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Focus sul mercato mondiale delle arance

La domanda di agrumi rimane elevata per via del coronavirus e questo si riflette sui prezzi. Il picco maggiore si è concluso e le quotazioni stanno diminuendo verso un livello più normale. Attualmente la produzione è dominata dall'emisfero sud, con Sudafrica, Perù, Cile e Australia come principali nazioni esportatrici. In California e in Italia la produzione di arance è limitata e destinata soprattutto ai mercati locali.

Paesi Bassi: offerta limitata e prezzi soddisfacenti per le arance, ma si prevede una svolta a breve?
Attualmente in Europa la domanda di arance è molto buona, ma ciò è dovuto principalmente al fatto che la frutta disponibile da Egitto, Marocco e Spagna è poca se non addirittura assente. Il Sudafrica avrà difficoltà a colmare il divario a breve termine perché ancora non tutte le zone di produzione sono a pieno regione. Non aiutano le operazioni di approvvigionamento e nemmeno i preoccupanti problemi che si riscontrano nei porti e i conseguenti ritardi.

"Prevediamo che questa situazione continui per altre quattro settimane circa e che poi vada affievolendosi man mano che si entra nel periodo in cui, tradizionalmente, c'è una domanda inferiore. Se il Sudafrica continua a spedire gli stessi volumi, potremmo ancora assistere a un'inversione di tendenza del mercato - riporta un importatore olandese - Le settimane di vendita e gli ordini persi non saranno recuperati più avanti".

Germania: la domanda di arance è invariata e resta elevata
L'emergenza sanitaria ha portato a vendite elevate di agrumi in Germania. Al momento, il picco è stato superato, ma la domanda continua a essere più alta del normale. All'inizio di luglio sono arrivati sul mercato gli ultimi carichi provenienti dall'Egitto. Si è passati completamente alle arance da spremuta sudafricane Valencia. "Anche in questo segmento - secondo un commerciante - i quantitativi sono appena sufficienti a soddisfare la domanda". Le quotazioni, invece, si aggirano intorno ai 17-18 euro/collo, il che è abbastanza normale in questo periodo dell'anno.

Francia: i prezzi elevati delle arance non corrispondono alla domanda
Grazie alla buona reputazione del prodotto, durante il lockdown, la vendita di arance ha avuto un andamento eccezionalmente regolare. Allo stesso tempo, la resa della varietà Valencia Late quest'anno è stata modesta. Di conseguenza, i coltivatori spagnoli hanno aumentato i prezzi in modo significativo e, secondo un importatore francese, attualmente queste quotazioni elevate stanno causando problemi sul mercato.

"Dal momento in cui il lockdown è entrato in vigore, le arance non sono più state vendute. Normalmente c'è molta richiesta di macchinari da spremuta per le Valencia Late, ma siccome non c'è stato turismo e i ristoranti non sono operativi come al solito, la domanda è bassa per questa varietà. Ciò ci lascia con arance molto costose i cui prezzi non corrispondono affatto ai consumi ridotti. Il mercato è senza dubbio instabile".

Italia: richiesta solida per le arance siciliane
Sul mercato c'è ancora del prodotto italiano. Alcuni coltivatori pugliesi dispongono ancora di arance che hanno raccolto nei primi 15 giorni di luglio. Queste arance Valencia sono tardive con foglia, molto apprezzate per il loro alto contenuto zuccherino e per il loro essere molto succose. Un grossista sostiene che la qualità è eccellente e il prezzo elevato, circa 2 euro/kg. Sono molto richieste, in parte anche a causa del coronavirus che ha incrementato le vendite di agrumi.

