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Spagna: impossibile recuperare i costi di produzione per arance e mandarini ai prezzi correnti

L'Associazione valenciana dei produttori agricoli (AVA-ASAJA) ha chiesto al Ministero dell'agricoltura spagnolo di "smettere di continuare ad annunciare la realizzazione di studi sulla catena del valore e di applicare una volta per tutte la riforma della legge sulla filiera, stabilendo i costi di produzione sulle produzioni agricole e utilizzandoli come riferimento ufficiale nei contratti, in modo che i coltivatori smettano di lavorare in perdita, ricevendo ricavi inferiori ai costi effettivi".

A seguito di una dichiarazione del Segretario generale dell'agricoltura, Fernando Miranda, nella quale si promettono "progressi nella realizzazione di studi sulla catena del valore di diversi alimenti", compresi gli agrumi, AVA-ASAJA ha risposto che un recente studio ha già stimato la media dei costi di produzione degli agrumi a 0,23 euro al chilo in Spagna, nel caso delle arance (varietà Navelina e Lanelate), 0,28 euro/ kg in quello dei mandarini (clementine) e 0,20 euro/kg in quello dei limoni (Fino e Verna).

Questa è stata la conclusione di Pedro Caballero e María Ángeles Fernández-Zamudio, ricercatori dell'Istituto valenciano di ricerca agraria (IVIA), e di María Dolores de Miguel, ricercatrice dell'Università Politecnica di Cartagena, nel loro rapporto ‘Regression or continuity of the citrus sector. Function of costs' included in the monograph 'A roadmap for Spanish citrus farming', pubblicata da Cajamar.

Il presidente di AVA-ASAJA, Cristóbal Aguado, ha affermato che "il Ministero dell'agricoltura è consapevole dei nostri problemi di redditività. Ha già una legge nel BOE (Bollettino ufficiale dello Stato), nella quale si dispone già di recenti studi tecnici sui costi effettivi di produzione, ma si è fermata qui e preferisce non andare al fondo della questione. Dovrebbe stabilire dei costi di riferimento minimi e vietare rigorosamente che i prezzi concordati con gli operatori commerciali scendano al di sotto dei costi. Senza prezzi accettabili, sempre più campi resteranno incolti, le strategie ambientali falliranno perché perderemo un settore fondamentale per la cura del territorio. Inoltre, la nostra autosufficienza produttiva alimentare, che si è dimostrata molto importante durante questa pandemia, sarà messa in serio pericolo".

Aguado ha affermato che "oltre a monitorare da vicino l'evoluzione dei costi di produzione effettivi in ogni anello della filiera, è necessario che il Ministero monitori in modo esauriente questa legge e rilevi eventuali punti deboli, per correggerli e trasformarli in punti di forza, attraverso aggiornamenti normativi".

Infine, l'organizzazione agraria ha dichiarato che i suoi servizi tecnici sono a disposizione dei produttori per consigliarli e aiutarli nel segnalare possibili pratiche abusive all'Agenzia per l'informazione e il controllo degli alimenti (AICA) e, nel caso, imporre le relative sanzioni.

Per maggiori informazioni:
AVA-ASAJA
www.avaasaja.org


Data di pubblicazione:



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