Durante Prognosfruit 2020 sono state presentate le prime stime relative al raccolto di pere e mele. Secondo Gerard van den Anker, presidente dell'Organizzazione dei coltivatori di frutta olandesi (NFO), questi dati offrono una prospettiva positiva sia per i coltivatori sia per i consumatori.
"Da quando si è scatenata la pandemia di coronavirus, il consumo di alimenti sani, soprattutto la frutta, è aumentato notevolmente in generale. Le vendite sono costanti, al momento. Il coronavirus non è ancora scomparso e i consumatori vogliono continuare a lavorare sul loro sistema immunitario. Il raccolto di mele europeo è un po' più limitato - continua Van den Anker - mentre la produzione di pere si è rivelata nella media. Questa combinazione di fattori offre una buona prospettiva per i coltivatori".
Gli agricoltori hanno dovuto affrontare condizioni climatiche molto variabili, passando dalle gelate notturne al caldo attuale. "Ciò è risultato in grandi differenze di resa, ma anche in un raccolto eccellente. Le mele della campagna precedente sono state vendute in tempo e la pressione proveniente dall'emisfero sud è stata inferiore. Ciò sta offrendo, quindi, una prospettiva di prezzi soddisfacenti. E' così che dovrebbe essere. I prezzi medi ai coltivatori devono nettamente aumentare se vogliamo fare sì che la frutticoltura olandese continui a procedere in maniera adeguata".
Per quanto riguarda le mele bisogna tenere d'occhio la Polonia, che è il secondo principale produttore in UE. "Tuttavia, anche lì il raccolto non è stato enorme e ci sono state perdite piuttosto consistenti - spiega Van den Anker - Notiamo anche che il mercato polacco si sta sviluppando notevolmente e per noi si sta consolidando come destinazione di vendita per le pere Conference".
"L'anno scorso l'Italia ha sofferto grandi perdite per quanto riguarda le pere Abate Fetel. Quest'anno i volumi di questa varietà saranno più alti, soprattutto nei mercati di lingua tedesca. D'altra parte, il consumo delle nostre pere Conference è aumentato notevolmente proprio in questi mercati. Continueremo a impegnarci molto in questo senso, con promozioni ad hoc nei suddetti Paesi. Ciò ha permesso alla pera Conference, una varietà piuttosto sconosciuta, di guadagnarsi un posto di rilievo sugli scaffali. Dopotutto potremmo concentrarci sull'Asia, ma sarebbe un peccato non approfittare delle opportunità offerte dalle nazioni vicine".
Nelle ultime settimane tra i coltivatori si è sviluppata anche una discussione sui social media sulla necessità di rendere pubbliche le stime di raccolta. Secondo Van den Anker, la mancata comunicazione di questa informazione è fuori questione. "L'Europa ha l'obbligo di rendere pubblici questi dati. Se non partecipiamo all'incontro, le stime saranno pubblicate comunque. Pertanto preferiamo esserci per offrire i dati più realistici possibile. E ciò riflette anche il punto di vista degli agricoltori, nonostante restino comunque delle mere istantanee".
"In ogni caso, ho dato un'occhiata ai dati degli ultimi dieci anni - conclude Van den Anker - Ritengo che sia un traguardo che la quantità raccolta non si allontani molto dalle stime".
Per maggiori informazioni
Gerard van den Anker
NFO
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Web: www.nfofruit.nl