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Il comparto agrumicolo ha sofferto la carenza di materia prima

Nel settore dei derivati agrumari e' mancata la garanzia delle forniture

L'impresa siciliana specializzata in trasformati di agrumi Ortogel ha concluso la stagione agrumaria 2019/20 il 12 giugno 2020, con le ultime lavorazioni di arancia a polpa bionda e inizia ora il programma di manutenzione delle linee. La novità riguarda l'ampliamento dell'offerta commerciale e l'inaugurazione di nuovi impianti per la produzione di succhi e puree di frutta.

Analizzando i dati sulla campagna 2019/20, la stagione non può che considerarsi soddisfacente perché i produttori hanno ottenuto un giusto compenso per la loro produzione; i commercianti/produttori, hanno venduto, in termini di volumi, più di quanto programmato a inizio stagione, vista la straordinaria richiesta di prodotto da parte del mercato del fresco che ha ritirato quantitativi normalmente destinati all'industria.

"L'Industria dei trasformati di agrumi ha sofferto la carenza di materia prima, proprio perché il mercato del fresco ha ritirato anche merce di calibro piccolo e con difetti esteriori, che normalmente non avrebbe acquistato". Così dichiara a FreshPlaza Salvatore Imbesi, consulente della Ortogel, azienda storica e importante player internazionale del settore agrumicolo. 

Ortogel ha completato la fornitura di tutti i contratti stipulati e ora sta pianificando l'attività per la prossima stagione, programmando progetti ambiziosi e confidando nella conferma dei contratti con i suoi clienti, con i quali ha collaborato in questa campagna complessa.

"Siamo fiduciosi di riprendere i rapporti commerciali con le aziende che purtroppo, quest'anno, si sono affidate in modo maldestro a fornitori che hanno promesso prezzi minori, senza però riuscire a reperire i necessari quantitativi sul mercato. Ciò ha aperto il problema dell'affidabilità del settore nel garantire le forniture, ma soprattutto ha messo sotto scacco la credibilità dell'intero comparto".

Senza regole certe, a rischio la competitivita' della filiera ... 

"In forza di quanto accaduto - precisa Imbesi - dovrebbe essere chiaro, si spera, che la pandemia, nonostante i problemi che ha comportato per le famiglie, non possa essere considerata la causa della minore disponibilità di agrumi e derivati. Di fatto - già prima del Covid-19 - produttori, trasformatori e utilizzatori sapevano della drastica riduzione dei volumi alla produzione. Dopo i fatti di questa campagna commerciale così particolare, la lezione è che non ci sono più margini per speculare sul lavoro del produttore. Ciò perché la produzione dei derivati degli agrumi siciliani è limitata, con quantità disponibili minime e costi di produzione elevatissimi. E' realistico, quindi maturare la consapevolezza che i derivati di agrumi italiani non possono competere con i prezzi di produzione di altri Paesi produttori e ciò per motivi noti, che affliggono l'agricoltura in generale".

"Un discorso a parte - sottolinea Salvatore Imbesi - riguarda invece il settore dei derivati commercializzati da società che importano agrumi da altri Paesi produttori, i cui prezzi nel merito non possono costituire un riferimento per noi, in quanto lavorati con costi di produzione di gran lunga inferiori rispetto all'Italia. Bisognerà fare una scelta obbligata e netta, e non sarà più il tempo di far finta di non sapere perché ciò non aiuta nessuno, anzi serve solo a generare una filiera sofferente".

"L'obiettivo è che, dalla prossima campagna, le multinazionali e i confezionatori di derivati abbandonino il criterio della guerra dei prezzi al ribasso, cominciando a ragionare con equilibrio sulle forniture costanti a un prezzo equo e affidandosi – a garanzia della qualità della materia prima - ad aziende italiane che da sempre coltivano e trasformano agrumi". 

"La stagione produttiva 2020/21 - conclude Salvatore Imbesi - iniziata con le migliori prospettive e cioè con una buonissima fioritura e una buona allegagione dei frutti, oggi è cambiata radicalmente. Infatti, a causa dei venti di scirocco e delle drastiche variazioni di temperature e umidità, si è avuta una diffusa cascola dei frutticini. Pur restando, nella previsione a oggi, una campagna con una produzione media, ciò non promette nulla di buono, anche perché siamo solo a metà giugno, mentre i maggiori danni della scorsa stagione si erano presentati nel mese di luglio. Tuttavia, se da un lato i fattori climatici non possono essere modificati, dall'altro possiamo fare molto per tutelare il nostro prodotto. Come? Garantendo, alle aziende che decidono di investire sulle nostre produzioni, tracciabilità della filiera, garanzia delle forniture, della qualità e del prezzo".

Contatti:
Ortogel Spa

C.da Balchino Zona Industriale 
95039 Caltagirone (CT) (Italy)
Tel.: +39 0933 1902800
Cell.: +39 348 8949166
Email: info@ortogel.com
Web: www.ortogel.com


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