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Confronto fra prezzi di Italia , Spagna e Paesi Bassi

Pomodori: ulteriore calo per le importazioni di prodotto marocchino

La coltivazione di ortaggi in serra sta gradualmente risentendo dell'impatto del Coronavirus. Fino alla settimana scorsa, sembrava che i coltivatori di pomodori potessero stare tranquilli. Tuttavia l'effetto dell'accaparramento, che ha portato a un aumento dei prezzi, è ora finito.

Il mercato sarà sotto pressione nelle prossime settimane, e non solo per i pomodori. Ciò è, in parte, un fenomeno annuale. L'epidemia di Coronavirus, tuttavia, sta indubbiamente mettendo a dura prova la situazione. E' quanto riporta Arie Middelburg della olandese GreenMatch.

Marocco
I prezzi hanno tenuto duro negli ultimi tempi. Uno sguardo allo European tomato dashboard lo dimostra. E' stato aggiornato il 20 marzo. Questi prezzi sono alla pari con la media quinquennale. Sembra che il commercio stia ancora andando bene, anche in Italia e in Spagna. Questi due grandi paesi produttori di pomodori sono in lockdown.

Sembra che solo il Marocco stia soffrendo. I mercati di tutta l'Europa rischiano però di essere messi in subbuglio. Anche i prezzi sono sotto pressione.

Effetto più lento sul mercato del pomodoro
Che il Coronavirus stia influenzando il mercato del pomodoro non è inaspettato. "Per i pomodori, i programmi incentrati sulla vendita al dettaglio hanno richiesto un po' più di tempo. La produzione, tuttavia, sta ora aumentando considerevolmente. E' normale in questo periodo dell'anno. La pressione del mercato è quindi in aumento".

Il settore al dettaglio si concentra prima di tutto sui programmi abituali, secondo Arie. "Acquistano dove necessario. Questo è successo sicuramente la settimana scorsa perchè molte persone erano in preda al panico".

"Ma c'è un limite a ciò che i retailer possono comprare. Hanno ancora delle scorte e che quindi c'è meno domanda. E manca il consumo da parte della ristorazione. Di conseguenza, mi aspetto un calo dei prezzi. Non può essere altrimenti in questa situazione di mercato".

La flessione è iniziata
In alcuni casi, gli effetti del Coronavirus erano già visibili la settimana scorsa, a parte l'accaparramento. "Per esempio, si vociferava di problemi logistici dalla Spagna che hanno ritardato le consegne", dice Arie. "Problemi di manodopera nei centri di distribuzione e non due ma un solo autista per camion, il che ovviamente causa ritardi". Nel frattempo questo non è più un problema, sottolinea Arie. 

"Abbiamo iniziato con prezzi relativamente alti ora che la flessione sembra essere iniziata. I prezzi sono ora al livello del 2019, non un buon anno. Ma con il Coronavirus e l'aumento delle produzioni, temo che i prezzi scenderanno ancora di più".


La situazione europea. Clicca qui per il report completo

Uno sguardo allo European tomato dashboard, aggiornato il 20 marzo, mostra che il prezzo medio europeo del pomodoro è di 102 euro per 100 chili di pomodori, appena 1 euro sopra la media quinquennale e 6 euro sotto il prezzo medio del 2019. E' una panoramica media in un segmento con molti tipi diversi di pomodori e molte variabili che hanno un impatto.

Il lockdown non si traduce ancora in forti fluttuazioni dei prezzi
I prezzi dei pomodori in Italia e in Spagna non si discostano molto dal quadro generale europeo. L'Italia, ormai da due settimane in isolamento, mostra un prezzo medio di 1,42 euro/kg  a marzo. Si tratta di un valore appena inferiore a 1,48 euro di un anno prima, ma ancora ben al di sopra della media quinquennale di 1,09 euro.

Ma il Coronavirus non ha alcun effetto sulla linea di prezzo per l'Italia? In realtà no, perché a febbraio il prezzo medio di un chilo di pomodori era ancora di 1,38 euro, il che significa che c'è anche un leggero aumento di 4 centesimi.

Lo stesso vale per la Spagna. Il prezzo medio dei pomodori per tutto il 2020 è praticamente stabile a 0,77-0,76 centesimi, prezzo di 5 centesimi sotto la media del 2019.

Paesi Bassi: calo dei prezzi del pomodoro a grappolo
I Paesi Bassi sono la nazione in cui, in generale, si possono vedere le maggiori fluttuazioni di prezzo. Qui non c'è nessun blocco, ma sono adottate misure restrittive, ad esclusione dell'agrofood. Dopo 1,40 euro a gennaio per un chilo di pomodori, 1,28 euro a febbraio, marzo registra 0,98 euro. Cioè 11 centesimi al di sotto della media quinquennale e 4 centesimi al di sotto dei prezzi del 2019, che non erano nemmeno molto elevati. 

Il calo dei prezzi si è verificato principalmente nel segmento del pomodoro a grappolo: per i Paesi Bassi si parla del 25% in un mese, 21 centesimi solo dalla settimana 8 alla settimana 11. Per inciso, tutte le nazioni hanno registrato perdite in questo caso (il 2% in Italia). In media, il dato europeo si attesta su un calo dell'8% del pomodoro a grappolo.

Ancora più grave è il calo del prezzo dei pomodori ciliegino che la Spagna ha registrato. C'è una flessione del 33% tra febbraio e marzo, 19 centesimi di euro solo dalla settimana 8 alla settimana 11. In tutta Europa, la diminuzione dei prezzi è del 13%.

Segno più per il Belgio per i pomodori tondi
Non sono solo le diminuzioni di prezzo ad essere notate. Nel segmento dei pomodori tondi, il Belgio registra una ripresa di 24 centesimi tra l'ottava e l'undicesima settimana; anche la Spagna (+12) e l'Italia (+7) registrano un aumento di qualche centesimo. 

In termini percentuali, questo porta il Belgio al 18% di aumento dei prezzi da febbraio a marzo, l'Italia al 3% e la Spagna all'1%. 

Importazioni dal Marocco in caduta libera anticipata
Da febbraio a marzo, sono stati meno della metà i pomodori importati dal Paese nordafricano. Questo riguarda le importazioni dall'Unione Europea e dal Regno Unito. Non è mai stato così in questo periodo dell'anno. Nel mese di febbraio sono state importate 67.459 tonnellate di pomodori. A marzo ne rimangono 28.578 tonnellate.


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