Fragole: analisi approfondita relativa all'import-export

Le superfici italiane destinate alla coltivazione della fragola in coltura specializzata, in base all'analisi condotta da CSO Italy, nel 2020 risultano in lieve riduzione sull'annata scorsa, il 4% in meno con circa 3.646 ettari.

L'83% degli investimenti nazionale riguarda impianti in coltura protetta e il restante 17% in pieno campo; il calo rilevato riguarda sia gli investimenti in serra che in campo aperto, rispettivamente del -4% e -3%. Le aree del sud Italia, che rappresentano oltre il 60% della fragolicoltura nazionale, flettono del 6% sul 2019 mentre al nord la diminuzione è del 7%; crescono, al contrario, le superfici nelle regioni del centro Italia.

I principali bacini produttivi si confermano essere la Campania e la Basilicata, anche se per quest'annata è previsto un calo in entrambe le regioni: la Campania, con quasi 940 ettari, evidenzia una flessione più lieve, -2% rispetto alla superficie dell'annata scorsa mentre la Basilicata, con circa 840 ettari, evidenzia una riduzione maggiore che potrebbe attestarsi al -13% rispetto alle superfici del 2019. Anche al nord le principali regioni produttrici manifestano superfici più contenute, infatti sia Veneto che Emilia Romagna scendono del 13% sulla passata stagione. Tra le altre regioni si registra un -3% in Piemonte, -1% in Trentino Alto Adige e un -6% in Calabria.

Le esportazione di fragole italiane durante la stagione commerciale 2019 sono aumentate rispetto a quelle deficitarie della passata campagna, con quasi 13.000 tonnellate l'export 2019 chiude con una crescita del 24% sul 2018. Anche il valore, con oltre 32 milioni di euro, evidenzia un aumento del 10% sull'annualità precedente. Il prezzo medio, con 2,52 €/Kg, al contrario, scende di dodici punti percentuali rispetto alla quotazione elevata raggiunta nel 2018, pur mantenendosi tra i prezzi medi più alti dall'ultimo quinquennio.

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Nel periodo 2015-2019 mediamente circa l'89% delle esportazioni riguarda i paesi dell'Unione Europea (28), durante quest'ultima campagna, con oltre 11.500 tonnellate, i quantitativi salgono del 21%. Il principale sbocco commerciale si conferma essere il mercato tedesco, con una rappresentatività sul totale che sale al 39% nel 2019, +37% sull'annata precedente in termini assoluti. Al secondo posto in ordine di importanza troviamo l'Austria anche in questo caso con spedizioni in aumento, +6% sul 2018 ed una rappresentatività sul totale del 20%.

Segue a distanza l'export indirizzato alla Repubblica Ceca, con una crescita notevolmente soprattutto nell'ultimo biennio; durante l'ultima campagna è stato spedito il +37% rispetto all'annualità passata, pari a l'8% del complesso. In aumento del 17% quota di prodotto indirizzato verso la Slovenia, 7% del complessivo esportato. Al 3% del totale, segue, l'export verso la Croazia, i volumi sono più elevati di quelli inviati nel 2018 e simili alle quantità spedite nel 2015. In calo le spedizioni verso il Regno Unito, -16% sul 2018 al 2% del totale. L'export verso i Paesi europei extra-UE28 solitamente è indirizzato esclusivamente verso la Svizzera, durante l'ultima stagione le esportazioni segnano il +55% sul 2018 all'11% del totale. 

Le entrate di fragole estere nostro Paese durante l'ultima campagna su oltre 42.000 tonnellate il 19% in più rispetto agli ingressi del 2018. Il valore, con oltre 88 milioni di euro, registra un aumento di otto punti percentuali sull'annata precedente, in assoluto il più elevato degli anni presi in esame; al contrario il prezzo medio, con 2,08 €/Kg scende del 9% rispetto all'elevata quotazione dell'annata precedente posizionandosi seconda solo a quella del 2015.

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La quasi totalità delle fragole di importazione giungono dai Paesi dell'UE28. Nel 2019, con oltre 41.000 tonnellate l'import è cresciuto del 20% rispetto all'anno precedente. La Spagna detiene nettamente il primato, con in media il 79% del totale ma con un andamento crescente nel tempo. Nel 2019 i volumi di fragole spagnole giunti nel nostro paese sono aumentati del 23% rispetto al 2018 (82% del complesso e oltre 34.000 tonnellate).

Segue a distanza la Germania al 7% del totale, in crescita di quasi 40 punti percentuali rispetto al 2018 e poco più di 2.800 tonnellate. In terza posizione le importazioni dalla Francia, che al contrario sono in diminuzione, -4% rispetto alla passata campagna, pari al 6% del complesso. Con distacco le importazioni da Paesi Bassi, Grecia e Belgio all'1% del complesso. Le entrate dai Paesi europei extra-UE28 hanno rappresentato l'1% del complesso nel 2019 in flessione di ventinove punti percentuali rispetto alla campagna precedente; il prodotto proviene esclusivamente dall'Albania. Ancora poco considerevoli pure gli arrivi dai paesi africani, unicamente Egitto, nel 2019 in lieve diminuzione sul 2018.

