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Angurie e ciliegie anche a dicembre

Brasile e Argentina si fanno strada nei mercati invernali italiani

In un'annata particolare come quella del 2020, continuare a fare il proprio lavoro diventa essenziale. Arrivare al Natale, cercando di ritrovare una certa "normalità", lo è ancora di più. 

"In generale, la passione che muove l'importazione di determinati prodotti si è molto affievolita. Per non farci togliere quello che abbiamo creato in oltre 40 anni di attività aziendale, e in particolare negli ultimi 15, continuiamo a lavorare come sempre. La nostra mission è garantire il più possibile il consumo di numerosi prodotti durante tutto l'anno, anche grazie all'approvvigionamento da altri Paesi, a seconda della stagionalità. E' così che, a dicembre, possiamo gustare un'ottima anguria pensando al caldo della sua nazione di origine". A dichiararlo è Giuseppe Galluccio, responsabile commerciale di La California Group, operante all'interno del Centro agroalimentare di Napoli-CAAN.

Le angurie di cui Galluccio parla sono originarie del Brasile, prodotte dall'azienda Mata Fresca. "Hanno un calibro 4 e 5, in media un peso di 3 kg, con un prezzo all'ingrosso che si aggira su 0,80 euro/kg e una quotazione al dettaglio che può variare da 1,20 a 1,50 euro/kg. A sorprendere è il sapore: l'anguria con semi è addirittura migliore di quella senza semi!".

Dalla Patagonia argentina l'azienda importa anche ciliegie di I categoria, in diversi calibri. "E' un prodotto davvero di lusso, ma che si contraddistingue per il suo sapore rispetto al prodotto cileno. Chi acquista le ciliegie in questo periodo non si lascia influenzare dall'emergenza Covid-19, dalla crisi o dalla tristezza: non tutti, infatti, possono permettersi di acquistare ciliegie all'ingrosso a 10-14 euro/kg (al dettaglio 30 euro/kg!), a seconda del calibro. Solo chi è appassionato di un frutto, non se lo fa mancare a Natale. Anzi, in periodi specifici, lo richiede ancora di più".

"La logistica è stata una sfida, quest'anno, ma chi vuole riesce a trovare le soluzioni ottimali - sottolinea il responsabile commerciale - Ad esempio, da Buenos Aires a Roma non ci sono più voli diretti, perciò le produzioni fanno scalo a Madrid e, su gomma, raggiungono la nostra piattaforma in Italia".

Agrumi
Economicamente e commercialmente, la stagione agrumicola 2020 de La California è stata molto positiva. "Sia per il prodotto siciliano sia per quello d'importazione (area mediterranea, Sud America e Sudafrica) - continua Galluccio - In considerazione della resa agrumicola inferiore a livello mondiale e del fatto che il coronavirus ha fatto impennare i consumi di arance, in particolare, di almeno il 30%, si sono registrati numeri che non si vedevano da decenni".

Galluccio vede un trend positivo anche per la campagna 2020/21. "Non raggiungeremo i livelli della stagione precedente, ma sarà comunque un'annata favorevole".


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