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I commenti di Salvi, Mazzini, Benedetti e Linguerri

Il coronavirus sta cambiando il mercato

"Sui consumi 2020, il Covid-19 ha accelerato una serie di segnali deboli, già presenti. Pensiamo agli scostamenti tra prodotti sfusi e confezionati. Se questi ultimi prima viaggiavano al ritmo di un punto percentuale all'anno, nel 2020 si sono spostati di oltre 10 punti. Ciò per la necessità di velocizzare l'atto di acquisto e ridurre il tempo di permanenza nel punto vendita, oltre che per la maggiore percezione di sicurezza di un prodotto protetto dalla confezione".

Così ha esordito Claudio Mazzini (foto sotto), responsabile nazionale freschissimi di Coop Italia, durante la tavola rotonda del 9 aprile 2021, a conclusione del convegno online "L'ortofrutta nello scenario post Covid: come sono cambiati imprese, mercati e consumatori dopo un anno di pandemia" (vedi news correlata). Insieme a Mazzini, hanno partecipato Marco Salvi (Fruitimprese), Angelo Benedetti (Unitec) e Benedetto Linguerri (Local To You).

Secondo tema rilevato da Mazzini: la polarizzazione dei consumi, legata a un cambiamento sociale in atto percepito da alcune fasce sociali più che da altre. "Siamo di fronte a una nuova e più complessa segmentazione dei consumatori. Riuscire a intercettare queste modifiche determinerà il successo o meno di un player". Infine, il manager di Coop ha sottolineato che "un altro aspetto che ci lascia il coronavirus è la modifica sostanziale nei canali di acquisto. E' evidente una crisi degli ipermercati, che già c'era nel 2018 e nel 2019".

Mazzini ha, inoltre, evidenziato: "In merito alla segmentazione dei consumatori, emerge l'ulteriore crescita dei discount o supermercati semplificati - come li ha definiti il manager di Coop - e l'incremento delle vendite nei punti vendita di prossimità. Il fatto che la spesa di prossimità possa rimanere anche successivamente all'emergenza sanitaria è un grande punto interrogativo per i retailer con grandi superfici. Certamente il fenomeno dell'online, una nicchia che prima della pandemia era impensabile potesse svilupparsi così rapidamente nel comparto ortofrutticolo, è destinata a crescere. Ma c'è un limite legato alla catena logistica".

Alla domanda su cosa ci ha insegnato la crisi pandemica, Marco Salvi (nella foto sopra), presidente di Fruitimprese e numero uno di Salvi Unacoa, ha risposto: "Grande coesione a livello nazionale e l'importanza del gioco di squadra, soprattutto nel primo lockdown, quando il nostro Paese fu accusato di essere il principale focolaio del Covid-19, provocando notevoli problemi al commercio. Abbiamo saputo reagire, anche attraverso un'importante sinergia con le istituzioni e di questo dobbiamo essere fieri".

"I problemi da affrontare sono comunque stati enormi: tra i primi l'aumento dei costi di produzione e la crisi della manodopera. Non dimentichiamo che, a fronte di una crescita del 5% dell'export a valore e a fronte di un calo del 4% a volume, le importazioni per il secondo anno consecutivo superano le nostre esportazioni. Questo deve farci riflettere seriamente rispetto al ruolo che vogliamo ritagliarci sullo scenario internazionale".

Sul futuro del settore ortofrutta, Salvi ha innanzitutto sottolineato: "Il cambiamento climatico sarà la nostra nuova pandemia. Anche quest'anno le gelate hanno inficiato i volumi produttivi in maniera notevole, in tutta Italia". Poi il presidente di Fruitimprese ha evidenziato un tema di cui si discute tanto: la transizione ecologica. "Abbiamo bisogno di decisioni prese con un supporto scientifico, perché se non abbiamo delle alternative rischiamo di fare le scelte sbagliate".

A questo proposito, secondo Salvi, è opportuno anche non lasciare alle catene della Gdo la scelta del packaging da adottare, altrimenti non si riescono a creare economie di scala e si rischia di mettere in difficoltà le imprese e il settore. "Se ognuno va per la propria strada, creiamo diseconomie, che portano solo a un aumento dei costi".

Sul recovery fund, Salvi ha dichiarato: "E' una grandissima opportunità, che ci permette di svecchiare il Paese. Dobbiamo perciò andare verso un miglioramento della logistica, se vogliamo tornare a essere competitivi nei confronti di un'Europa e di un mondo che ha fatto passi da gigante". Infine, digitalizzazione e formazione: "Dobbiamo pretendere che vengano inseriti programmi di studio nelle scuole, che avvicinino gli studenti al mondo del lavoro".

La diffusione del virus ha generato anche una vera e propria fobia per la concentrazione di persone, soprattutto in luoghi chiusi: un aspetto importante che si è riflesso all'interno degli stabilimenti di lavorazione, come ha sottolineato Angelo Benedetti (nella foto sopra), presidente e amministratore delegato di Unitec.

"Nella lavorazione della frutta, ci sono sempre state delle alte concentrazioni di persone - ha sottolineato Benedetti - Una peculiarità che in questo momento storico porta con sé la paura del contagio e, anche laddove tali rischi non fossero davvero tali, vengono comunque come tali percepiti. Noi di Unitec offriamo una soluzione attraverso l'automazione, che permette di svolgere il lavoro senza l'ausilio di operai, o perlomeno senza assembramenti all'interno dell'impianto di lavorazione. L'innovazione, se non porta dei risultati, non ha molto senso".

"Se sul packaging esterno possiamo dare un contributo minimo, quello che, in concreto, riusciamo a fare è entrare dentro alla confezione. Nel mondo dell'ortofrutta, la parola responsabilità assume dei connotati ben chiari in questo senso: guardare dentro i frutti e capire se questi abbiano salubrità, shelf life adeguata, grado di maturazione e dolcezza".

Benedetti ha, infine, sottolineato: "Il nostro lavoro è quello di mettersi in contatto con le centrali ortofrutticole e studiare insieme a loro dei progetti personalizzati. Ciò consente al prodotto di guadagnare credibilità e un'identità migliore, perché non ha sorprese".

Benedetto Linguerri (foto sopra), fondatore di "Local To You", realtà bolognese specializzata nell'e-commerce di ortofrutta, ha raccontato la propria esperienza. "Nasciamo come agricoltori e, in tempi non sospetti, abbiamo deciso di partire con una vendita online. Da marzo 2020 abbiamo avuto una crescita dei volumi fuori controllo. Un incremento esponenziale, non sperato e non programmato. Quello che ci ha premiato è stata l'attenzione ai tre ambiti della sostenibilità: economico, ambientale e sociale".

"Ora dobbiamo garantire un servizio efficiente e sostenibile, superando il problema degli elevati costi del trasporto dell'ultimo miglio e tutte le disastrose conseguenze che questo potrebbe provocare. Per farlo, dobbiamo iniziare a parlare di omnicanalità, unendo l'online e l'offline", ha concluso Linguerri.


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