Gerwin de Vries, Witlofkwekerij LOF

Andamenti commerciali per indivia belga e radicchio, quest'ultimo poco amato nei Paesi Bassi

"Abbiamo creato una tendenza nella coltivazione indoor, in agricoltura verticale e in idroponica, tutto contemporaneamente", ride Gerwin de Vries della Witlofkwekerij LOF, vivaista olandese specializzato in indivia belga. Ma l'immagine di questa cicoria non è stata eccezionale, negli ultimi anni. "E' diventato un po' un ortaggio dimenticato".

Gerwin spera di invertire tale tendenza. La sua azienda ha introdotto un kit per la coltivazione domestica e ricette di tendenza come le tagliatelle di indivia belga. "Ormai le persone hanno familiarità con l’indivia belga, il prosciutto e il formaggio. Ma questa insalata è molto più versatile".


Gerwin de Vries

L'anno scorso, il mercato dell’indivia belga non ha subito pesanti conseguenze dalla pandemia di Covid-19. Le vendite sono aumentate e i prezzi sono risultati superiori alla media. "Le persone avevano più tempo per cucinare a casa. E la maggior parte andava in vacanza nel proprio Paese", dice la responsabile commercuale Kristha Heibrink. Ma quest'anno invece il mercato ha avuto un avvio difficile. Il prezzo di 0,20 / 0,30 euro, poche settimane fa, ha segnato il livello più basso. "I primi mesi dell'anno non sono mai i migliori. Ognuno ha una sufficiente produzione propria. Fortunatamente, il mercato ha ripreso a crescere. L’indivia belga ora si vende a più di un euro".

Le vendite di radicchio sono in calo
La crisi del coronavirus colpisce però il radicchio. "Di solito viene venduto soprattutto ai ristoranti, che sono per la maggior parte chiusi. E' un vero peccato perché, prima della pandemia, stava acquisendo popolarità.Il radicchio è particolarmente diffuso in Nord America e Giappone. Nei Paesi Bassi, invece, è un caso di prodotto poco conosciuto e quindi non particolarmente amato". Ci sono state molte campagne di marketing e promozione, ad esempio attraverso la proposta di mix di cicorie, ma il radicchio non ha mai trovato posto sugli scaffali. Dopotutto, non è un ortaggio che si vende molto. Quindi, lo spazio sugli scaffali rimane limitato", continua Kristha.

La Witlofkwekerij LOF ha recentemente aggiunto un'altro macchinario per il flow pack alla sua linea di confezionamento. "La domanda di prodotti confezionati è in crescita. Abbiamo già fornito quasi la metà della nostra indivia belga in flow pack. E ora questa quota è salita al 60-65%", aggiunge Gerwin. Quest'azienda vende principalmente a dettaglianti e grossisti olandesi ed esteri.

Il commercio avviene sia direttamente che tramite gli esportatori. "Negli ultimi anni, la domanda da parte dei retailer, in particolare locali, è aumentata. Ci piace ampliare il numero dei grandi clienti. Li integriamo con quelli più piccoli. Ciò significa che abbiamo vendite stabili, su tutti i livelli di clientela e durante tutto l'anno", dice Kristha.

Accesso al mercato tedesco con un prodotto locale
La LOF rifornisce il mercato tedesco con le sue due aziende agricole del Paese. "Abbiamo rilevato un’azienda di coltivazione di indivia belga, operante a Lipsia da sei anni. E' andata così bene che tre anni fa ne abbiamo avviato un’altra a Wesel. Per i tedeschi, i prodotti devono essere locali, e oggi la produzione è sufficiente a livello regionale e statale. Grazie alle nostre aziende tedesche, abbiamo un buon accesso al mercato tedesco", spiega Gerwin.

Il Covid-19 ha incrementato le vendite di indivia belga anche in Germania. Ma, secondo Gerwin, c'è ancora molto da fare. "Il consumo annuale di indivia belga tedesca è di 180 grammi pro capite: decisamente inferiore rispetto a Paesi Bassi, Belgio e Francia. Nella Germania orientale, l’indivia belga è ancora abbastanza conosciuta. Tuttavia, difficilmente viene consumata nella parte occidentale del Paese. Le nostre aziende tedesche sono allertate. Abbiamo migliorato la qualità sugli scaffali, a vantaggio anche dei consumi".

Negli ultimi anni, il numero delle aziende olandesi di coltivazione di indivia belga è crollato. "Stimo che ne siano rimaste circa 50. Trent'anni fa erano 50 nella sola area di Noordoostpolder. Ma i coltivatori rimasti hanno ampliato le loro attività, e quindi la disponibilità totale è diminuita solo di poco. La vendita al dettaglio e il commercio necessitano ancora di una certa scala per garantire qualità e continuità", afferma Gerwin.

"I nostri clienti sanno cosa stanno ottenendo. Possiamo persino selezionare l’indivia belga per cliente. Ecco perché a volte è sorprendente che si utilizzino ancora i prezzi d'asta come riferimento. Ciò accade soprattutto quando ci sono eccedenze sul mercato. Le forniture per le aste sono in realtà di gran lunga inferiori a quelle di tutti i singoli coltivatori messi insieme".

Secondo Gerwin, nei Paesi Bassi la politica rappresenta la sfida futura più importante del prodotto. "I partiti che aderiranno alla coalizione di governo influenzeranno notevolmente questo aspetto. Se verranno vietati ancora più pesticidi, il controllo delle infestanti diventerà problematico. La differenza con la coltivazione biologica è già minima, anche se ci è ancora permesso concimare".

"Continuiamo a coltivare nei Paesi Bassi, grazie al terreno buono e alla possibilità di irrigazione. In Paesi come Belgio e Francia, le condizioni meteo avverse hanno un impatto ancora pesante. Ma la disponibilità di un terreno buono è limitata. E non aiuta il fatto che i terreni agricoli vengano utilizzati come parchi solari".

Kit per la coltivazione casalinga
Sebbene vengano continuamente sviluppate nuove varietà precoci, medie e tardive, l'utilizzo delle tipologie standard rimane una scelta obbligata, dice il coltivatore. "La dimensione richiesta, tuttavia, si sta riducendo. E' quindi possibile utilizzare l’indivia belga in più pietanze". A tal fine, la LOF stampa le ricette sulla confezione del prodotto: "Serve a promuoverne l’utilizzo".

"Anche i kit per la coltivazione domestica sono molto popolari. "Il nostro sito web www.witlofkweekset.nl/ è al primo posto su Google. E la domanda è estremamente alta. Molte persone ordinano questi kit di coltivazione per i loro figli. E' accaduto spesso durante il primo lockdown. E' perfetto, perché quando i bambini coltivano l'indivia belga da soli, poi la mangiano con piacere", conclude Gerwin.

Per maggiori informazioni:
Gerwin de Vries
Witlofkwekerij LOF.
28/1 Pilotenweg
8311 PL, Espel, NL
Tel: +31 (0) 527 271 375
Email: gerwin@witlofkwekerijlof.nl 
Website: www.witlofkwekerijlof.nl


Data di pubblicazione:



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