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Manel Simón, direttore di Afrucat, sull'attuale campagna delle drupacee

La produzione è insufficiente e gli operatori non riescono a soddisfare gli ordini

In Catalogna (Spagna), la campagna delle drupacee è già in pieno svolgimento, anche se con quantità limitate che lasciano un gap sui mercati europei, a causa dell'impossibilità delle cooperative e delle società di commercializzazione di soddisfare gli ordinativi.

L'anno scorso la produzione è diminuita del 35%, a causa delle tempeste di grandine, e quest'anno si verificherà una carenza ancora maggiore rispetto alla stagione precedente, a causa dell'impatto delle gelate. La Catalogna, una delle più importanti aree di produzione europee, prevede di raccogliere circa il 42% in meno rispetto al suo potenziale produttivo. Questo significa un calo del 34% rispetto alla produzione media degli ultimi 5 anni.

"L'anno scorso i prezzi sono aumentati in modo significativo, anche se non sono riusciti a compensare del tutto i cali di produzione che abbiamo avuto, dal momento che la domanda e l'offerta non si comportano in modo proporzionale", afferma Manel Simón, direttore di Afrucat, Associazione catalana delle imprese frutticole.

"Le previsioni per questa stagione suggeriscono che l'offerta potrebbe essere simile a quella dell'anno scorso, ma abbiamo iniziato con una differenza fondamentale, perché le zone di produzione spagnole più precoci, come Murcia e Andalusia, hanno avuto un raccolto piuttosto normale quest'anno, rispetto al precedente quando sono state generalmente colpite da condizioni meteo avverse. Finora il mercato è stato quindi più attivo del previsto, tenendo conto del livello di domanda di inizio stagione", dice il rappresentante dell’associazione. "Finché è durata la produzione di Murcia, il calo non è stato evidente e i prezzi delle prime settimane sono stati più alti".

Tuttavia, con l'avvicinarsi del picco della stagione estiva, la domanda tende ad aumentare e poiché in Murcia non c'è quasi nessun frutto, i principali fornitori saranno la Catalogna, l'Aragona e l'Italia, che sono state tutte colpite dal gelo.

"Da poco più di una settimana, le carenze di produzione iniziano a essere più evidenti. I nostri operatori frutticoli non sono in grado di soddisfare tutti i loro ordini e possono caricarne solo 3 o 4 su 10. Considerati i rischi maggiori nel trasporto verso destinazioni più distanti, si iniziano a evitare le consegne a clienti più lontani. Nelle ultime settimane, le scorte di frutta nei magazzini refrigerati sono state inesistenti, perché la frutta che arriva viene spedita lo stesso giorno o il giorno successivo", afferma Manuel Simón.

Tra la prima e la seconda settimana di luglio, i prezzi tradizionalmente scendono, ma questo non sta accadendo quest'anno, secondo il direttore di Afrucat. "Le quotazioni sono rimaste stabili e accettabili, simili a quelle registrate nello stesso periodo della scorsa stagione e, per alcuni prodotti, anche leggermente superiori. Chi è riuscito a risparmiare più frutta avrà una stagione decisamente accettabile, ma la stragrande maggioranza ha registrato delle perdite di produzione (media del 40%). I costi variabili si possono regolare, ma non si può fare nulla sui costi fissi. In una stagione come questa, la situazione di ogni azienda dipenderà dalle quantità che hanno, dalla loro copertura assicurativa e dai prezzi che sono riusciti a ottenere".

Difficile trovare frutti di piccolo calibro per i cestini
In questo momento, c’è anche una carenza di pesche rosse di piccolo calibro. "In questo periodo dell'anno, i calibri sono più grandi, dal momento che i frutti sono rimasti sugli alberi più a lungo, ma le gelate di marzo hanno diradato molto, riducendo il carico sugli alberi, e questo ha portato a un'abbondanza di frutti grandi. Non ci sono abbastanza frutti piccoli per quelle catene di supermercati che hanno le confezioni a cestino. In generale, c'è carenza di frutta su tutta la linea, ma è più difficile trovare pesche piccole".

Il settore investirà nella protezione dei raccolti futuri
Dopo due campagne consecutive fortemente segnate da fenomeni meteo avversi, il settore non può che investire in infrastrutture di protezione dalla grandine e dal gelo.

"Le aree che tradizionalmente soffrono l'impatto delle gelate non si sono fatte sorprendere quest'anno, perché avevano installato dei sistemi antigelo, ma parliamo di una piccola percentuale di produttori. Investire per assicurarsi i raccolti futuri è diventato un interesse comune per il settore", conclude Manel Simón.

Per maggiori informazioni: www.afrucat.com


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