In Sicilia la campagna si è conclusa nella prima metà di maggio. Anche se i volumi sono stati inferiori rispetto all'anno scorso, per molti produttori il fatturato è rimasto più o meno lo stesso, in quanto i prezzi sono schizzati alle stelle, sia per il prodotto da consumo fresco sia per la materia prima da destinare all'industria. La grande differenza, tuttavia, è stata la tempistica di raccolta. Infatti, il prodotto si è dovuto raccogliere in un periodo di tempo più breve. I prezzi medi di produzione sono stati di circa 1,00 euro/kg. Il prodotto siciliano è stato assorbito tanto dal mercato interno quanto da quelli esteri, con un ottimo riscontro nei Paesi scandinavi dove, anno dopo anno, cresce la fiducia verso il prodotto a siciliano a marchio. Quest'anno, per alcuni operatori, si è aperta una finestra anche sul mercato olandese, con ordini limitati ma costanti. 

Attualmente la campagna 2020/21 di vendita degli agrumi siciliani promette bene, con volumi mediamente alti come l'anno scorso. La pandemia ha fatto aumentare la domanda di agrumi (arance e limoni) di almeno il 30%. Di conseguenza i clienti stanno già iniziando a pianificare i contratti di fornitura, con largo anticipo rispetto agli anni precedenti.

Spagna: esportazione record di arance, preoccupazioni sul possibile impatto della Brexit
Sebbene in Spagna il raccolto di arance sia stato inferiore di circa il 15-20% rispetto all'anno scorso e nonostante il significativo calo del commercio estero, il volume delle esportazioni di quest'anno è stato simile a quello della stagione precedente. Le quotazioni sono state generalmente più alte a causa della minore produzione. Ad esempio, in Andalusia le esportazioni di arance sono aumentate del 10% in termini di volume e del 17% in valore rispetto all'anno scorso.

A causa dei volumi inferiori e dell'aumento della domanda, promossa dal coronavirus, nella stagione c'è stata un'inversione di tendenza e si è conclusa cinque settimane prima del previsto. Soprattutto a marzo, quando il coronavirus è esploso in tutta Europa, gli esportatori spagnoli hanno registrato i risultati di esportazione migliori per gli agrumi spagnoli.

Un esportatore afferma che non tenendo conto del Covid-19 è stata, dopotutto, una buona stagione degli agrumi per produttori e rivenditori. Per i commercianti ci sono state più difficoltà perché i margini sono stati molto stretti nonostante i prezzi elevati. Ciò ha portato a volte anche a perdite, soprattutto per le arance, per via delle condizioni meteorologiche. "Per quanto riguarda le arance, la percentuale di prodotti commerciabili è stata inferiore e i costi di produzione sono aumentati". E' ancora presto avere cifre concrete, ma fonti del settore sostengono che nella prossima stagione ci saranno volumi un po' più alti di arance Navelina (6-7%), un po' meno arance Lane Late e una notevole riduzione nel volume delle varietà tardive.

Attualmente il settore agrumicolo spagnolo è preoccupato per i possibili dazi d'importazione che il Regno Unito potrebbe applicare agli agrumi nell'ambito della Brexit. Se si dovesse verificare, verrà applicata un'aliquota del 10%. L'anno scorso la Spagna ha esportato 82.400 tonnellate di arance sul mercato inglese. La perdita di questa destinazione andrebbe a vantaggio di diretti concorrenti della Spagna, come Marocco, Tunisia, Sudafrica ed Egitto.

Sudafrica: la sfida più grande sono i ritardi nella logistica
A seguito della forte domanda, le esportazioni di arance Navel e Valencia sudafricane sono aumentate rispetto alla stagione precedente. Sono aumentate anche le esportazioni di Valencia e Navel verso i mercati nordamericani e inglesi. A diminuire è stata solo l'esportazione di arance nel Sud-Est asiatico rispetto alla scorsa stagione. In quella attuale, le esportazioni sono stimate a 26,4 milioni di cartoni (da 15 kg) per le Navel e 50,3 milioni di cartoni per le Valencia.

In molte parti del Paese i packout delle arance sono buoni. Ci sono relativamente pochi problemi o danni causati dal vento. Tuttavia, sono stati segnalati alcuni casi di avvizzimento, nelle regioni centrali e nord-orientali. I ritardi nella logistica possono far sì che grandi volumi di arance arrivino a destinazione nello stesso momento.

