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Focus sul mercato mondiale dei funghi

Con l'avvicinarsi dell'autunno, nell'emisfero nord la domanda di Champignon e funghi in generale sta nuovamente aumentando. Tuttavia, l'impatto del coronavirus sta dividendo il settore. Molti dei funghi che vengono destinati alla vendita al dettaglio mostrano un ottimo andamento. Sul mercato inglese la domanda è addirittura aumentata del 15% in media, dal lockdown di aprile fino a metà ottobre. Tuttavia, le specialialità destinate al settore della ristorazione si stanno comportando un po' meno bene, a causa delle nuove misure adottate nei vari Paesi.

Paesi Bassi: sul mercato dei funghi le preoccupazioni non riguardano le vendite o la Brexit, ma la manodopera
I coltivatori olandesi di funghi notano che nonostante tutte le difficoltà causate dal coronavirus, il commercio di funghi freschi sta reggendo bene. Secondo un coltivatore, "quando è arrivata la seconda ondata di per un attimo abbiamo temuto il peggio, ma notiamo che gli ordini dei supermercati continuano ad arrivare. Certo, mancano le vendite per il settore della ristorazione, ma se le persone non possono andare a mangiare fuori, lo fanno a casa e stiamo notando che i funghi si inseriscono perfettamente nella preparazione di un pasto casalingo".

Tutto ciò che è legato al commercio al dettaglio continua ad andare bene. La maggior parte dei supermercati ha ridotto il numero di prodotti a scaffale, ma quello che viene offerto mostra anche una velocità di rotazione più elevata. La preoccupazione maggiore per il coltivatore di funghi non è la vendita, ma come mantenere efficienti le operazioni di raccolta a causa della potenziale carenza di braccianti.

"Non abbiamo ancora avuto problemi in questo senso, ma sempre più Paesi stanno diventando arancioni e abbiamo un disperato bisogno dei lavoratori migranti per portare il nostro raccolto sul mercato". Il coltivatore non si preoccupa tanto dell'avvicinarsi della Brexit. "Non credo che molti funghi olandesi andranno più nel Regno Unito. Una volta era diverso, allora era uno dei nostri mercati d'esportazione più importante. Ora importa soprattutto i funghi polacchi. Negli ultimi anni non abbiamo venduto molto in Inghilterra".

Belgio: con l'arrivo dell'autunno la domanda di funghi Champignon è di nuovo in aumento
In Belgio la domanda di funghi è aumentata notevolmente dopo un periodo estivo tranquillo. Anche la produzione è tornata su un buon livello dopo un agosto più tranquillo. Inoltre, si registra nuovamente una domanda notevole per gli Champignon bruni, che hanno avuto un calo all'inizio di settembre. Le vendite sono aumentate tra il 30 e il 50% nelle ultime settimane, secondo un commerciante belga. La popolarità degli Champignon bruni aumenta ogni anno nel Paese, ma ciò non va a scapito degli Champignon bianchi. La versione bruna è considerata un'aggiunta alla gamma e non un sostituto. Il prezzo degli Champignon bruni è in linea con quello dei bianchi.

Germania: si avvicina il termine della stagione dei funghi selvatici
Nei negozi specializzati tedeschi si avvicina la fine della stagione per i funghi selvatici. Sul mercato arrivano ancora partite irregolari di Gallinacci e funghi Porcini provenienti dall'Europa dell'Est, ma questi vengono venduti a prezzi altissimi e, di solito, ciò sta a indicare che l'offerta si fermerà presto. "Qualche settimana fa abbiamo venduto i Porcini a 15 euro/kg, ora è facile che si richieda il doppio del prezzo”, sostiene un commerciante.

A causa della mancanza di gran parte del settore della ristorazione, questa è stata una stagione difficile per i funghi selvatici in generale. Lo stesso vale per i tradizionali Champignon bianchi e bruni, anche se in questa categoria si raggiungono generalmente vendite elevate nel periodo che precede il Natale, quando si vendono bene soprattutto i calibri piccoli. La questione è, tuttavia, in che misura il mercato possa essere sostenuto ai tempi del coronavirus.

Infine, il consumo di funghi esotici come gli Shitake e gli Orecchioni è aumentato in modo significativo. Parallelamente all'aumento dei consumi, cresce anche la produzione interna: ad esempio, negli ultimi 5 anni l'azienda cinese-coreana Mushroom Park, con sede in Sassonia, si è specializzata interamente nella produzione di funghi asiatici. Attualmente l'azienda vede anche opportunità di crescita per i funghi biologici.

