pomodoro da industria, lavora e commercializza tutte le altre referenze di stagione. La programmazione colturale per la campagna autunno–vernina è già pronta.

Per maggiori informazioni:

MITA
Sede Legale:
Strada Statale Adriatica km 4 snc
71122 Foggia Italia

Sede Operativa
Via Ingegno
Area PIP Z.I. Lotto 41
84087 Sarno (SA) Italia
+39 081 865 2982
info@mitaortofrutta.it
www.mitaortofrutta.it


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