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Benzinai: nessuno vuole arrivare allo sciopero, ma servono tutele per il settore

Tra voci discordanti, la prospettata chiusura degli impianti di rifornimento del carburante, che sembrava dovesse scattare - prima in autostrada e poi ad altre zone - a partire dalla notte di oggi, mercoledì 25 marzo 2020, è ancora oggetto di discussione, con le trattative tra i ministri di Sviluppo economico e Infrastrutture-Trasporti e i rappresentanti delle associazioni dei gestori di rifornimento carburante. 

In una intervista rilasciata a RadioRadio, Giuseppe Sperduto, Presidente FAIB-Federazione Autonoma Italiana Benzinai Roma e Vicepresidente nazionale ha dichiarato che la nota diffusa dalla categoria nelle ultime ore è stata travisata e che nessuno ha parlato di uno sciopero già stabilito, ma solo della prospettiva di chiudere gli impianti perché i benzinai non si sentono tutelati né sotto il profilo sanitario né sotto quello della sostenibilità economica di un servizio che sta subendo fortissimi contraccolpi dal blocco degli spostamenti non essenziali, in epoca di pandemia.

Nel frattempo, si è mosso anche il garante degli scioperi, invitando le associazioni di categoria ad astenersi dalla protesta. Nella nota ufficiale si legge: "Ribadiamo il fermo invito a tutte le organizzazioni sindacali, fino al 31 marzo 2020, considerato lo stato di emergenza epidemiologica dichiarato sul territorio nazionale, dovuto al diffondersi del virus Covid-2019, a non effettuare scioperi che coinvolgano i servizi pubblici essenziali, dal momento che essi non farebbero altro che aggravare la condizione dei cittadini".


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