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Il Nuovo Dpcm rischia di ridurre maggiormente le vendite nel canale Horeca

A partire da ieri (e fino al 4 dicembre 2020) entrano in vigore le nuove misure urgenti per il contenimento del contagio da Covid-19 sull'intero territorio nazionale italiano. Restrizioni che, questa volta, suddividono la Penisola in 3 zone distinguibili per altrettanti livelli di rischio. Sebbene nel nuovo Dpcm rimangono garantiti, sempre nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, le attività del settore agricolo, di trasformazione agroalimentare, comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi, gli ordinativi del settore Horeca rischiano di subire un ulteriore flessione a ribasso, specie nelle aree individuate come rosse.

Chi lavora anche con il canale della ristorazione perde una parte importante dei ricavi, a causa delle nuove limitazioni, che si sostituiscono a quelle emanate nei giorni scorsi, le quali prevedevano la chiusura alle 18 delle attività dei servizi di ristorazione. Ci sono poi molte imprese agricole per le quali il canale Horeca rappresenta la principale fonte di guadagno, senza considerare le perdite economiche derivanti dalla chiusura delle mense scolastiche. Anche se la consegna a domicilio (o l'asporto, in alcuni casi) resta consentita, i ristoratori denunciano che gli introiti saranno comunque limitati, tanto da valutare di abbassare le saracinesche. 

Quindi, l'emergenza sanitaria comincia a far sentire i suoi effetti anche sul settore agricolo, in particolar modo sulle vendite dei prodotti freschi e di quelli trasformati. Il governo è già al lavoro sul nuovo decreto ristori, la cui cifra dovrebbe ammontare a circa 2 miliardi di euro; aiuti che potrebbero interessare anche il comparto agricolo.

E' opportuno ricordare che non vi è nessuna preoccupazione per la fornitura dei mercati generali e delle catene della Gdo, pertanto inutili saranno le code nei supermercati. In una nota di Coldiretti Como-Lecco si legge: "Le imprese agricole continueranno a lavorare e a garantire i rifornimenti alimentari a tutti i canali distributivi, nonostante il grave impatto economico che la seconda ondata sta già avendo sull'intera filiera".