Infezioni asintomatiche possono evidenziare un indebolimento del virus della Tristeza

Nuovi studi evidenziano che superata la "spasmodica" fase sintomatica di collasso delle piante innestate su arancio amaro, il virus della tristeza degli agrumi (CTV) può presentare segni di un progressivo indebolimento. E' l'esito di una ricerca pluriennale sviluppata tra Israele e Sicilia, commentata dal virologo Antonino Catara, il quale ha analizzato il fenomeno del "recovery" di piante con sintomi conclamati di infezioni del virus, confermate da analisi di laboratorio. Tali elementi sono emersi dallo studio in questione, peraltro in corso di stampa su Horticultural Reviews vol.48, 2020, che evidenzia il progressivo recupero delle condizioni "normali" delle piante, pur risultando ancora positive al test CTV.

"Il fenomeno – spiega Catara - sarebbe connesso alla selezione naturale di varianti virali che causano infezioni asintomatiche (SYr), che contrastano gli isolati aggressivi (SY). Lo studio, avviato in Israele molti anni addietro e completato da recenti indagini biologiche e molecolari in Sicilia, ha permesso di osservare come la popolazione del virus, abitualmente rilevata attraverso aspecifici saggi immunoenzimatici, comprenda in effetti numerose varianti. Fra esse, possono esserne presenti alcune che, seppure apparentemente riferibili a ceppi aggressivi con gli abituali metodi di genetica molecolare, non provocano alcun sintomo in piante innestate su arancio amaro".

Antonino Catara

"Inoltre – aggiunge Grazia Licciardello, co-autrice della ricerca assieme a Catara e a M. Bar Joseph - le infezioni asintomatiche che si instaurano nelle piante le proteggono da successive infezioni da parte di ceppi aggressivi. Il confronto dell'intero genoma di isolati aggressivi (SY) e di isolati protettivi (SYr), ha messo in evidenza che quelli asintomatici presentano pochi nucleotidi di differenza rispetto a quelli aggressivi. Tali differenze interessano prevalentemente 3 geni per complessivi 4 nucleotidi (pari allo 0,2 per mille dell'intero genoma). Fra essi, uno è il gene p23 che regola la virulenza del virus e la sua capacità di danneggiare il floema del portinnesto arancio amaro, causando la morte dell'apparato radicale. L'altro è il gene p33, che regola la velocità di invasione dei tessuti dell'ospite".

Grazia Licciardello

"Questo risultato – conclude Catara - ha rilevanti riflessi pratici in termini di decisioni aziendali e strategie territoriali. Nel primo caso, apre la possibilità di gestire la malattia con interventi agronomici e di prolungare la vita degli impianti; nel secondo caso consente, attraverso l'analisi della struttura genetica della popolazione del virus, di adeguare le strategie di difesa del territorio da nuove pandemie. Al tempo stesso, è possibile monitorare l'eventuale introduzione di isolati non-EU del virus e di bloccarne la diffusione per tempo. A condizione che si operi un'adeguata caratterizzazione del fenotipo su piante indicatrici. Lasciando il test ELISA alle analisi di routine per il controllo del materiale di propagazione".

Fonte: M. Bar Joseph, A. Catara. e G. Licciardello.2020. The puzzling phenomenon of seedling yellows recovery and natural spread of asymptomatic infections of Citrus tristeza virus: two sides of the same coin. A historical review. Horticultural Reviews, vol 48, 2020 (in corso di stampa).


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