Regno Unito: la domanda è aumentata del 15% dal lockdown
La vendita di funghi ha raggiunto il suo picco ad aprile, quando il Paese è entrato in lockdown. Le vendite al dettaglio sono aumentate del 30%. Attualmente sono diminuite un po', ma rimangono strutturalmente forti, con il 15% in più registrato presso i dettaglianti. Questo mercato è stato leggermente indebolito da vendite più basse al settore della ristorazione. La situazione nel Regno Unito cambia continuamente, con l'annuncio di ulteriori blocchi locali. Questo ha un effetto sulla domanda del settore della ristorazione, ma anche in questo caso, in genere, un numero maggiore di persone prepara i pasti a casa, quindi le vendite al dettaglio rimangono sostenute.

I funghi hanno la caratteristica di essere dei validi sostituti della carne e questo è un altro motivo per cui le vendite sono rimaste forti quest'anno. Ciò si è riflesso anche nelle vendite estive. Normalmente calano un po', ma quest'anno sono rimaste forti. Anche l'offerta ha sperimentato alcuni alti e bassi quest'anno. I lockdown in altri Paesi europei alla fine hanno avuto un effetto sulle esportazioni verso il Regno Unito.

Francia: brutta stagione per i funghi selvatici
Finora in Francia la stagione dei funghi selvatici non ha mostrato un buon andamento. Settembre è stato un mese con temperature abbastanza alte e poca pioggia, quindi non c'erano molti Porcini da raccogliere. Le prime piogge sono arrivate solo 15 giorni fa. I venditori stanno aspettando le prossime settimane per vedere se il clima sarà favorevole alla raccolta dei funghi selvatici. Per quanto riguarda il consumo, nonostante la crisi legata al coronavirus, la gente continua a comprare funghi. In realtà non è cambiato nulla in termini di consumo.

Spagna: i funghi selvatici sono stati gravemente colpiti dalla seconda ondata di coronavirus
Con l'arrivo dell'autunno, in Spagna comincia la stagione dei funghi selvatici. Comincia all'inizio di settembre, ma entra nel vivo solo alla fine del mese o all'inizio di ottobre, per terminare poi intorno a Natale. La Spagna è uno dei maggiori acquirenti ed esportatori di funghi selvatici e il consumo proviene principalmente dal canale Horeca. Quest'anno la stagione ha coinciso con la ripresa dei contagi di coronavirus e con le nuove misure in diversi Paesi per prevenire un'ulteriore diffusione, come la chiusura di alberghi e ristoranti. Questa situazione ha gravi conseguenze per la vendita di funghi selvatici.

In Catalogna, una regione molto importante per il consumo di funghi selvatici, l'intero settore della ristorazione è chiuso, quindi le vendite sono difficili. Molti distributori non stanno lavorando o lavorano poco e stanno riducendo il personale. Di conseguenza, i commercianti spagnoli stanno aumentando considerevolmente le loro esportazioni. La situazione è però la stessa in Nord Europa. Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Germania, come in Catalogna, il settore della ristorazione è in gran parte chiuso e sono consentiti solo i prodotti da asporto. C'è ancora una certa domanda sul mercato. L'industria dei funghi coltivati è meno colpita dalla pandemia, perché trova più spazio sugli scaffali dei supermercati, soprattutto se parliamo di Champignon.

Italia: elevata richiesta di funghi nel periodo autunnale
In Italia, ottobre è considerato il mese dei funghi. Un operatore che coltiva e commercializza funghi nel nord d'Italia afferma che è un ottimo momento per i funghi. Alcune tipologie di fungo, come Pioppino e Cardoncello, sono presenti in quantità minore a causa di sbalzi di temperatura e, quindi, difficoltà nella coltivazione.

In Lazio, un produttore dichiara: "Attualmente stiamo riscontrando un'elevata richiesta per il Porcino e ottimi consumi. Buone anche le quotazioni di vendita che si attestato tra 20 e 25 euro/kg. Anche per il Pioppino e il Cardoncello è un buon momento. Il fungo shiitake è sempre più apprezzato e richiesto dal mercato. In provincia di Matera (Basilicata), gli ordinativi dei funghi Cardoncello sono in crescita. "I prezzi sono stabili e comunque più alti di circa il 10% rispetto al 2019" riferisce un produttore. "Le quotazioni attuali variano da 6 a 7 euro/kg, ma, con l'entrata in produzione di altri areali italiani, nelle prossime settimane si potrebbe registrare una flessione dei prezzi di circa il 20%".

