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Cac: Estremo oriente ed Europa le principali destinazioni

L'80 per cento delle sementi viene esportata

Moltiplicazione sementi: il 2020 sarà ricordato per un'ottima annata la produzione di bunching onion, cucurbitacee e cicorie, discreta la resa di cavoli e brassiche, pur con rese molto negative per alcune varietà, mentre la carota ha registrato una scarsa produzione. Sono alcune considerazione emerse domenica 9 maggio 2021 durante l'assemblea di bilancio della cooperativa Cac di Cesena, una delle maggiori realtà europee del comparto sementiero.

Anche alcune colture specializzate come il cavolo hanno risentito di un microclima territoriale, registrando basse rese. L'annata 2020 è stata caratterizzata da un andamento stagionale siccitoso in primavera, che però non ha penalizzato le principali colture specializzate. Inoltre, l'assenza di eventi climatici avversi durante la fase di raccolta del seme non ha ostacolato le operazioni e non ha pregiudicato la qualità delle produzioni.

Il presidente Giovanni Piersanti durante l'assemblea con i soci collegati da remoto

I dati più significativi del bilancio della cooperativa sono: 40 milioni di euro di fatturato, 1,5 milioni di euro di utile, 23 milioni di euro di liquidazione agli agricoltori soci. La Cooperativa Agricola Cesenate, una delle principali realtà internazionali della moltiplicazione sementiera, costituita nel 1948, associa oggi circa 2.100 imprenditori agricoli, distribuiti su otto regioni italiane ed è riconosciuta come prima Organizzazione di Produttori Interregionale.

L'attività economica di Cac è fortemente orientata all'esportazione in Europa ed Estremo Oriente, in cui realizza l'80% del suo fatturato. Il bilancio d'esercizio 2020 ha chiuso con risultati migliori rispetto alle previsioni, confermando la Cooperativa cesenate come un punto di riferimento del settore agroalimentare.

La raccolta di piselli da seme

Il presidente Giovanni Piersanti ha affermato: "Abbiamo continuato a svolgere il nostro lavoro, pensare a nuovi investimenti e a nuove opportunità, sia all'interno delle nostre aziende Cooperative sia nelle nostre imprese agricole. A spingerci c'è il grande amore per il nostro lavoro e la nostra determinazione. A questo si aggiunge la forza dell'essere un gruppo che, insieme, va nella stessa direzione".

Il presidente Giovanni Piersanti in una foto d'archivio

Il valore della produzione, comprensivo dell'attività OP, sfiora i 40 milioni di euro (+2% rispetto al 2019) e consente una liquidazione ai soci di circa 23 milioni di euro, cui si aggiungono circa 850mila euro di materiale vivaistico utilizzato per la produzione. Il premio di qualità riconosciuto agli agricoltori ha visto un aumento dei parametri del 10% e l'importo totale liquidato è pari a circa 2,5 milioni di euro. Un dato significativo è naturalmente quello legato all'utile, pari a 1,5 milioni di euro (+25% rispetto al 2019).


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