Gdo francese e Covid-19: il made in France ne uscira' piu' forte

La filiera alimentare ha resistito anche al culmine della crisi sanitaria e al confinamento, secondo le dichiarazioni di Jacques Creyssel, presidente della FCD, la Federazione francese del commercio e della distribuzione.

"Non c'è stata alcuna carenza alimentare e nessun negozio è stato chiuso. La Grande distribuzione organizzata ha permesso ai francesi di continuare a mangiare in condizioni eccezionali. Abbiamo dato vita a belle azioni di solidarietà come la promozione di prodotti francesi, fragole, asparagi, agnello, pesce per sostenere i nostri agricoltori".

Creyssel ha inoltre aggiunto che "la crisi ha messo in luce sia l'esigenza pressante per la Francia di mantenere e rafforzare la sua sovranità alimentare, sia la natura essenziale dei negozi di distribuzione, qualunque sia il loro formato".

Sempre secondo il presidente della FCD, il ritorno al normale traffico nei negozi sarà molto graduale. Il calo delle visite nei punti vendita, soprattutto quelli più grandi, è fonte di preoccupazione. La chiusura prolungata di bar e ristoranti ostacolerà gravemente alcuni operatori del commercio all'ingrosso. La cessazione virtuale del turismo straniero, in particolare cinese, influenzerà profondamente molti negozi.

Per quanto riguarda i prezzi non vi è stato alcun aumento delle quotazioni dei beni di consumo dall'inizio della crisi. L'unico aumento riguarda gli ortofrutticoli, che rappresentano circa l'1,5% del consumo francese. E' comprensibile, poiché è il risultato di una promozione molto forte dei prodotti francesi che risultano più cari di quelli esteri e, in particolare, di quelli spagnoli.

Fonte: ICE PARIGI


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