In tempi di crisi i francesi consumano piu' prodotti locali ed equosolidali

Uno studio della organizzazione non governativa equosolidale Max Havelaar ha esplorato le tendenze di consumo alimentare dei francesi durante la quarantena anti-Covid-19. Lo studio rivela che, nonostante la crisi, prosegue la tendenza di fondo osservata negli ultimi anni verso gli acquisti di alimenti solidali.

Blaise Desbordes, amministratore delegato della Ong Max Havelaar, si dichiara contento delle preferenze dei francesi: "Quando è stato chiesto loro quali prodotti acquistassero durante il lockdown, sembra che i francesi abbiano continuato a scegliere prodotti responsabili ed equosolidali durante la crisi. I tre prodotti fairtrade chiave - banane, caffè e cacao - sono rimasti in cima alla lista dei prodotti preferiti, mostrando quasi lo stesso livello di consumo".

Questo studio è stato condotto tra 1.902 consumatori e dimostra che le garanzie sociali e ambientali sulla qualità di un prodotto sono rassicuranti per i consumatori. I francesi, quindi, si preoccupano di più della qualità e dell'origine dei prodotti che acquistano.

Inoltre, sono anche più sensibili al lavoro di agricoltori e produttori: il 69% degli intervistati è convinto che la crisi spinga ad acquistare in maniera più responsabile e l'80% di loro ha affermato che continuerà a farlo anche dopo la crisi.

Il 45% ha preferito optare per prodotti locali o regionali, il 39% per prodotti originari della Francia e il 29% per prodotti biologici. Il 15% di loro ha scelto prodotti senza imballaggio o quasi, il 14% di loro ha scelto prodotti sia biologici che equosolidali e il 10% ha scelto solo prodotti fairtrade.

Il 54% dei francesi afferma di essere favorevole al passaggio a un consumo alimentare totalmente locale. Tuttavia, non vogliono rinunciare ai molti prodotti importati che consumano abitualmente, come riso (75%), cioccolato (73%), caffè (66%), banane (55%), tè (51%) e quinoa (33%). "Quando le persone sostengono di voler consumare prodotti locali, in realtà stanno inviando un messaggio di qualità agricola - spiega Desbordes - Vogliono volti, solidarietà e vogliono promuovere lo sviluppo della terra e il rispetto dei valori ecologici".

Questo modo di pensare potrebbe lavorare a favore del commercio equo. "Facciamo local a distanza - afferma l'amministratore delegato di Max Havelaar - Il valore ricercato dalle persone nei prodotti a filiera corta è la coltivazione locale che sostiene i lavoratori. E' quello che facciamo ovunque quando coltiviamo caffè, cacao, banane e altri prodotti fairtrade".

Fonte: natura-sciences.com


Data di pubblicazione:



Ricevi gratuitamente la newsletter giornaliera nella tua email | Clicca qui


Altre notizie relative a questo settore:


© FreshPlaza.it 2020

Iscriviti alla nostra newsletter giornaliera e tieniti aggiornato sulle ultime notizie!

Iscriviti Sono già iscritto