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A cura di Luigi Gallo, Azienda regionale per lo sviluppo dell'agricoltura calabrese (ARSAC)

Cipolla bianca di Castrovillari: con un marchio DeCo, vantaggi economici anche per il territorio

I piccoli produttori hanno evitato l'estinzione della cipolla bianca di Castrovillari, in provincia di Cosenza (Calabria), perché coltivandola, nel tempo ne hanno conservato il seme e, grazie a loro, ancora oggi, si coltiva su piccoli appezzamenti di terreno. Praticano la coltivazione con tecniche a basso impatto ambientale senza uso di prodotti chimici di sintesi, ottenendo un prodotto di alto pregio che ha già un mercato di nicchia che non avrebbe ostacoli all'espansione.


Cipolla bianca di Castrovillari allo stato fresco. (Foto fornita da Luigi Gallo - ARSAC)

La cipolla bianca di Castrovillari è un ecotipo locale della specie Allium cepa L., famiglia Liliacaee che, fino agli anni Settanta, veniva prodotta in grandi quantità e soddisfaceva anche la domanda dei comuni vicini a Castrovillari sia in provincia di Cosenza (Frascineto, Cassano all'Ionio, Terranova da Sibari, Spezzano Albanese, Villapiana, Cerchiara, Francavilla Marittima, Morano Calabro, Mormanno, ecc.) che in provincia di Potenza (Rotonda, San Severino Lucano, Terranova di Pollino).


Coltura di cipolla bianca di Castrovillari. Foto fornita da Luigi Gallo - ARSAC) 

"Attualmente, la coltivazione della cipolla bianca è circoscritta principalmente in località Giardini (Jardini) in agro del comune di Castrovillari. Questa contrada è caratterizzata dalla presenza di alcune sorgenti naturali di acqua che ancora oggi viene utilizzata per l'irrigazione delle colture orticole della zona - spiega Luigi Gallo (foto a lato) dell'ARSAC-Centro di Divulgazione Agricola (Ce.D.A.) n. 2 del Pollino-Castrovillari (CS) - Il metodo irriguo utilizzato è quello tradizionale a scorrimento, con il trasporto dell'acqua in canalette di cemento. Sono circa venti i produttori che continuano a coltivare questo ecotipo di cipolla su piccolissimi appezzamenti di terreno, per un totale di poco più di un ettaro".

"Il seme della cipolla si raccoglie, come da tradizione, il 16 luglio. Il semenzaio (pruvinu), sempre nel rispetto della tradizione, si prepara entro il 5 di agosto, rigorosamente in fase di luna calante per avere le piantine pronte per il trapianto ai primi di novembre. La raccolta delle prime cipolle per il consumo fresco inizia a fine febbraio e prosegue fino a inizio giugno, mentre le cipolle mature a fine ciclo, a seconda dell'andamento climatico, si raccolgono a fine giugno-inizio luglio", continua Gallo.


Semi di cipolla bianca di Castrovillari. Foto fornita da Luigi Gallo - ARSAC) 

E' necessaria una selezione del materiale della popolazione di cipolla bianca di Castrovillari, onde costituire una sorta di linea dalla quale propagare in futuro le cipolle più aderenti alla tipologia originale. Perciò l'ARSAC, in collaborazione con il CREA-Centro di Ricerca per l’Orticoltura di Pontecagnano (SA), ha predisposto un progetto in tal senso. Nel frattempo, campioni di bulbi di cipolla bianca di Castrovillari provenienti da cinque aziende produttrici dell'area di coltivazione sono stati analizzati per verificarne il grado di pungenza.

"Questo carattere acquista una notevole importanza sia in considerazione delle mutate abitudini alimentari che portano a preferire un prodotto dolce e poco pungente sia ai fini dell'individuazione di un indice per la tracciabilità del prodotto, a protezione di eventuali marchi di qualità", sottolinea Gallo. Le analisi effettuate su cinque campioni rappresentativi hanno mostrato livelli di pungenza molto variabili, con valori di acido piruvico (sostanza indicatore della pungenza) oscillanti tra 2,5 e 10,5 µmol (micromoli) per grammo di peso fresco.

