Al via la prima edizione del "Sustainability Day Taormina"

L'impegno della filiera degli agrumi trasformati per la sostenibilità

"I cambiamenti climatici e ambientali degli ultimi anni stanno colpendo pesantemente anche il settore agricolo. Siamo a un punto tale che ciascun attore della filiera è chiamato a mettere in atto comportamenti responsabili, nell'ottica della sostenibilità. In tal senso, è fondamentale la consapevolezza che l'agricoltura contribuisce al cambiamento climatico e, a sua volta, ne subisce gli effetti. E' un dato di fatto che, per esempio, un corretto riuso e riciclo dei materiali - grazie l'organizzazione razionale di processi industriali - determina una riduzione delle emissioni di CO2". Così Antonino Imbesi, titolare e responsabile marketing della siciliana Agrumi-Gel, a margine della prima edizione del "Sustainability Day Taormina"

Agata Matarazzo, Agatino Russo, Antonino Imbesi.

L'evento, che si è svolto mercoledì 14 luglio 2021 nel Giardino dei Gelsomini dell'Excelsior Palace Hotel di Taormina (ME), ha visto una grande partecipazione di pubblico. Un incontro trasversale, con interventi accademici di alto livello che hanno visto il coinvolgimento di imprenditori, docenti e allievi di varie Università siciliane e del Politecnico di Torino.

Molto importante che proprio la Sicilia abbia dato il via a questa prima edizione, con approfondimenti e riflessioni su 'Azioni e strategie per gli obiettivi ONU agenda 2030', cui è seguito un dibattito trasversale sui temi del riciclo degli scarti dell'agroindustria, sull'energia rinnovabile e sulla mobilità sostenibile.

Antonino Imbesi: "La sostenibilità non è solo una sensibilità che attiene ai temi delle risorse ambientali, ma è soprattutto un approccio strategico che trova un alleato formidabile nella tecnologia. In Agrumi- Gel siamo consapevoli, per esempio, che i rifiuti agroindustriali siano una risorsa: ecco perché dal 2005 investiamo in Ricerca e Sviluppo. L'obiettivo è chiudere il circuito industriale con una produzione di rifiuti prossima allo zero. Da ciò che erroneamente si considera materiale da 'scartare' abbiamo ottenuto sottoprodotti con grande apprezzamento commerciale, soprattutto in quei Paesi dove c'è maggiore sensibilità verso le filiere sostenibili".

Lo scarto agrumicolo come risorsa energetica e agricola per l'industria del  succo d'arancia

"Il processo produttivo di un'azienda agrumaria genera principalmente due rifiuti: il pastazzo di agrumi - quantitativamente pari al 50-60% della frutta processata - e le acque reflue. Il problema del pastazzo di agrumi lo abbiamo risolto convertendolo il 'rifiuto' in un prezioso input per il processo produttivo di scorza secca per mangimistica e scorza secca per pectina. Le acque reflue, invece, vengono introdotte in un sistema di depurazione che si conclude con la produzione di preziosissimo biogas, attraverso l'utilizzo di due digestori. Queste attività non portano alcun utile all'azienda, ma generano costi che tuttavia sono inferiori a quelli che eventualmente dovrebbero essere sostenuti per smaltire legalmente i rifiuti". (Vedi articolo correlato)

Francesco Priolo, Agata Patrizia Saccone, Agata Matarazzo e Patrizia Lombardi

Sono intervenuti al meeting di Taormina anche Agata Patrizia Saccone (presidente di Sustanability Day), Patrizia Lombardi (presidente della Rete delle Università Italiane per lo Sviluppo Sostenibile), Agata Matarazzo docente del Dipartimento di Economia e Impresa dell'Università di Catania e Alessandro Scuderi docente di Economia Agroalimentare dell'Università di Catania.

Alessandro Scuderi: "Il futuro delle aziende del sistema agroalimentare sarà dettato sempre più dalla sostenibilità e dalle emissioni di CO2. In tal senso, l'orientamento generale è quello delle comunità energetiche a impatto zero. Le imprese industriali della trasformazione degli agrumi sono state le prime ad aver avviato processi virtuosi orientati, in particolare, alla produzione di energia auto-prodotta con pannelli fotovoltaici o dalla produzione di biometano, utilizzato quale combustibile per i mezzi da impiegare in linea o nella logistica. Inoltre, l'Università di Catania ha attivato un progetto denominato Fertimed, nel quale si sta sperimentando la modalità con cui utilizzare i residui del processo produttivo del biometano in agricoltura. Ciò a dimostrazione che la filiera agrumicola siciliana tende sempre più verso l'economia circolare e la sostenibilità delle proprie produzioni".

Dal canto suo, Agata Matarazzo ha sottolineato "il ruolo dell'ateneo catanese nell'anticipare le esigenze del territorio e nell'ascoltare le richieste delle aziende e degli studenti, al fine di creare opportunità lavorative per i nostri giovani, ancora oggi costretti ad andare via dalla Sicilia. Occorre implementare le reti di conoscenze e rapporti con le aziende e sfruttare al massimo le risorse naturalistiche che la Sicilia offre come volano di crescita socio-economico".

La giornata della sostenibilità in Sicilia è organizzata con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica, Ministero dello Sviluppo Economico, Unione Europea, Repubblica Italiana, Regione Siciliana, FSE Fondo Sociale Europeo, RUS, Legambiente, Agenzia Nazionale del Turismo, ENEA, ENIT Agenzia Nazionale del Turismo, Università degli studi di Catania e Centro Orientamento Formazione & Placement.


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