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Coronavirus in Sudafrica: le esportazioni di frutta proseguono normalmente

In Sudafrica, le esportazioni di frutta e verdura per il momento continuano come previsto, con l'aspettativa che la domanda di prodotti ortofrutticoli nei mercati d'esportazione sarà sostenuta dalla crisi sanitaria causata dal Coronavirus.

Attualmente, ci sono 62 casi di infetti da Coronavirus in Sudafrica, senza alcun caso di decesso, e sebbene le scuole e le università abbiano chiuso, le attività proseguono come sempre, anche se sono in molti a lavorare da casa.

Marzo e aprile sono tradizionalmente due mesi di pausa, dopo la stagione dell'uva da tavola e prima dei volumi di agrumi, mentre è in pieno svolgimento l’esportazione di mele e pere.

Un esportatore di mele afferma che, per il momento, non vi è un blocco delle esportazioni, ma che si prevedono alcuni problemi relativi ai limiti di disponibilità dei container, dal momento che le linee di navigazione puntano a recuperare i ritardi accumulati.

"Gli ordinativi di mele sono in realtà abbastanza buoni, purché la catena logistica li supporti".

"Siamo nel bel mezzo della raccolta delle mele, con uno sguardo ai porti cinesi. Un'altra grande preoccupazione potrebbe essere l'interruzione della raccolta e dell'imballaggio. Abbiamo introdotto delle misure preventive presso le nostre strutture di lavorazione, ma prevediamo una percentuale maggiore delle assenze poiché le persone, con la chiusura delle scuole, devono organizzarsi diversamente per la custodia dei bambini".

Gli esportatori di agrumi precoci segnalano una buona domanda per l'intera categoria agrumicola, quando però il prodotto riesce a raggiungere la destinazione finale. Al momento, non vedono un aumento significativo dei prezzi.

Esaurite le verdure con una lunga conservazione
Sono stati segnalati acquisti compulsivi da epidemia, non solo di prodotti conservati, ma anche di prodotti ortofrutticoli freschi. In una catena di negozi, le vendite sono aumentate del 90%, rispetto allo stesso giorno di un anno fa. "E' il caos: gran parte delle patate, come anche nocciole, zucche estive, cipolle, patate dolci sono esaurite – tutte verdure che hanno una durata di conservazione più lunga".

Sui surgelati la pressione è anche maggiore, dice l’esportatore, e gli acquirenti stanno lavorando duramente per riempire le linee di approvvigionamento.

Un dato positivo riguarda l'insolita domanda dei consumatori registrata a metà mese: un'ottima notizia per i coltivatori di patate dello Stato libero occidentale che stanno entrando in questo momento sul mercato.

L'integrazione elettronica diventa una condizione imprescindibile
Secondo Avril de Villiers, direttore commerciale di LCL Logistics, l'integrazione elettronica e l'accessibilità ai database di un'azienda che consente la prosecuzione del lavoro fuori sede, si rivelerà preziosa per superare la crisi. "Devi fornire ai tuoi dipendenti gli strumenti per lavorare da qualsiasi parte del mondo. Ciò ci consente di continuare le nostre attività, soprattutto ora che il personale a rischio deve lavorare da casa. Cerchiamo di tenere quante più persone possibili fuori dagli uffici e di promuovere la turnazione del personale".

“E' l'incertezza che pone la sfida più grande, al momento. Esistono numerosi elementi di incertezza come disponibilità di manodopera, impianti di imballaggio, e se le infrastrutture rimarranno disponibili".

Ad esempio, de Villiers riporta l'annuncio di questa mattina che il terminal polivalente del porto di Cape Town è chiuso tutto il giorno.

Uno spedizioniere conferma che tutta la documentazione può essere effettuata elettronicamente, per ridurre la necessità di consegnare fisicamente la documentazione cartacea. "Da un lato, autorizziamo il cliente a stampare la lettera di vettura marittima, mentre noi teniamo l'originale, dall'altro viene rilasciato un telex, evitando le pratiche burocratiche. C'è una grande spinta nel settore marittimo per operare elettronicamente".

Il più grande limite al momento riguarda le attrezzature, in particolare la disponibilità dei container.

Per gli agrumi, si spera in un rapido recupero dei ritardi
Nella sua newsletter settimanale, l'amministratore delegato dell'Associazione dei coltivatori agrumicoli, Justin Chadwick, scrive: "Al momento, coloro che esportano prodotti ortofrutticoli stanno subendo gli effetti dei ritardi accumulatisi nei porti di tutto il mondo, ma soprattutto in Cina (Xinyang e Shanghai hanno riferito di trovarsi in una situazione peggiore per la sovracongestione). A parte lo stoccaggio aggiuntivo, supplementi e altri costi - i ritardi incidono sulla durata di conservazione del carico. Anche con i piani innovativi messi in atto dal governo cinese (riduzione del prezzo del carburante, apertura dei pedaggi per consentire al traffico di circolare liberamente, eliminando la burocrazia interprovinciale), ci vorrà un po' di tempo prima che si riesca a recuperare i ritardi".

E aggiunge: "Le industrie agrumicole dell'emisfero australe sperano che ciò accada prima che il loro prodotto inizi a spostarsi".

Rispetto ad altre industrie, quella frutticola sudafricana è forse in una posizione migliore per resistere a questa tempesta, hanno detto coloro con cui FreshPlaza ha parlato, per la sua abitudine a operare in un ambiente in costante cambiamento, e spesso incerto.

"Rimaniamo ottimisti, ma stiamo operando in modalità di crisi, con più piani di backup in caso di necessità. L'industria della frutta sudafricana è abituata alla gestione delle crisi e alla realizzazione di piani alternativi ", conclude Avril de Villiers.


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