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Ortogel Spa

Modificati i livelli massimi di residui (LMR) per il Procloraz

Nell'ottica delle politiche ambientali e della tutela della salute dei cittadini, negli ultimi vent'anni la lista dei fungicidi di cui è stata riconosciuta la pericolosità è sempre più cresciuta, con la Commissione europea che costantemente ne ha rivisto e normato al ribasso gli LMR (limiti massimi ammessi di residui).

In foto, Salvatore Imbesi.

"Dal 4 settembre 2020, il limite massimo di residuo consentito negli agrumi trattati con Procloraz passa da 10 ppm (mg/kg) a 0,3 ppm (mg/kg). Un risultato molto importante, nell'ottica delle produzioni sostenibili e salutari, che tuttavia pone perlomeno due questioni pratiche. Da un lato la parte agricola – laddove ce ne fosse bisogno - dovrà rientrare nei parametri stabiliti o trovare altre soluzioni per contrastare gli agenti patogeni delle varie colture, dall'altro lato l'industria dovrà fare i conti con la merce stoccata in magazzino, prodotta prima dell'entrata in vigore della nuova normativa".

"Il problema non si pone per il succo di agrumi (arance, limoni e mandarini) considerato che in Sicilia la campagna 2019/20 ha registrato più richieste di mercato rispetto all'offerta. La situazione cambia nel segmento degli oli essenziali, di cui ci sono ancora scorte, a fronte della competizione estera proveniente principalmente dal Brasile e Argentina". Così dichiara a FreshPlaza Salvatore Imbesi, consulente della Ortogel, azienda storica e importante player internazionale del settore agrumicolo trasformato.

In tale direzione, con Regolamento UE 2020/192 del 12 febbraio 2020, la Commissione Europea, sulla base delle indicazioni fornite dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), ha rivisto al ribasso il limite massimo di residuo ammesso per la sostanza attiva Procloraz su alcuni prodotti agricoli. Tra i prodotti interessati alla riduzione degli LMR ci sono, oltre agli agrumi, kiwi, banane, manghi, ananas. Il nuovo limite è fissato a 0,3 ppm (mg/kg) e si applicherà ai prodotti coltivati e raccolti in data successiva al 4 settembre 2020. (Vedi Regolamento UE 2020/192)

La nuova normativa, che entrerà in vigore dal 4 settembre 2020, consente un periodo transitorio per la commercializzazione dei prodotti trattati prima della data della modifica degli LMR solo quando i residui da Procloraz non sono considerati un rischio per il consumatore. Non è previsto un periodo transitorio invece per agrumi, manghi e ananas, pertanto in tal caso non sono consentite deroghe ai nuovi LMR stabiliti dalla legge.

"Questa nuova direttiva – dice Salvatore Imbesi – non ci preoccupa. I nostri agrumi, di cui i succhi e le essenze sono i due derivati economicamente più importanti, sono coltivati nel modo più naturale possibile, se non biologici. Sulla tracciabilità di filiera dei nostri agrumi siciliani sono anni che porto avanti battaglie perché siano più trasparenti i dati sui volumi in entrata e in uscita sia del prodotto fresco che trasformato. E non solo per tutelare un mercato ormai fuori controllo, che sta distruggendo tutta la filiera, ma soprattutto per il valore aggiunto derivante da rigidi disciplinari di produzione e controlli sui trattamenti fitosanitari che effettuiamo scrupolosamente su ogni lotto lavorato".

"Nel merito della recente normativa – conclude Salvatore Imbesi – i nostri laboratori di Ricerca e Sviluppo ci hanno assicurato che, già prima dell'entrata in vigore della legge, eravamo nei parametri convalidati da questa nuova definizione di residuo. Purtroppo ci risulta (ma ci piacerebbe essere smentiti) che gli usi post-raccolta del Procloraz siano diffusi soprattutto su agrumi di provenienza estera quindi in Paesi come la Spagna, il Sud America, il Sudafrica e la Turchia. Per quanto riguarda la filiera del mango, parliamo di Sud e Centro America, Caraibi, Africa e, per l'ananas, di Sud e Centro America. Insomma, dal 4 settembre 2020 potrebbe cambiare qualcosa che verosimilmente potrebbe avere una ricaduta positiva sulla produzione siciliana di agrumi, non solo in termini di qualità e sicurezza alimentare rispetto al prodotto estero, ma anche in termini di riconoscimento".

Contatti:
Ortogel Spa

C.da Balchino Zona Industriale 
95039 Caltagirone (CT) (Italy)
Tel.: +39 0933 1902800
Cell.: +39 348 8949166
Email: info@ortogel.com
Web: www.ortogel.com


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