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Aggiornamento al 2020

Meloni: situazione import-export dell'Italia ed export dei Paesi concorrenti

L'export
L'export di meloni italiani rappresenta in media circa il 7% della produzione nazionale (media 2015-2020) ma con una tendenza in calo soprattutto nelle ultime due campagne quando le produzioni mantengono volumi sostenuti mentre le esportazioni scendono. Le spedizioni estere di meloni italiani mediamente si attestano su circa 34.000 tonnellate considerando il periodo dal 2015 al 2020 ma solo il quadriennio 2015-2018 vede volumi più elevati, circa 39.000 tonnellate; l'ultimo biennio, invece, si aggira su una media di 24.000 tonnellate; nel 2020 l'export è stato solo leggermente più alto rispetto alla campagna scorsa (+1%).

Il valore nell'ultimo anno sale di otto punti percentuali sul più contenuto 2019 e con poco oltre i 23 milioni di euro si colloca tra i più bassi dal 2015, nonostante la crescita.

Il prezzo medio, invece, posizionandosi a 0,97 €/Kg, registra un +7% sul già alto 2019 e si attesta come la quotazione media più elevata delle ultime sei annate.

I Paesi dell'Unione Europea (28) rimangono la principale destinazione dell'export anche durante la stagione 2020 ma con una quota scesa all'80% del totale, in calo di sei punti percentuali sul già basso 2019. 

Il primo mercato di sbocco rimane la Germania, al 36% del complesso, con quantitativi per circa 8.700 tonnellate, di quattro punti percentuali in più rispetto al 2019. All'11% dei volumi totali si posiziona l'Austria, con una quota in calo del 2% rispetto alla precedente annata. Seguono le esportazioni indirizzate in Slovacchia al 7% del totale in fortissima crescita rispetto al recente passato. Verso la Slovenia abbiamo spedito volumi per il 19% in meno sul 2019 al 4% del complessivo esportato. In flessione anche le movimentazioni indirizzate in Croazia e Paesi Bassi rispetto a quelle già contenute della scorsa stagione rispettivamente al 3% e 2% del totale.

Il restante 20% dell'export di meloni è inviato verso i paesi extra UE (28), nell'ambito di questa macro area la Svizzera è predominante al 15% del totale e durante il 2020 i quantitativi sono stati maggiori del 13% rispetto a quelli del 2019 ma in media con il quinquennio precedente; presenti dal mese di marzo 2020 anche le spedizioni verso il Regno Unito al 5% del complesso che segnano un importante calo rispetto alla campagna antecedente. 

L'import
Le importazioni di meloni esteri durante le ultime sei annate mediamente si aggirano su poco oltre le 33.000 tonnellate ma con oscillazioni e un andamento altalenante tra i vari anni considerati; durante il 2020 gli ingressi hanno registrato solo circa 28.700 tonnellate, in flessione del 28% rispetto a quelle maggiori dell'annata precedente e segnano il quantitativo più basso dal 2015.

Anche il valore scende di ventinove punti percentuali sul 2019 con quasi 25 milioni di euro; in calo di un punto percentuale sull'annata precedente il prezzo medio che con 0,87 €/Kg risulta il più basso delle ultime sei campagne commerciali.

Nel 2020 il 60% delle importazioni di meloni proviene dai Paesi dell'Unione Europea (28), la rappresentatività è in deciso calo rispetto a quella della passata campagna ed i quantitativi risultano più bassi di dodici punti percentuali sul 2019. Al primo posto la merce triangolata proveniente dai Paesi Bassi con oltre 6.000 tonnellate al 22% del totale in flessione del 12% sul 2019; da questo mercato importiamo mediamente circa 7.000 tonnellate l'anno (media 2015-2020).

