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I commenti di alcuni operatori del Sud Italia

Produzione in anticipo ma commercializzazione lenta per le fragole

La campagna 2020 della fragola italiana è cominciata in anticipo sia in termini di produzione sia di quantità, date le favorevoli condizioni climatiche.

"Purtroppo, mentre è in aumento il consumo per altre referenze ortofrutticole nell'ambito della spesa familiare ai tempi della pandemia, con alcuni ortaggi in particolare che riscuotono buone quotazioni, si registra invece una flessione nelle vendite delle fragole". Così riferisce Pietro Paolo Ciardiello direttore di Coop Sole, con sede a Parete (CE), in Campania.

Pietro Paolo Ciardiello 

"Anche il mercato delle fragoline è fermo, poiché il canale Horeca non lavora, al momento, per via dell'emergenza sanitaria. In Campania non siamo ancora entrati nel pieno di produzione, ma lo attendiamo tra 10-15 giorni, e il rallentamento delle vendite ci preoccupa".

"Vista l'emergenza Covid-19, ci siamo trovati a lavorare con regole nuove e stiamo risentendo una carenza di manodopera stagionale non italiana, che non ha potuto raggiungere il nostro Paese per via della chiusura delle frontiere. Fortunatamente, la campagna fragole è molto lunga e, se continueremo a lavorare bene, appena l'emergenza sarà finita potremo recuperare. Credo che in questo periodo sia importante più che mai valorizzare il prodotto made in Italy: solo in questo modo si può salvare questo settore, sostenendo produzioni, produttori e manodopera". 

A sua volta, Nicola Tessitore (in foto qui sopra), direttore commerciale di Natural Fruit di Sessa Aurunca (CE), riferisce: "C'è da dire che, attualmente, il consumatore ha altre priorità. Le fragole vengono considerate un frutto "edonistico", per cui i consumi non riescono a decollare, ancora. L'attuale emergenza, purtroppo, ha lasciato molte persone senza un'occupazione, motivo per il quale il consumatore si trova costretto a dare precedenza agli alimenti necessari e basici per il consumo quotidiano, dovendo dosare bene le proprie limitate risorse economiche. Sono certo che tutto migliorerà nel breve termine".

"Ho riscontrato - aggiunge Damiano Fortunato de La Fortuna group di Eboli (SA) - un anticipo di produzione di circa 10-15 giorni. I consumi di fragole sono in calo, poiché si preferiscono prodotti con una più lunga conservabilità. Riscontriamo troppe giacenze giornaliere di prodotto, non sono in linea con il periodo. Facciamo appello alle catene della grande distribuzione (GDO), chiedendo una maggiore preferenza del prodotto italiano. Visto l'andamento generale, molti produttori si vedono costretti ad anticipare le raccolte di prodotto destinato all'industria".

Damiano Fortunato

Come riporta Antonio Giaccio dell'Op Giaccio Frutta di Vitulazio (CE): "Stiamo riscontrando che i consumi per la Melannurca Campana IGP e per il kiwi stanno andando molto bene. La situazione delle fragole, invece, è drammatica: poche richieste e prezzi non soddisfacenti. Sicuramente, la sovrapproduzione ha rallentato le vendite. Confidiamo in quest'abbassamento di temperatura degli ultimi due giorni per una svolta. Al contempo, chiediamo una maggiore valorizzazione del prodotto italiano". 

Antonio Giaccio

Dalla Basilicata, precisamente da Scanzano Jonico (Matera), zona specializzata nella fragolicoltura, ci arriva il commento di un produttore costretto a fronteggiare numerose difficoltà nella commercializzazione dei suoi prodotti. 

"Mai avremmo immagino di inaugurare l'avvio della piena produttività dei fragoleti con la disdetta di quei pochi mercati rimasti attivi. L'emergenza sanitaria rischia di farci fallire, con la conseguenza di abbandonare i campi, proprio come accadde lo scorso anno, quella volta a causa della mancanza di manodopera", così spiega a FreshPlaza il coltivatore Antonio Gallicchio.

Carico di fragole per il mercato ortofrutticolo di Torino, tra le uniche due destinazioni rimaste per l'azienda intervistata.

"Fino a un paio di settimane fa, avevamo da servire oltre 10 destinazioni: ora ne contiamo a stento due, perché gli altri hanno disdetto gli ordinativi settimanali. Oggi, ad esempio, l'unica spedizione che abbiamo effettuato è quella che va a Torino. Una situazione preoccupante, se consideriamo che, non molto tempo fa, consegnavamo allo stesso mercato ogni giorno, mentre adesso ci richiedono un bancale ogni tre giorni. Anche al Sud Italia la musica non cambia: l'ingrosso ortofrutticolo di Lecce, infatti, ci ha fatto sapere che molta merce è rimasta invenduta, mentre altri ci chiedono ulteriori ribassi sui prezzi di vendita, attualmente giunti a quotazioni addirittura inferiori a 1,50 €/kg".

"Per chi non ha contratti di fornitura (o ne ha pochi) con la GDO, la situazione diventa ancora più difficile. Il consumo di fragole è molto basso e questo colpo di coda invernale non fa altro che peggiorare le cose, dato che il freddo scoraggia il consumo di fragole".

"Sarà inevitabile - conclude Antonio Gallicchio - il licenziamento di buona parte dei dipendenti, oltre all'estirpazione di almeno un ettaro di fragole di una varietà precoce che, in questo particolare periodo, non trova più mercato. Come me, sono diversi i produttori in difficoltà, e l'unica alternativa di vendere il nostro prodotto all'industria a 0,25 €/kg si fa sempre più vicina".

Autori: Lorena Reale / Vincenzo Iannuzziello - FreshPlaza


Data di pubblicazione:



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