A Bologna e Cesena progetti per il recupero di varietà antiche e territori altrimenti abbandonati

Produrre di meno per vendere a prezzi più alti

Ogni volta che si sente parlare di crisi di mercato, si punta il dito sulla sovrapproduzione, sul troppo prodotto in circolazione. Ma allora perché non produrre meno, scegliendo varietà più rustiche, meno produttive ma più resistenti alle malattie e alla siccità, e soprattutto più buone da mangiare come sono alcuni tipi di varietà antiche da cui poi sono derivate quelle odierne? Ciò non significa, ovviamente, che tutto ora debba riconvertirsi, ma che si può affiancare un'alternativa alla solita idea di produrre migliaia di tonnellate per guadagnare qualche spicciolo. Specie per mantenere reddito nelle zone più difficili di collina e di montagna 

Grazie al Crpv, all'Università degli Studi di Bologna, al GAL dell'Appennino Bolognese e a due associazioni di produttori locali, una varietà antica, la Mela Rosa Romana, è diventata protagonista del progetto MERR per il recupero e rilancio e oggetto di studio per lo sviluppo di nuove varietà resistenti al cambiamento climatico.

"La Mela Rosa Romana rientra nel novero di quei frutti antichi - afferma il responsabile Crpv per il progetto, Claudio Buscaroli - che sono stati dimenticati negli ultimi decenni perché poco idonei ai ritmi del commercio odierno, ma che possono essere perfetti per un mercato più di prossimità, nazionale o locale".

Veduta di una piccola parte del Podere Leoni a Luzzena di Cesena: come salvare un'area altrimenti abbandonata facendo frutticoltura

Sabato 22 maggio a Cesena, presso Casa Leoni in Località Luzzena, si è svolta l'inaugurazione di un piccolo campo produttivo con oltre 60 varietà diverse. Il promotore dell'iniziativa, Roberto Leoni, nei prossimi mesi, darà il via a un progetto di più ampio respiro con oltre 3 ettari in produzione, che serviranno a produrre frutta da trasformare per le sue tre gelaterie. All'evento di sabato 22 maggio era presente, oltre a Claudio Buscaroli del CRPV, anche Francesco Occhipinti presidente di Legambiente provinciale.

Da sinistra, Roberto Leoni, Claudio Buscaroli e Francesco Occhipinti all'inaugurazione del Podere Leoni

"La mia idea è stata quella di coltivare una zona a forte pendenza, che era abbandonata, con frutti del territorio che fossero rustici e potessero sopravvivere in condizioni non facili. Grazie al ricercatore Buscaroli e ai consigli di diversi tecnici ed esperti, è nato questo primo campo della biodiversità qui a Luzzena, che andrò poi a implementare in pianura a Cesena, in un podere di circa 3 ettari".

Una delle varietà antiche messe a dimora da Roberto Leoni

Il progetto MEER
"Il recupero di un frutto storico come la Mela Rosa Romana - spiega Luca Dondini, docente di biotecnologia vegetale e pomologia dell'Università di Bologna e responsabile scientifico del progetto MERR - tocca aspetti di grande attualità: dalla tutela della biodiversità disponibile all'utilizzo di varietà antiche per il miglioramento genetico, al fine di ottenere nuove varietà che siano resilienti come le varietà che sono sopravvissute per migliaia di anni, adattandosi a climi mutevoli e imprevedibili. Fino a un secolo fa, la Mela Rosa Romana era la varietà dominante nell'Appennino bolognese: oggi, grazie al progetto MERR, vogliamo riscoprirla, rilanciarla e fare tesoro delle potenzialità che può esprimere quando coltivata nell'areale che, nella sua lunga storia, le è stato sempre congeniale".

Protagonisti del progetto, insieme a CRPV e Università di Bologna, sono anche il GAL dell'Appennino Bolognese e due associazioni che raccolgono i produttori della zona di Vergato, di Sasso Marconi e di Marzabotto e aree limitrofe: "Grazie a un progetto di filiera 100% biologica e tracciabile - prosegue Buscaroli - intendiamo affiancare i produttori lungo tutto il percorso produttivo: da un vivaio certificato che si accerterà della salute degli innesti, alla disponibilità di tecnici e ricercatori per seguire le coltivazioni, alle prove di trasformazione in succhi, distillati e marmellate, fino alla commercializzazione, grazie agli operatori commerciali coinvolti nel progetto. Le richieste, già in questa prima fase del progetto, sono di gran lunga superiori al previsto".

Fra gli obiettivi del progetto, nel lungo periodo, c'è anche quello di rilanciare l'agricoltura nelle zone montane: "In passato, l'Appennino bolognese era ricco di coltivazioni: non solo di mele, ma anche di pere e di ciliegi - spiega Buscaroli - confidiamo che il percorso di valorizzazione della Mela Rosa Romana sia solo il primo passo per il rilancio della frutticoltura di montagna".

Il progetto MERR è un'iniziativa realizzata nell'ambito Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 – Tipo di operazione 16.1.01 – Gruppi operativi del partenariato europeo per l'innovazione: "produttività e sostenibilità dell'agricoltura" Focus Area 3A – Progetto "Mela Rosa Romana dell'Appennino bolognese: organizzazione e valorizzazione di una filiera di qualità in biologico" Domanda n. 5196891


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