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Ogni anello della filiera e' chiamato a fare la sua parte

Ora garantire la sicurezza delle persone e' la priorita'

Siamo in emergenza, come mai era successo nella nostra storia. Le persone costrette a restare a casa consumano di più, in questo periodo e, inevitabilmente, i generi di prima necessità vanno a ruba, compresi frutta e ortaggi. I supermercati richiedono quindi il doppio, o addirittura il triplo, delle forniture standard per evitare gap.

Ma le aziende ortofrutticole faticano enormemente ad andare di pari passo con la domanda avendo, al contempo, il dovere di salvaguardare la salute dei propri dipendenti. Stesso dovere che hanno le catene di distribuzione nei confronti dei propri lavoratori e gli stessi consumatori.

"Per garantire la migliore sicurezza possibile – dichiara Gennaro Paolillo dell'omonima azienda, specializzata in finocchio – chiunque lavori nel nostro magazzino è dotato di mascherina e guanti e gli ambienti vengono sanificati con regolarità. Inoltre, abbiamo dovuto ridurre la presenza del personale del 30%, optando per delle turnazioni. Solo in questo modo riusciamo a garantire la distanza minima di sicurezza. Ma tutto questo va a discapito della produzione, seppure non in maniera impattante".

Prima di tutto la salute
"Noi rientriamo in quella categoria di lavoratori che non possono restare a casa – continua Gennaro – E dobbiamo mettere le persone in condizioni di fare il proprio lavoro nel modo più sicuro possibile. Corriamo un numero sempre maggiore di rischi ogni giorno, man mano che l'epidemia da Coronavirus si diffonde. E' un sacrificio che facciamo tutti insieme e, ovviamente, se qualcuno non si sente bene deve rimanere a casa".

A livello logistico, l'azienda non risente di grossi problemi in termini di consegne. "I camionisti sono in prima linea, in questo momento, e capisco bene chi vuole maggiore salvaguardia per la propria salute – sottolinea Gennaro – Siamo però in una situazione tale in cui ognuno deve fare il proprio dovere: chi deve rischiare rischia, e chi deve stare a casa deve stare a casa. Se tutti facciamo la nostra parte, supereremo quest'emergenza al più presto".

Grande distribuzione e consumatori
Anche da parte loro, le catene di distribuzione stanno cercando di operare al meglio nel tenere aperti i punti vendita e garantire, allo stesso tempo, la sicurezza dei lavoratori e dei clienti, seguendo alcune regole precise: il rispetto delle distanze, l'uso delle mascherine (che sono difficili da reperire), il contingentamento degli accessi e, dove possibile, l'installazione di barriere in plexiglass a protezione delle casse.

"Alcuni lavoratori, presi dalla paura, non vengono al lavoro, altri sono in quarantena e alcuni non si possono spostare – dichiara Massimo Pelosi, dirigente Coop – Nel Lazio, i sindacati hanno anche proclamato lo sciopero, pertanto gli organici sono ridotti al minimo e in alcuni casi lavorano sempre gli stessi. Non è possibile assumere stagionali, perché nessuno se la sente di lavorare in un supermercato in questo periodo. Perciò, ringrazio i nostri lavoratori e la loro abnegazione: non smetteremo mai di dirvi grazie!".

MD ha stipulato con Assicurazioni Generali, in vigore dal 13 marzo,  una polizza assicurativa per i suoi 7.000 dipendenti che prevede un programma di assistenza sanitaria in caso di positività al Covid-19. Assistenza che copre sia i giorni di ricovero, con una diaria di 100 euro per i giorni di degenza superiori a 7, un'indennità di convalescenza alle dimissioni pari a 3.000 euro, a cui se ne aggiunge un'altra di 10.000 euro per singolo beneficiario, erogata direttamente da MD per un totale di 500mila euro.


Foto: supermercato24.it

E infine, i consumatori: spaventati all'idea di essere contagiati dal Coronavirus o spesso impossibilitati a recarsi nei punti vendita fisici perché già categorie a rischio, si affidano ai servizi di spesa online. Questi però ormai sono praticamente in tilt, data la mole di ordini, triplicati nell'arco di pochi giorni. E quindi al momento non fruibili.


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