Stati Uniti: a giugno il mercato delle arance Navel era vuoto
Per quest'anno la stagione delle arance di Florida, Messico e parte della California sono quasi terminate. A causa del coronavirus, la domanda di arance come le Navel e le Valencia è stata elevata sul mercato interno e, quindi, la stagione si è conclusa prima del solito. In California alcuni coltivatori hanno ritardato la raccolta e torneranno sul mercato ad agosto. Ciò continua a generare una fornitura sporadica di arance Valencia californiane.

Attualmente le importazioni provengono principalmente da Sudafrica e Cile. Le Navel sono arrivate alla fine di giugno su un mercato quasi vuoto. La domanda è ancora elevata e le quotazioni sono aumentate di conseguenza. Molti rivenditori stanno rinunciando alle promozioni perché non sono sicuri di poter continuare a rifornire il mercato. Il Sudafrica continuerà con le Navel fino ad agosto, alle quali seguiranno le Midnight Valencia e il Cile proseguirà sino alla fine di settembre o inizio di ottobre. Questa settimana sul mercato arriveranno anche le prime Navel australiane e, a causa dei volumi ridotti, ci saranno anche maggiori opportunità per altri agrumi come le clementine e i minneola dal Perù.

Cile: la maggior parte dei volumi va agli Stati Uniti
Il Cile ha iniziato a spedire le sue arance nella 20ma settimana e si prevede che continuerà fino alla 42ma. Fino alla 28ma settimana, sono state spedite 29.995 tonnellate di arance Navel in tutto il mondo, di cui 28.638 tonnellate destinate agli Stati Uniti. C'è stata una forte domanda di arance cilene e le vendite quest'anno sono in crescita rispetto all'anno scorso. Nella settimana conclusasi il 5 luglio, le vendite sono aumentate addirittura del 47,6% rispetto al 2019.

Australia: nuovo marchio per il mercato interno
Attualmente l'Australia si trova nella stagione invernale. Una ricerca di Citrus Australia ha dimostrato che le condizioni di siccità dell'anno scorso hanno portato a frutti più dolci e succosi. I volumi sono più limitati rispetto all'anno scorso, ma di dimensioni abbastanza buone. DI recente, è stato introdotto anche un nuovo marchio che si rivolge al mercato domestico australiano. L'attività si concentra principalmente sulle arance Washington Navel, Late Lane e Valencia e, in seguito, anche sulle Cara Cara.

Secondo le ultime statistiche (giugno 2019), i volumi di arance australiane sono rimasti stabili con un aumento inferiore all'1% fino a 528.095 ton, mentre si è registrato un aumento del 7% in termini di valore fino a 244,6 milioni di euro. Il volume delle esportazioni è diminuito dell'1% fino a 188.056 ton, ma il valore è aumentato del 10% fino a 189 milioni di euro. La Cina è stato il principale mercato per gli agrumi australiani, con il 33% delle esportazioni totali. Il Giappone si è piazzato al secondo posto con il 18%. Le arance Navel sono la varietà più comunemente prodotta, con l'89% della produzione fresca totale. Della resa complessiva, 214.686 ton sono state destinate alla trasformazione, anche quella in succo.

Cina: le arance egiziane hanno dovuto affrontare il lockdown
Sotto l'influenza di diversi sviluppi importanti, come la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti e il Covid-19, il mercato cinese d'importazione degli agrumi non ha registrato le buone performance degli anni precedenti. Anche se il mercato si sta gradualmente riprendendo, le spedizioni subiscono dei ritardi. In generale, il mercato delle arance a maturazione tardiva non sta andando bene e i volumi di importazione sono in calo. Dall'Australia, per esempio, vengono importate meno arance. A partire da giugno, il mercato delle arance di alta qualità ha registrato il tutto esaurito.

Siccome durante la crisi molte aziende del canale Horeca hanno dovuto chiudere i battenti, il volume delle importazioni egiziane di arance da spremere è diminuito drasticamente. Le arance già arrivate sul mercato risultano difficili da vendere e stanno generando un accumulo nei porti cinesi.


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