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L'USDA riduce la sua stima d’esportazione per i limoni argentini

Il dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha ridotto la sua stima relativa alle esportazioni di limoni argentini, prevedendo che per questa stagione le spedizioni ammonteranno a 180mila tonnellate, vale a dire quasi 10.000 tonnellate in meno rispetto alla sua stima precedente. Di questo volume, circa 45.000 tonnellate saranno esportate negli Stati Uniti, vale a dire un terzo di quanto spedito l'anno precedente.

La riduzione nella proiezione delle spedizioni totali di esportazione avviene nonostante il miglioramento delle prospettive di produzione. Nel suo rapporto semestrale relativo alla stagione agrumicola argentina, di recente pubblicazione, l'USDA ha indicato che la siccità registrata durante la primavera della campagna 2020/21 aveva ridotto la dimensione e il volume dei frutti in tutto il settore. Tuttavia, le piogge estive hanno facilitato una parziale ripresa della produzione di limoni, che si è tradotta in un volume superiore a quello inizialmente previsto. Infatti, il Paese dovrebbe produrre 1,15 milioni di tonnellate nella campagna 2020/21, cioè circa 120mila tonnellate in più rispetto all'ultima stima.

Nonostante la ripresa, il dato rimane al di sotto della norma, poiché nella stagione precedente l'Argentina ha prodotto 1,49 milioni di tonnellate, e anche per quest'anno la previsione di esportazione è ben al di sotto delle 256mila ton spedite all'estero durante il ciclo precedente. Secondo il rapporto, il calo delle esportazioni sarebbe motivato da una produzione inferiore al normale, da una maggiore offerta di frutta nell'emisfero settentrionale, dalla forte concorrenza del Sudafrica e dall'incertezza relativa alle rigorose misure sanitarie adottate dall'Ue che limitano le importazioni di frutta.

A partire da maggio l'Ue ha confermato la riapertura del suo mercato per gli agrumi dall'Argentina, dopo che il blocco ha vietato il loro ingresso ad agosto 2020. Tuttavia, secondo il rapporto USDA, per sostenere il mercato alcuni esportatori potrebbero aver bisogno di ulteriori investimenti per garantire la conformità con i requisiti tecnici dell'Ue. La situazione locale per i produttori è complessa a causa dell'aumento dei costi interni nonostante le svalutazioni del Peso.

Secondo i dati del Servizio nazionale per la salute e la qualità degli alimenti agricoli (Senasa), 4 frutti su 10 esportati dall'Argentina sono agrumi e l'Ue è una delle principali destinazioni, dato che il Paese spedisce a questa destinazione circa 150mila tonnellate all'anno. Infatti, durante la campagna 2019/20 l'Ue ha continuato a essere il mercato di esportazione principale per i limoni freschi argentini con il 51% delle esportazioni totali, seguito dalla Russia, con il 23%, e dagli Stati Uniti, con il 13%.

Fonte: elagrario.com 


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