Oltre che dalla composizione chimica del terreno e dal clima, questa notevole variabilità è influenzata dal genotipo e dai criteri di selezione utilizzati dai singoli produttori nella scelta dei bulbi portaseme. La presenza di genotipi con livelli di pungenza molto bassi (2,5 µmol di acido piruvico/g di peso fresco), assimilabili a quelli della più famosa cipolla rossa di Tropea, lasciano intravedere la concreta possibilità di costituire, attraverso la selezione conservativa, una popolazione di cipolla bianca di Castrovillari migliorata per uniformità e aspetti qualitativi dei bulbi.


Essiccazione al sole prima della raccolta del seme. Foto fornita da Luigi Gallo - ARSAC) 

La necessità di un marchio De.Co. e i vantaggi economici per il territorio
"Il riconoscimento della Denominazione Comunale (De.Co), da parte del Comune di Castrovillari, per questo ecotipo locale di cipolla, rafforzerebbe il ruolo identitario di questo eccellente prodotto non solo per Castrovillari stessa, ma per l'intero territorio che comprende la Sibaritide e il Pollino. Ciò faciliterebbe la creazione di altre opportunità di lavoro extra-agricolo, che scaturiscono anche dallo sviluppo di un turismo gastronomico e di prossimità, facilmente coniugabile con altre forme di turismo come quello naturalistico e culturale", spiega Gallo.

I precedenti progetti di valorizzazione realizzati dall'ARSAC per questo ecotipo di cipolla, come per altri prodotti tipici, hanno determinato l’aumento del numero dei consumatori sia tra i residenti nel comune di Castrovillari sia tra i non residenti. All’aumento della domanda di questo prodotto è corrisposto un incremento del prezzo, che ha stimolato la produzione.

Infatti, da un'analisi economica della coltivazione della cipolla bianca di Castrovillari è emerso che, potenzialmente, su un ettaro è possibile ottenere una produzione di circa 30 tonnellate, che, a un prezzo medio di vendita pari a circa 500 euro/ton, fornirebbe una produzione lorda vendibile (PLV) di circa 15.000 euro.


Cipolle a fine ciclo pronte per il mercato.(Foto fornita da Luigi Gallo - ARSAC)  

"Considerato che i costi espliciti sostenuti per un ciclo produttivo sono pari a circa il 30% della PLV, pari a circa 4.500 euro, si calcola un probabile reddito pari a circa 10.500 euro per ettaro. Va considerato che questa produzione ha un rischio d'impresa molto ridotto, in quanto non richiede grandi investimenti, ma solo le spese per le anticipazioni colturali e che la vendita del prodotto fresco avviene direttamente dal produttore al consumatore - continua Gallo - I grossi bulbi, raccolti a fine ciclo, solitamente vengono ritirati in grande quantità e venduti al dettaglio da intermediari".  

Le tecniche di coltivazione e di gestione della cipolla sono semplici e facilmente acquisibili dai giovani, anche con brevi corsi di formazione, come è stato già sperimentato. "La produzione di ortaggi, e quindi di cipolle, permette di concentrare il lavoro in un periodo limitato dell'anno, risultando più allettante per i giovani che potrebbero integrare con redditi derivanti da altre attività. Per queste ragioni, i giovani imprenditori agricoli, come già sta avvenendo, possono svolgere un ruolo determinante nel rilancio della cipolla bianca di Castrovillari determinando, nel contempo, un ricambio generazionale nel settore agricolo", conclude Gallo.

Per maggiori informazioni
Luigi Gallo
+39 349 2808998
Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC) - Ce.D.A. n.2 - Castrovillari (CS)
luigi.gallo@arsac.calabria.it


Data di pubblicazione:
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