La campagna degli agrumi procede lentamente in Andalusia, ma con buoni prezzi all'origine

La campagna degli agrumi andalusi procede lentamente, con un ritardo di "fino a un mese e mezzo rispetto all'anno precedente", dice Manuel Altava, vice presidente di Asaja Sevilla. Tuttavia, i prezzi all'origine sono buoni. Infatti, con circa il 30% della raccolta di agrumi ancora da completare in Andalusia, e con metà delle arance di questa seconda parte della campagna ancora sull'albero, i produttori la descrivono come "una buona stagione".

La qualità del frutto e il prezzo soddisfacente hanno segnato la prima parte della campagna, e ciò vale anche per le varietà successive, con prezzi che arrivano fino a 0,50 euro/ g per la varietà Valencia Late, tra febbraio e marzo. Secondo Manuel, il motivo di questi prezzi è "il timore di una possibile carenza di frutta nei prossimi mesi".

In generale, sembra esserci un'offerta di frutta leggermente inferiore in questa seconda parte della stagione, rispetto a quella inizialmente stimata, soprattutto a causa dell'instabilità climatica e dell'elevata produzione del raccolto precedente. Pertanto, è molto probabile che i dati finali di produzione dell'Andalusia saranno leggermente inferiori al previsto.

La minaccia dall'Egitto
Tuttavia, i produttori andalusi sono preoccupati per la pressione della concorrenza egiziana, soprattutto in questa seconda parte della campagna. "Negli ultimi tre anni, l’Egitto è riuscito effettivamente a superare la Spagna nella fornitura di arance Valencia Late, che raggiungono il mercato europeo un mese e mezzo prima e con prezzi molto più bassi, in quanto non sono soggette agli standard salariali, sociali e ambientali dei prodotti spagnoli", afferma Manuel.

I dati ufficiali confermano l'aumento delle importazioni di agrumi egiziani. Nel 2020, l'Unione Europea ha importato 284.936 tonnellate di agrumi dall’Egitto, il 28,5% in più rispetto al 2019 (221.781 tonnellate). Quando si parla delle sole arance, da settembre 2020 a febbraio 2021, l'Europa ha importato dall'Egitto un totale di 55.264 tonnellate, il 16,5% in più rispetto allo stesso periodo della stagione precedente.

Dopo l'Egitto, il Sudafrica e la Turchia sono stati i Paesi che hanno registrato la crescita maggiore come fornitori di questi frutti, rispettivamente con il 26,4% in più e il 22,4% in più rispetto all'anno precedente.

Fonte: sevilla.abc.es


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