Dalla Spagna è giunto un quantitativo più basso del 44% rispetto ai volumi ben più alti della scorsa campagna, quasi 5.000 tonnellate al 17% del complesso; i quantitativi arrivati nel 2020 si pongono in media con il recente passato. I meloni francesi giunti durante l'ultima campagna segnano un'altra importante diminuzione, -42% sul 2019 al 16% del totale arrivato; in questo caso i volumi sono i più contenuti dal 2015. A distanza troviamo gli arrivi dalla Germania al 4% del complesso con un calo di trentatré punti percentuali rispetto agli elevati volumi della passata campagna, ancora una volta i più bassi del quinquennio precedente.

In contrazione di sei punti percentuali le importazioni di meloni provenienti dai Paesi americani al 36% del totale. Di maggior importanza gli ingressi di merce brasiliana che si pongono al 28% del totale con solo un punto percentuale in più rispetto all'annata precedente e in media con il recente passato. Al contrario flettono i volumi in arrivo dal Costa Rica (-15% sul 2019) all'8% del complesso, le importazioni da questo paese recentemente sembrano evidenziare una flessione nel tempo ed i volumi arrivati nel 2020 si posizionano come i più bassi degli anni analizzati.

Solo il 3% dei meloni esteri proviene dai paesi africani, principalmente dal Senegal ma con quantitativi ancora poco rilevanti.

I competitor
Anche per questa referenza la Spagna si conferma il nostro principale concorrente a livello europeo: mediamente le esportazioni di meloni spagnoli si attestano su oltre 440.000 tonnellate l'anno (media 2015-2020) con un trend abbastanza stabile nel tempo; durante l'ultima annualità le spedizioni all'estero sono diminuite di quattro punti percentuali rispetto al più elevato 2019. Nel corso della stagione 2020 la prima destinazione di meloni spagnoli è stata la Francia a cui sono state indirizzate quasi 114.000 tonnellate con un calo del 7% rispetto alle spedizioni del 2019. Trend in aumento per gli invii in Germania, +3% sulla stagione precedente, con oltre 100.000 tonnellate.

L'export verso il Regno Unito flette di otto punti percentuali sul 2019 e si ferma a poco meno di 54.000 tonnellate; in lieve calo sulla campagna 2019 le movimentazioni verso i Paesi Bassi, -2% con quasi 53.000 tonnellate. A seguire si collocano gli invii in Portogallo con circa 37.000 tonnellate nel 2020, anche verso questa destinazione si rileva una diminuzione sulla campagna 2019 (+15%). Le spedizioni verso la Svezia si attestano a 12.500 tonnellate durante l'ultima stagione commerciale, in aumento di sei punti percentuali sul 2019.

Il Belgio ha assorbito circa 9.000 tonnellate di meloni spagnoli durante l'ultima stagione commerciale, un volume più alto di dodici punti percentuali rispetto alla campagna precedente. In crescita anche le movimentazioni indirizzate in Svizzera con circa 8.000 tonnellate segnano il 15% in più rispetto al 2019. L'export verso la Danimarca scende di quattro punti percentuali sulla passata stagione. l'Italia si colloca al decimo posto seguito da Polonia e Irlanda, verso queste ultime due destinazioni le spedizioni spagnole nel 2020 sono cresciute rispetto all'annata antecedente.

Anche a livello mondiale la Spagna detiene il primato come maggior esportatore di meloni seguito da Guatemala, Brasile e Honduras. Recentemente il Guatemala ha esportato circa 300.000 tonnellate l'anno mentre Brasile e Honduras si allineano su circa 250.000 tonnellate ciascuno. La principale destinazione del prodotto commercializzato dal Guatemala sono gli Stati Uniti che recentemente assorbono la quasi totalità; il Brasile, al contrario, si riversa sui mercati europei, la sua destinazione primaria sono i Paesi Bassi (circa 100.000 tonnellate l'anno) a cui seguono Spagna e Regno Unito che recentemente hanno assorbito circa 65.000 tonnellate ciascuno. Anche il prodotto onduregno si riversa principalmente negli Stati Uniti e in misura minore verso i Paesi Bassi e il Regno Unito.

Nella classifica mondiale l'export di meloni italiani si posiziona al quindicesimo posto per importanza.

Fonte: CSO Italy per FreshPlaza.IT


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