Calo dei prezzi domestici

La fornitura eccessiva di mirtilli in Europa mette un freno alla stagione sudafricana

In questa stagione il mercato sudafricano sta ricevendo quantità di mirtilli insolitamente grandi per la sua modesta portata. Questi mirtilli erano stati coltivati per l'esportazione e, di conseguenza, il prezzo sul mercato domestico è crollato fino a una media di 0,65 euro/kg.

Tali quotazioni rappresentano un netto calo rispetto alle precedenti. A dicembre dell'anno scorso si registrò l'ultimo record al ribasso, che comunque risultava essere il doppio rispetto al prezzo attuale. Il mercato domestico è talmente piccolo che alcuni economisti agricoli si sono chiesti se gli elevati prezzi al dettaglio potessero ostacolare la domanda locale.

Una promozione per i mirtilli in un supermercato un mese fa: 2,70 euro per 3 cestini da 125 grammi. Al momento i negozi stanno offrendo tre cestini a 0,54 euro.

Carenza di trasporto aereo e ritardi nella catena del freddo
In Sudafrica si sta verificando una carenza di spazio per il trasporto aereo e ciò sta causando ritardi nella catena del freddo e, vista la fornitura eccessiva in Europa dovuta ai volumi elevati provenienti dal Perù, alcuni produttori di mirtilli hanno deciso di prendere la strada a basso rischio (e a basso profitto) vendendo il prodotto localmente.

Le forti piogge nelle zone settentrionali del Sudafrica hanno esacerbato la situazione, determinando un pessimo effetto sulla qualità e shelf life in alcune zone e rendendo i mirtilli inadatti al trasporto per via marittima verso l'emisfero nord.

Secondo un coltivatore, alcuni dei frutti che hanno patito le piogge e che sono stati venduti localmente "non fanno in realtà una bella pubblicità alle bacche sudafricane. Solitamente la nostra qualità è nettamente migliore".

Inoltre, il clima freddo nelle zone settentrionali ha ridotto le stime d'esportazione di un migliaio di tonnellate.

Necessità di mercati alternativi
L'arrivo di "volumi massicci" dal Perù delle ultime settimane ha prodotto una competizione maggiore in Europa (uno scenario familiare per i coltivatori di avocado sudafricani) e ha rimesso in evidenza il rischio di fare troppo affidamento su un numero ridotto di mercati.

"A questo punto qualsiasi altro mercato rappresenta un'alternativa all'Europa - afferma un esportatore di mirtilli - ma in alcuni mercati orientali ci sono stati rapporti che parlavano di una fornitura eccessiva".

"Il Perù sta sperimentando un grande picco di mirtilli in un breve periodo di tempo, quindi tra circa due settimane il mercato dovrebbe cominciare nuovamente a svuotarsi".

La stagione scorsa in Estremo Oriente fu inviato solo il 4% dei mirtilli sudafricani, un ulteriore 2% fu inviato in Medio Oriente e meno dell'1% in Africa e nelle isole dell'Oceano Pacifico.

Il settore sudafricano del mirtillo spera che la sua capacità di creare occupazione lo metta in cima alla lista delle priorità nei negoziati per ottenere l'accesso al mercato cinese.


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