Almeria prevede un aumento del 6 e del 3 per cento per gli areali di meloni e angurie

Secondo i dati provvisori raccolti dall'Associazione delle organizzazioni dei produttori di frutta e verdura di Almeria (COEXPHAL), l'area dedicata alla coltivazione di angurie nella provincia aumenterà del 3%, raggiungendo quasi 10.800 ettari, che produrranno circa 627.000 tonnellate, principalmente della varietà mini.

Secondo le stime, l'area dedicata ai meloni aumenterà del 6%. Si avranno quasi 2.930 ettari che dovrebbero produrre 130.000 tonnellate e, soprattutto, si registrerà una crescita del volume dei meloni gialli.

Questa estensione della coltivazione del melone nella provincia di Almeria segue l'andamento registrato nella stagione 2019/20, quando la stessa provincia mise in commercio 56.756.666 chili, ossia il 15% in più rispetto alla stagione precedente, e il 23% in più rispetto alle tre campagne precedenti.

Nel 2020, Almeria ha esportato i suoi meloni in 26 Paesi tra aprile e luglio, raggiungendo un fatturato di quasi 21 milioni di euro, l'8% in più rispetto alla campagna precedente. La Germania è stata la destinazione principale. Le esportazioni verso questo paese sono aumentate dell'8% in volume rispetto al 2019, ma i prezzi sono stati inferiori del 6%. Il Regno Unito è risultata la seconda destinazione e ha avuto un aumento molto più forte del volume (+43%) e dei prezzi (+32%).

Almeria ha venduto 365.721.008 chili di angurie, ossia l'1% in più rispetto al 2019 e il 6% in più rispetto alle tre stagioni precedenti. L'anguria è stata venduta per un valore complessivo inferiore del 15% rispetto alla stagione precedente, per un totale di 73.744.000 euro.

Entrambe le colture sono molto fluttuanti, e la domanda e i prezzi dipendono molto dalle condizioni meteo nei Paesi importatori.

I prezzi sono anche influenzati dalla merce che arriva sul mercato da altri Paesi, che danneggiano sempre più il prodotto spagnolo. Uno studio preparato dall'organizzazione agricola Coag mostra che le importazioni di angurie si sono moltiplicate di quasi nove volte, negli ultimi cinque anni, passando da 10.572 tonnellate del 2014 a 88.603 tonnellate nello scorso anno. L'analisi della Coag evidenzia in particolare che l'ingresso di questo prodotto coincide con l'immissione sul mercato dei primi frutti spagnoli.

Nel 2020, l'81% di tutte le angurie importate è stato di origine marocchina, seguito da quelle provenienti da Senegal (10%) e dal Brasile (1,8%). Questo prodotto non è soggetto a dazi per entrare nell'Unione europea, grazie agli accordi commerciali in vigore tra l'Ue e il Marocco.

Fonte: diariodealmeria.es  


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