In calo le esportazioni di agrumi, crescono le importazioni

Le esportazioni complessive del comparto agrumi mediamente si collocano su quasi 250.000 tonnellate; durante l'ultima campagna commerciale sono state inferiori alla precedente di diciotto punti percentuali e con circa 210.000 tonnellate inviate si pongono come le più basse delle ultime cinque stagioni.

Anche il valore denota un calo e con poco più di 211 milioni di euro scende del 9% sul periodo 2018/19; il prezzo medio, al contrario, sale di undici punti percentuali rispetto alla quotazione media della campagna scorsa e, raggiungendo 1,01 €/Kg, si eleva come il migliore del recente passato. 

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L'85% dell'export di agrumi italiani, durante la campagna 2019/20, è stato destinato ai Paesi dell'Unione Europea (28) ma con volumi in calo del 20% rispetto alla passata stagione commerciale. Mediamente, in questo areale, vengono inviati oltre 215.000 tonnellate di agrumi italiani l'anno; nell'ultima campagna abbiamo esportato quasi 179.000 tonnellate, il quantitativo più contenuto degli ultimi anni.

Il nostro principale mercato di sbocco è stato, come consuetudine, la Germania che nel periodo 2019/20 ha assorbito circa 48.000 tonnellate, in flessione di venti punti percentuali sulla precedente annata. Con distacco troviamo i quantitativi inviati in Francia, circa 24.500 tonnellate contro i 32.000 del periodo 2018/19, -24% e pari al 12% del totale esportato.

Al terzo posto si colloca la merce spedita in Austria con quasi 21.000 tonnellate e solo il -5% sulla campagna commerciale antecedente. A seguire le esportazioni verso la Polonia al 6% del totale, in diminuzione del 43% sulla stagione scorsa.

Al di fuori dell'Unione europea il 15% degli agrumi italiani sono stati inviati all'interno della macro area dei paesi dell'Europa Extra UE, durante il periodo 2019/20 con un quantitativo di circa 35.600 tonnellate, in flessione di otto punti percentuali se paragonati con la precedente campagna; il primo paese di destinazione è la vicina Svizzera che in quest'ultima stagione ha assordito il 10% del totale con quasi 31.000 tonnellate; il -4% rispetto alla campagna 2018/19. 

Le importazioni di agrumi risultano più consistenti delle esportazioni ed in media si aggirano su oltre 430.000 tonnellate l'anno; durante il 2019 sono cresciute del 6% rispetto allo stesso periodo dell'annualità precedente. Il valore con quasi 350 milioni di euro flette di sei punti percentuali sul 2018 trascinato da un prezzo medio che scende di dodici punti percentuali rispetto al 2018 e con 0,80 €/Kg, insieme alla quotazione del 2015, si colloca come il peggiore delle ultime cinque annate.

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La maggior parte di prodotto estero in arrivo in Italia proviene dai Paesi della UE28, in media annualmente giungono oltre 300.000 tonnellate; nel 2019 i volumi arrivati hanno rappresentato il 74% del totale con circa 323.000 tonnellate, in aumento di 21 punti percentuali rispetto al 2018. Il principale Paese fornitore è la Spagna: durante l'annata 2019 nel nostro paese sono giunti oltre 265.000 tonnellate di agrumi spagnoli, il 61% del complessivo importato, in aumento del 27% se paragonato con la campagna 2018.

A seguire, con deciso distacco, troviamo le importazioni triangolate che arrivano dai Paesi Bassi, al 5% del totale, con volumi che crescono del 6% rispetto a quelli arrivati nel 2018. Altre importazioni provengono dai Paesi africani con mediamente oltre 70.000 tonnellate l'anno (media ultimo quinquennio), nel 2019 sono entrate circa 67.000 tonnellate il 15% del complesso, in calo del 22% rispetto a quelle arrivate durante la stagione 2018. Il primo fornitore rimane il Sud Africa con una rappresentatività attualmente al 13% del complesso e quantitativi in flessione di sedici punti percentuali rispetto alla stagione precedente; in forte calo gli arrivi dall'Egitto (-46% sul 2018) al 2% del totale.

Le importazioni dal Sud America rappresentano il 9% durante l'annualità 2019: mediamente da questo areale giungono circa 42.000 tonnellate di agrumi l'anno, i volumi arrivati nel 2019 sono diminuiti del 9% rispetto alla stagione precedente. L'Argentina occupa la prima posizione al 6% del complesso (anno 2019) e quantitativi in arrivo del -16% sul 2018 con circa 28.000 tonnellate, con distacco, a seguire i volumi in arrivo dall'Uruguay al 2% del totale, superiori all'annata precedente del 21%.

La stagione commerciale appena iniziata si caratterizza per una produzione maggiore rispetto alla campagna scorsa ma di calibri più piccoli determinati da alte temperature ed esigue piogge soprattutto nelle clementine, per arance Navel si rilevano principi organolettici migliori della scorsa stagione con una buona qualità. Le quotazioni nei primi momenti si sono contraddistinte da prezzi sostenuti per le arance ma che nel breve si sono abbassati; per clementine e mandarini, invece, i prezzi sono partiti da un livello più basso rispetto allo scorso anno.

Attualmente sono in corso promozioni con la Gdo indirizzate alle partite di prodotto di pezzature più contenute. Nonostante le quotazioni di tutte le specie al momento siano in flessione la campagna promette comunque risvolti positivi determinati da una produzione più abbondante. 

Fonte: CSO Italy per FreshPlaza.IT


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