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In questa campagna gli esportatori potrebbero avere accesso al mercato peruviano

Il volume dei kaki spagnoli potrebbe ridursi di oltre il 30 per cento

La campagna spagnola dei kaki Rojo Brillante dovrebbe iniziare intorno al 20 settembre. I disastrosi risultati commerciali dello scorso anno, che hanno coinciso con un raccolto record, hanno causato lo sradicamento di circa il 6% delle superfici coltivate. Quest'anno, le rese sono inferiori di quasi il 20%, rispetto alla scorsa stagione. Inoltre, aumenta la presenza di parassiti in questa coltura e risulta più difficile da controllare, il che potrebbe ridurre ulteriormente i volumi totali.

"In questo momento, e in attesa della conferma delle perdite di produzione dovute ai problemi connessi ai parassiti, che potrebbero variare tra il 10 e il 15%, il potenziale di produzione è di 347 milioni di chili, rispetto agli oltre 450 milioni di chili ottenuti lo scorso anno", afferma Pascual Prats, presidente dell'Associazione spagnola dei produttori di kaki: "La produzione potrebbe quindi essere inferiore di oltre il 30%, quest'anno".

"Ogni anno, i kaki vengono sempre più colpiti dai parassiti, il che ci porta a effettuare maggiori trattamenti, con conseguenti costi di produzione più elevati. Inoltre, i prodotti autorizzati per questi parassiti, soprattutto per quelli che sollevano maggiori preoccupazioni, come la cocciniglia, non sono molto efficaci. Abbiamo bisogno dell'aiuto del Consiglio valenciano dell'agricoltura, ma sembra sia concentrato solo sull'agricoltura biologica, dimenticando quella convenzionale, che è quella che genera più posti di lavoro", afferma Pascual Prats.

Poiché c'è meno produzione per albero, si prevedono frutti di calibri più grandi e con un aspetto migliore. "La verità è che i requisiti di qualità delle grandi catene di distribuzione sono sempre più elevati, soprattutto se confrontati con i parametri di dieci anni fa. Vogliono da noi frutti perfetti, senza macchie, come se fossero palle da biliardo", dice. "Riteniamo che quest'anno saremo in grado di ottenere buoni prezzi, anche se c'è incertezza sull'impatto che la crisi sanitaria potrebbe avere sulla commercializzazione dei frutti".

L'Associazione spagnola dei produttori di kaki spera di convincere le aziende associate ad acquistare mascherine, gel igienizzanti e altri dispositivi, nonché materiale per effettuare tamponi rapidi, al fine di avviare la campagna del kaki con tutte le garanzie di sicurezza, ed evitare focolai.

Quest'anno il kaki spagnolo potrebbe avere accesso al mercato peruviano
"Speriamo di riuscire a raggiungere quest'anno un accordo con le autorità peruviane, in modo da poter effettuare le prime spedizioni di kaki e agrumi verso quel paese, dove c'è un crescente interesse per questi frutti. A causa della crisi sanitaria, il viaggio dei tecnici del Servizio Sanitario Agrario Nazionale (SENASA) del Perù è stato bloccato, ma potremo sicuramente chiudere un protocollo d’esportazione senza queste visite, in circa 30 giorni", afferma Pascual Prats. "Speriamo di avere accesso a questo mercato. Vale la pena ricordare che, quest'anno, il Perù ha già effettuato la sua prima spedizione di kaki in Spagna".

Necessità di nuovi mercati e progressi nella conservazione
"A causa della loro vicinanza e del fatto che spediamo da decenni altri prodotti, i nostri mercati principali si trovano in Europa, che rappresenta l'80% delle nostre esportazioni di kaki. Nei primi anni di coltivazione spagnola dei kaki non era necessario espandersi fuori dall'Europa, ma negli ultimi anni la produzione è cresciuta e quindi c'è una maggiore necessità di spedire oltreoceano, nonostante questo a volte comporti dei rischi. E' importante che il mercato europeo non risulti saturo e che i prezzi non crollino. Tuttavia, la crisi del Covid-19 non faciliterà l'apertura di nuovi mercati. I negoziati con la Cina, ad esempio, dall'inizio della pandemia si sono interrotti completamente".

Per consentire una ulteriore espansione all'estero per il commercio dei kaki, sono in corso degli studi per migliorare la conservazione del frutto. "Riconosciamo che c'è ancora un deciso margine di miglioramento, quando si tratta di conservazione. Abbiamo ancora molto da imparare, soprattutto quando si tratta di spedizioni che richiedono 30 giorni o più per arrivare".

Per maggiori informazioni
Pascual Prats
Asociación Española del Kaki
Tel.: +34 610290137 
Email: [email protected]
Web: aekaki.es

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