L'ottimo andamento per i funghi è confermato anche da un grossista di Milano. "Proprio di recente c'è stato un netto incremento di qualità e quantità che ha permesso una svolta nella stagione dei Porcini. Per quanto ci riguarda importiamo in primis dalla Romania, con un prodotto di qualità superiore e prezzi più elevati. Bene anche il prodotto proveniente da Kosovo e Montenegro che sta migliorando in termini qualitativi. I prezzi in generale sono in linea con le aspettative e con le medie annuali degli anni passati".

Ucraina: previsto un raddoppio nella coltivazione di funghi esotici
A breve l'Ucraina sarà in grado di fornire funghi esotici biologici sul mercato. Il Paese ha in programma di implementare la coltivazione biologica di Shimeji, Lions Mane/Pom-Pom ed Enokitake. Con la riapertura del settore della ristorazione in diversi mercati, la domanda è leggermente aumentata, anche se non a livelli pre-pandemici. Il settore prevede un aumento della domanda per il prossimo anno, dato che in alcune zone dell'Ucraina la produzione di funghi esotici dovrebbe raddoppiare. I principali mercati per lo Shiitake e altri funghi esotici sono i Paesi Bassi, la Germania e il Belgio, ma i clienti sono molto selettivi nei loro acquisti. Ciò significa che solo la migliore qualità è considerata adatta all'esportazione.

Stati Uniti: mercato imprevedibile
Negli Stati Uniti offerta e domanda di funghi sono attualmente in costante evoluzione e ciò fa sì che il mercato sia variabile. E' difficile fare stime perché nell’arco di due settimane il bilancio può cambiare di nuovo, mentre un coltivatore ha bisogno di 4-6 settimane per determinare la sua produzione. Questa situazione va avanti da poco meno di 6 settimane e alcuni commercianti hanno ridotto la loro coltivazione dell'80%. La maggior parte della produzione proviene dalla California, dalla Pennsylvania e dal vicino Canada. Tuttavia, il mercato è stato messo sottosopra dal coronavirus.

Il settore della ristorazione è quasi completamente scomparso, ma la domanda in arrivo dai dettaglianti, dai retailer e dai mercati contadini è aumentata. Questi ultimi, in particolare, sono diventati un canale sorprendentemente nuovo per i coltivatori di funghi. La domanda da parte dei consumatori dovrebbe aumentare verso la fine di ottobre e rimanere buona fino a gennaio. Dopo lo scoppio della pandemia negli Stati Uniti, i prezzi dei funghi sono aumentati. L'aumento delle quotazioni è dovuto principalmente alla crescita dei costi di produzione. Tuttavia, la situazione è diversa a seconda della regione. Ad esempio, i prezzi sono alti e stabili in California e più bassi in Pennsylvania come in Canada, a causa del tasso di cambio tra il Dollaro statunitense e il Dollaro canadese.

Australia: aumento nella domanda di funghi e import soprattutto da Cina e Corea del Sud
In Australia la domanda sta aumentando in modo significativo per le specialità di funghi e per le varietà esotiche. Ciò è dovuto principalmente all’interesse mostrato dagli chef, ma anche dai consumatori, nella scoperta di nuovi sapori. Tutto sommato, nonostante ci sia una fornitura per tutto l'anno, l'Australia è un importatore netto di funghi con un volume di importazione più alto di oltre 50 volte rispetto a quello esportato.

Per l'anno conclusosi a giugno 2019, secondo gli ultimi dati di Hort Innovation, sono state importate 3.839 tonnellate, il 17% in più rispetto all'anno precedente, la maggior parte delle quali provenienti dalla Corea del Sud (3.160 ton) e dalla Cina (574 ton). Allo stesso tempo le esportazioni hanno riguardato solo 71 tonnellate, con un calo del 20% rispetto all'anno precedente e con il mercato delle isole Figi come principale acquirente (23 ton). I dati mostrano anche che il 69% delle famiglie australiane ha acquistato Champignon nel corso dei 12 mesi e il 3% della produzione totale è stato destinato all'industria del trasformato.

Nuova Zelanda: le aziende più grandi raccolgono 8.500 ton di funghi
In Nuova Zelanda l'ultima edizione di Fresh Facts ha mostrato che i sette principali coltivatori commerciali del Paese hanno registrato un volume di circa 8.500 tonnellate. Nel 2018, il valore delle vendite sul mercato interno è stato di 42 milioni di dollari neozelandesi (23,6 milioni di euro) e le esportazioni di funghi freschi sono state pari a 1,3 milioni di dollari neozelandesi (730mila euro).


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