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Dole prevede di eliminare gli sprechi alimentari entro il 2025

Imballaggi con foglie di banana e polvere di ananas

La Dole Food Company, Inc. produce enormi quantità di rifiuti derivanti dalle parti del frutto che non utilizza. Nei prossimi cinque anni, la multinazionale spera di trovare nuovi modi per riutilizzare tutto il frutto.

Nei laboratori di ricerca e sviluppo della Dole, sono allo studio metodi per trasformare le bucce di ananas e le foglie di banana in imballaggi, oppure sviluppando nuovi snack con prodotti danneggiati, che i negozi di alimentari non vogliono, o anche destinando gli scarti in eccesso a impianti di biogas che trasformano gli scarti alimentari in elettricità, per alimentare gli impianti di trasformazione.

La società ha illustrato i tanti nuovi obiettivi che si è prefissa, tra cui un piano per eliminare gli imballaggi in plastica a base fossile, entro il 2025, e raggiungere un valore netto pari a zero di emissioni di carbonio entro il 2030, attraverso il passaggio all'energia pulita nelle aziende agricole e l’utilizzo di camion elettrici per effettuare le consegne. Ma il suo obiettivo di azzerare gli scarti di frutta entro il 2025 rimane un obiettivo chiave.

"Se lo spreco alimentare fosse un Paese, sarebbe il terzo più grande dopo gli Stati Uniti e la Cina, in termini di impatto sul riscaldamento globale", afferma il presidente di Dole, Pier Luigi Sigismondi. "Questo è assolutamente importante, poiché è collegato e interdipendente sotto diversi aspetti. Quando sprechiamo frutta o cibo, sprechiamo anche tutta l'energia e l'acqua che servono per coltivare, raccogliere, trasportare e imballare. E se il cibo va in discarica e marcisce, produce metano, un gas serra ancora più potente del biossido di carbonio".

"Il nostro obiettivo finale è convertire tutti i nostri imballaggi di plastica in soluzioni biodegradabili che i bambini possono trasformare in contenitori per sementi da utilizzare nei giardini pubblici o privati", afferma Sigismondi. I gambi dell’ananas, che sono ricchi di sostanze nutritive come la vitamina C e il manganese, possono essere trasformati in nuovi snack e polveri.

Tutto ciò non eliminerà completamente gli sprechi, né sono stati calcolati i frutti che si andranno a perdere nella catena di approvvigionamento, ma è chiaro che il cambiamento aiuterà il processo. L'intera industria produttiva deve muoversi nella stessa direzione, afferma Sigismondi. "L'obiettivo finale è vedere questi cambiamenti, diventando uno standard del settore".


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