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L'opinione di Valter Monari

Ciliegie e mercato: il dibattito prende quota

Dopo le note vicende legate alla protesta dei produttori di ciliegie della Puglia e delle inevitabili prese di posizione a caldo delle varie figure istituzionali, sindacali e imprenditoriali del luogo, si è giunti a un'analisi del mercato cerasicolo nazionale proposta dal direttore dell'Associazione Nazionale Città delle Ciliegie Carlo Conticchio (leggi qui), il quale ha ventilato l'ipotesi della costituzione di un organismo nazionale che regoli le dinamiche commerciali tra la produzione e la distribuzione alimentare italiana.

Abbiamo contattato sul tema Valter Monari, direttore del Consorzio di tutela della Ciliegia di Vignola IGP, con il quale abbiamo approfondito gli aspetti principali legati al tema della cerasicoltura nazionale.

Valter Monari, direttore del Consorzio di tutela della Ciliegia di Vignola IGP (foto d'archivio)

Partiamo dall'annosa vicenda del prezzo alla produzione. Qual è la sua visione e quali gli aspetti più eclatanti in merito alla forbice tra prezzo all'origine e prezzo al consumatore?

Innanzi tutto una valutazione: anche in quest'ultima settimana, sto notando che il prezzo al pubblico delle ciliegie di Vignola IGP nella nostra Regione si attesta intorno ai 4,50/6,00 euro per la confezione da mezzo chilo; il Lazio mediamente si posiziona sui 3,50 euro; la Puglia intorno ai 3,00/4,00 euro per il mezzo chilo, con offerte di prodotto di piccolo calibro sino a 2,99 euro/kg.

Questo ci fa capire che il Marchio di Qualità IGP-Indicazione Geografica Protetta, la selezione del prodotto, il prestigio del marchio e la zona di produzione riconosciuta premiano i produttori e lo stesso Consorzio di Vignola.

Come mai ogni anno ci troviamo a dover affrontare i problemi legati al prezzo delle ciliegie pugliesi? Eccesso produttivo, varietà sbagliate o semplicemente deficit di posizione contrattuale?

Questa domanda sarebbe da rivolgere agli amici pugliesi; se posso esprimere un parere, penso che il non aver valorizzato le proprie produzioni con un marchio di provenienza e qualità e l'avere varietà che producono ad anni alterni renda difficile proporre una qualità elevata e costante nel tempo, riconoscibile sui mercati. 

Certamente, questo problema non è soltanto della Puglia ma di tante realtà produttive nazionali con frammentazione dell'offerta e scarsa riconoscibilità del prodotto.

A tal proposito, quali ritiene essere le maggiori criticità riferite alla Grande Distribuzione?

Intanto, deve essere chiaro che ogni figura interessata al ciclo produttivo-commerciale delle ciliegie ha la sua autonomia e quindi ognuno fa legittimamente i propri interessi.

In ogni caso, è appurato che la Grande Distribuzione ha una predominanza contrattuale in confronto ai piccoli produttori locali.

Anche la proposta del doppio prezzo apposto in etichetta credo sia di difficile attuazione. D'altro canto, abbiamo verificato come la differenza prezzo tra la produzione e la vendita al pubblico aumenti al diminuire della qualità del prodotto: più il prodotto è bello, di calibro alto, di provenienza da territori denominati, garantito da un marchio conosciuto, minore è la differenza di prezzo.

Che ne pensa della proposta dell'Associazione Città delle Ciliegie di costituire un tavolo tra le storiche aree produttive per la creazione di un Marchio Nazionale legato a un consorzio che regolamenti la produzione cerasicola italiana?

La proposta ufficializzata dal direttore Carlo Conticchio mi trova completamente d'accordo. Ricordo che alcuni anni fa il sottoscritto, a nome del Consorzio di Vignola, assieme ai rappresentanti dei produttori del Trentino e della Puglia ha costituito il Consorzio Ciliegia d'Italia registrandone anche il marchio che, purtroppo, non ha trovato le condizioni economiche e tecniche per partire. Oggi sarei felice di vederne il compimento realizzativo, dopo averne parlato con i soci fondatori. 

Ci ricordi quale deve essere il compito di un consorzio cerasicolo nazionale.

Non si può edificare un grattacielo, senza prima realizzarne le fondazioni. In primo luogo, vanno avviati stretti rapporti di collaborazione con strutture territoriali esistenti, abituate a marchiare un prodotto di qualità omogenea come da disciplinari, che vogliano cogliere questa importante iniziativa (aziende private di confezionamento, grossisti, consorzi e cooperative di produzione ecc.).

Ogni zona cerasicola aderente dovrà avere un marchio di origine e di qualità territoriale, che raccolga i produttori che intendono orientarsi al futuro e che esprimono il miglior prodotto di qualità. Tali aree di produzione saranno accompagnate da un disciplinare di produzione che definisca le linee guida della cerasicoltura, compresi i controlli.

Il marchio nazionale, dopo un controllo accurato, potrà essere apposto solo sui prodotti che rispetteranno i disciplinari di produzione e controllo dei marchi locali. Uno dei compiti principali del consorzio nazionale, oltre al controllo, sarà quello di promuovere le produzione che vi aderiscono.

In questo modo, se si troverà l'adesione di varie zone di produzione del nostro paese, si potrà proporre ai mercati e alla Gdo una produzione cerasicola nazionale di qualità dall'inizio di maggio alla fine di agosto. Così, il consorzio nazionale potrà competere con successo con il prodotto estero sempre più presente sui nostri mercati.

Più il consorzio nazionale sarà forte, rappresentativo, autorevole, diffuso sul territorio italiano, più il rapporto con la Grande Distribuzione sarà paritetico e corretto, a tutto vantaggio dei territori tipici che possono recuperare valore produttivo e dei consumatori che guadagneranno in sicurezza del prodotto: freschezza e qualità della frutta, correttezza del prezzo.

Quali iniziative sono in programma per la costituzione di questa entità nazionale?

Ritengo possa essere utile collaborare alla proposta dell'Associazione Città delle Ciliegie. A tal fine, se queste indicazioni sono ritenute valide ed efficaci, si potrebbe proporre uno studio di fattibilità, contattando le zone di produzione e le realtà interessate. Faccio appello quindi alle associazioni produttive, alle migliori strutture commerciali italiane, ai Comuni associati, di spendersi in questa iniziativa e di collaborare con impegno per il futuro della cerasicoltura italiana.

Sono a conoscenza dell'intenzione dell'Associazione Nazionale Città delle Ciliegie di avviare rapporti con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e con i parlamentari facenti parte della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, al fine di sviluppare un percorso comune che vada nella direzione indicata. Non posso che confermare la mia personale adesione all'iniziativa. Abbiamo davanti a noi un intero anno di tempo, non sprechiamolo.


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