Tra i paesi concorrenti dell'Italia sicuramente la Spagna è il principale, sia per volumi prodotti che per propensione all'export. L'areale di maggior produzione si identifica nella zona di Huelva, in cui, per questa annualità, si rileva un aumento delle superfici investite a fragola di circa 60 ettari, l'1% in più rispetto alla campagna 2019, per un totale di 6.885 ettari; il raccolto di mirtilli si stabilizza e quello del lampone aumenta del 5% rispetto alla diminuzione evidenziata l'anno precedente. 

Le esportazioni spagnole, nel 2019, sono state di oltre 290.000 tonnellate, in aumento del 6% dopo il calo registrato nel 2018. Mediamente il 97% delle spedizioni è indirizzato verso i paesi dell'Unione Europea (28) (ultime cinque annate), una quota abbastanza costante nel tempo; anche nel 2019 il principale mercato di sbocco si conferma essere la Germania con il 34% del complesso e oltre 98.000 tonnellate, quantitativo in crescita del 7% rispetto ai volumi esportati nel 2018. A seguire la Francia, con una quota al 16% del totale e volumi più contenuti di quattro punti percentuali sulla campagna precedente, poco oltre le 45.000 tonnellate.

Verso l'Inghilterra è stato spedito circa il 13% del totale, poco più di 38.000 tonnellate in aumento rispetto al 2018 (+11%). Al quarto posto si colloca l'Italia con il 10% dei volumi complessivi, seguita dal Portogallo al 5% del totale. Le esportazioni nei paesi extra UE (28) sono in crescita al 3% del totale, principalmente Svizzera, nel 2019 con poco meno di 7.000 tonnellate.

Le spedizioni tedesche nel 2019 risultano stabili rispetto a quelle del 2018 con poco meno di 10.300 tonnellate. Il 98% del totale viene indirizzato ai vicini paesi dell'Unione Europea (28); l'Austria è il principale mercato di destinazione, con il 44% del totale durante l'ultima annualità, in aumento di trentasette punti percentuali rispetto all'annata precedente. A seguire le esportazioni verso il Regno Unito che ha superato la Francia e la Repubblica Ceca al 14% del complesso, le spedizioni verso questo paese sono in crescita del 27% rispetto alla stagione precedente.

I volumi indirizzati in Francia e Repubblica Ceca coprono l'11% del totale e risultano in calo rispettivamente del 12% e 9% sul 2018. Al 4% del complesso gli invii nei Paesi Bassi e in Danimarca in flessione del 7% ciascuno. Nell'ambito dei paesi extra UE 28, i volumi vengono spediti esclusivamente in Svizzera, in aumento durante l'ultima campagna.

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Ad oggi le raccolte spagnole sono giunte quasi al 40% del totale; fino alla settimana scorsa le condizioni climatiche erano stabili con giornate soleggiate e temperature elevate, per i prossimi giorni è previsto l'arrivo di precipitazioni sparse e temperature in lieve calo. L'autunno è iniziato con condizione termiche elevate, che si sono protratte fino al mese di novembre in cui si sono verificate piogge significative e necessarie poiché le riserve idriche erano scarse. Anche durante tutto il mese di dicembre le temperature si sono mantenute elevate per il periodo e al di sopra delle medie stagionali, solo nel mese di gennaio sono diminuite con piogge più significative.

La campagna in corso si è caratterizzata da un anticipo vegetativo rispetto alla precedente, che ha riguardato soprattutto le prime raccolte di fine dicembre e inizio gennaio. Nel sud Italia, nell'areale del Metaponto, le condizioni piuttosto miti dell'autunno e dell'inverno hanno favorito il ciclo produttivo, anticipandone anche in questo caso la maturazione di circa 10 giorni, contrariamente a quanto verificatosi lo scorso anno. Lo sviluppo della pianta ad oggi senza dubbio è stato condizionato dalla fase del trapianto, infatti trapianti effettuati ad inizio ottobre si presentono migliori rispetto a quelli trapiantati a fine ottobre.

Allo stato attuale le raccolte sono giunte al 36% del totale e procedono regolari, l'aumento produttivo è stato favorito anche dal fatto che a partire dalla settimana scorsa le temperature notturne sono aumentate. Anche dal punto di vista qualitativo (consistenza, forma del frutto e grado zuccherino), la produzione si presenta ottima con un miglioramento rispetto alle settimane scorse anche della pezzatura. Dal punto di vista vegetativo la pianta si presenta in buono stato, la produzione è più regolare e la pianta si presenta più equilibrata; dal punto di vista fitosanitario non si segnalano particolari problematiche.

Nella zona di produzione dell'Agro Aversano in Campania le gelate nei mesi di gennaio e febbraio sono state di bassa intensità e non si sono riscontrati danni a carico dei fiori, l'assenza di piogge e l'alta luminosità hanno favorito la crescita vegetativa e produttiva degli impianti di fragola creando le condizioni per un anticipo produttivo soprattutto negli impianti che sono stati coperti prima. Ad oggi le raccolte hanno raggiunto circa il 15% del totale, le condizioni climatiche sono ottimali per la crescita delle piante di fragola e la maturazione dei frutti. Non si segnalano problematiche fitosanitarie rilevanti, sia di malattie che d'insetti. L'escursione termica favorisce la qualità dei frutti, in termini di consistenza e tenuta.

Fonte: CSO Italy per FreshPlaza.it


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