L'impatto della pandemia del Covid-19 sul settore andaluso delle fragole è ormai evidente. Secondo i dati dell'Osservatorio dei prezzi e dei mercati del governo locale, la campagna delle fragole a Huelva si è conclusa con un calo del 21,75% nella produzione, e del 77,9% nella commercializzazione.
Il calo del 50% degli ordinativi provenienti dai mercati internazionali tradizionali per le fragole di Huelva (Germania, Regno Unito e Italia) è stato un fattore determinante nello sviluppo della campagna. Tuttavia, come affermato da Pedro Marín, capo dell'Organizzazione interprofessionale per fragole e frutti rossi dell'Andalusia (Interfresa), questo calo degli ordini internazionali è stato compensato "con un grande lavoro di promozione", anche sul mercato interno. Questo ha portato a "un recupero delle vendite e dei prezzi delle fragole entro Pasqua, mentre le performance di mirtilli o lamponi sono rimaste praticamente invariate rispetto alle campagne precedenti".
La prima conseguenza per il settore, non appena è stato decretato lo stato d’emergenza, è stata la carenza di manodopera dovuta alla chiusura dei confini marocchini. Quest'anno sono arrivati solo 7.200 dei previsti 19.000 lavoratori temporanei marocchini. La chiusura delle frontiere interne dell'UE ha inoltre impedito l'arrivo di centinaia di lavoratori bulgari e rumeni che, di solito, prendono parte alla campagna di raccolta dei piccoli frutti. A questo si devono aggiungere le restrizioni nel trasporto di persone, che sono state "un problema molto serio" nelle prime settimane, causando molto assenteismo.
Per il settore, è stata una sfida anche ottenere un numero sufficiente di dispositivi di protezione per le 70.000 persone che hanno lavorato durante la campagna, "soprattutto quando è stata dichiarata l’emergenza pandemica".
Fonte: huelva24.com