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Compravendita terreni: quelli agricoli battono gli edificabili

Anche nell'anno della pandemia le compravendite di terreni agricoli battono quelle di terreni edificabili. E' quanto emerge dal consueto rapporto sui Dati statistici notarili, pubblicato sul sito del Notariato che analizza l'andamento delle compravendite di beni immobili e dei mutui nel 2020. Nello scorso anno si è registrata una generale battuta d'arresto nelle compravendite di case, fabbricati strumentali, terreni, pertinenze, cave, ecc. La flessione nei primi tre mesi di lockdown è stata dell'8,2% rispetto al 2019 con il calo maggiore a marzo (-51%) e aprile (-75%). Dopo maggio inizia la ripresa.

Per quanto riguarda i terreni, nel secondo trimestre, il report del Notariato evidenzia come siano stati i terreni agricoli ad avere un maggior mercato rispetto alle aree edificabili.

Secondo i numeri delle compravendite del primo semestre 2020 pari a un totale di 318.614 tra case, terreni, fabbricati strumentali le operazioni relative ai terreni agricoli sono state 51.201 pari al 16,7%, mentre quelle che hanno coinvolto terreni edificabili sono state 11.797, il 3,70%.

Anche nel secondo trimestre a fronte di un totale di 468.585 sono state 82.689 le operazioni che hanno interessato i terreni agricoli (17,65%) e 19.421 quelli edificabili pari al 4,14%. Nell'anno, a fronte di 787.199 compravendite, 133.890 hanno riguardato terreni agricoli (17,01%) e 31.218 (3,97) le aree edificabili.

Quanto alla fascia di prezzo la maggior parte delle compravendite di terreni agricoli si concentra su valori fino a 9.999 euro, sia nel primo che nel secondo trimestre. Si restringe la platea degli acquirenti al crescere del prezzo per risalire poi per i terreni di valore superiore ai 100.000 euro. Nel primo trimestre infatti le operazioni fino a 9999 euro sono state pari al 54,75, il 59,38% nel secondo trimestre. Il numero più esiguo si registra nella fascia tra i 50mila e i 90mila euro. Oltre 100.000 euro si risale all'8,15% nel primo trimestre e al 6,29% nel secondo. In calo i valori medi.

Fonte: Il Punto Coldiretti


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