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Focus sul mercato mondiale dei meloni

Ci sono sufficienti meloni Cantalupo sul mercato in Nord America ed Europa, ma la domanda è bassa. Per quanto concerne le angurie, sebbene la domanda sia ancora bassa, si registrano delle carenze perché i volumi sono molto limitati a causa delle condizioni meteorologiche nei Paesi di produzione. I commercianti non si aspettano un cambiamento rapido sul mercato per il momento. La Costa Rica in particolare sta affrontando delle carenze, ma anche il volume dal Guatemala è aumentato lentamente nel primo mese e mezzo della campagna. Al momento sul mercato europeo ci sono anche Marocco e Senegal. Le prospettive della stagione italiana che comincerà alla fine di marzo sono positive.

Paesi Bassi: carenza di angurie e meloni Galia, difficili le vendite di Cantalupo e gialletto
Al momento il mercato dei meloni risulta diviso in due. Un importatore olandese dichiara: "Le angurie e i meloni Galia sono carenti, mentre le vendite di meloni Cantalupo e gialletto procedono con più difficoltà".
Secondo l'importatore la situazione continuerà così ancora per un po'. "Per ora non mi sembra che stiano arrivando più meloni. La Costa Rica attualmente ha un volume troppo basso per soddisfare la domanda e la stagione panamense si sta facendo attendere. I prezzi per le angurie senza semi variano tra 1,20 e 1,30 euro e per la varietà Quetzali si ottiene qualche centesimo in meno. I meloni Galia si vendono tra 9 e 10 euro. Il prezzo dei meloni Cantalupo è leggermente inferiore, con un livello tra i 5 e i 6 euro".

I meloni gialletto si vendono a 8-8,50 euro, anche se un prezzo adeguato dovrebbe essere 10 euro. La ragione è che il Brasile continua a inviare prodotto e nei primi container dalla Costa Rica si è riscontrato qualche problema di qualità. Quindi la situazione è difficile. Inoltre, i ritardi delle settimane scorse, dovuti in parte a diverse tempeste, stanno influenzando il commercio.

Germania: stagione difficile a causa di temporali e proteste
Come anche per altri prodotti d'oltremare, nelle ultime settimane il maltempo e le proteste in diversi porti hanno avuto un impatto sulla commercializzazione. Ciò ha causato spesso notevoli ritardi. I meloni Galia e le angurie sono molto richieste grazie al caldo delle settimane scorse. Si spera quindi che la stagione del prodotto d'oltremare si concluda bene.

Svizzera: domanda limitata, come l'offerta
Attualmente in Svizzera i meloni ricoprono un ruolo limitato nel commercio. Vengono offerte alcune piccole partite di meloni Galia e Charentais, provenienti principalmente da Brasile, Costa Rica e Honduras. Il prezzo è conforme alla domanda limitata e all'offerta accettabile, ed è quasi identico a quello dell'anno scorso. "Rispetto al 2019 ora offriamo i meloni Galia di origine brasiliana. Questo è un diretto risultato dell'investimento in nuove piantagioni e nuove varietà in Brasile".

Francia: è richiesta soprattutto la qualità
Al mercato all'ingrosso di Rungis, in Francia, le origini sono diverse e i prezzi variano molto. I meloni verdi Charentais dal Marocco (600-800 grammi) vengono venduti a 2,40 euro/kg, mentre il prezzo per i meloni senegalesi (950-1.150 grammi) varia tra 2,60 e 3 euro/kg. Nel complesso la domanda di meloni è bassa in inverno e sul mercato trovano spazio solo quelli di qualità. Ciò si riflette anche nell'offerta.

Italia: quest'anno la stagione italiana comincerà con un anticipo di 10 giorni
Un grossista dell'Italia settentrionale è soddisfatto della qualità dei meloni retati di origine marocchina, soprattutto per via dell'elevato grado Brix. Al momento il prezzo è intorno a 3 euro/kg.

In Sicilia le prospettive di raccolto sono buone per via delle temperature elevate. Ciò ha favorito la coltivazione precoce dei meloni retati coltivati in tunnel e serre. I primi si attendono intorno al 20 marzo, con provenienza Licata (Agrigento). Seguiranno altre varietà, ma tutte comunque con almeno 10 giorni di anticipo. A maggio sarà la volta delle angurie di Marsala e Pachino e intorno al 15 maggio arriveranno anche i gialletti da Marsala e Licata. Il virus New Delhi che imperversa in Sicilia ha fatto pochi danni quest'anno. L'incertezza è legata alla disponibilità idrica nella coltivazione a pieno campo e al Coronavirus in Europa.

"Da fine dicembre proseguono i trapianti di angurie e meloni – dichiara un'organizzazione di coltivatori della Sardegna che vanta, per la prossima campagna 2020, 550 ettari tra angurie e meloni – I primi meloni si potranno raccogliere a metà aprile. L'andamento climatico mite non fa altro che accelerare lo stato vegetativo delle produzioni, portando così a un anticipo per tutte le varietà messe a dimora".

Guatemala: le scorte riprendono per via del clima caldo e asciutto
Il Guatemala coltiva soprattutto meloni Cantalupo e Honeydew, che destina principalmente al mercato americano. La stagione è cominciata lentamente e con un po' di ritardi. Nel primo mese e mezzo i volumi sono stati più bassi del solito a causa delle basse temperature. Recentemente i volumi sono in aumento. Il clima è stato caldo e asciutto e ciò ha favorito la coltivazione dei meloni. La qualità è buona e con un grado Brix elevato. In termini di dimensioni ci sono buone scorte di frutti di calibro 9 e oltre.

Messico: la tempesta tropicale mette un punto alla coltivazione delle angurie nel nord del Paese
Le condizioni meteorologiche registrate in Messico all'inizio della stagione hanno avuto un impatto sul raccolto di meloni messicano. Nella zona settentrionale del Paese, la campagna è terminata a dicembre, mentre altre regioni hanno cominciato a gennaio con la loro produzione. Per quanto riguarda le angurie, la stagione dell'area settentrionale è terminata prima del solito a causa dell'uragano Lorena. I meloni Honeydew si coltivano ancora ma in volumi più bassi e ciò ha determinato carenze negli Stati Uniti.

Cina: notevole declino nell'import a causa del Coronavirus
Attualmente il mercato dei meloni è tranquillo in Cina. Sono poche le zone che possono produrre fuori stagione, come lo Yunnan e Hainan. Attualmente la maggior parte dei meloni arriva da Hainan e siccome l'offerta non è cospicua, il prezzo è un po' più alto del normale. La stagione dei meloni in altre zone di produzione comincerà a maggio, quando sul mercato arriverà la maggior parte della fornitura e ciò genererà un calo del prezzo.

Normalmente, intorno a questo periodo si nota molto import da Myanmar, ma a causa del Coronavirus è diminuito notevolmente. Per evitare l'ulteriore diffusione del virus, il commercio tra Myanmar e Cina è stato ridotto.

Sudafrica: finalmente piove a Limpopo
In Sudafrica ci sono due principali zone di produzione per i meloni, ovvero Capo Orientale e Limpopo. A Limpopo alcuni grandi coltivatori di meloni si trovano all'estremo nord della provincia, a ridosso dei confini con lo Zimbabwe. Negli ultimi quattro anni c'è stata una siccità estrema, che ha asciugato persino i fiumi. Nelle ultime due settimane un coltivatore ha perso una quantità enorme di meloni a causa della pressione data da fitopatie e insetti.

Tuttavia, nonostante le perdite, il coltivatore è grato delle precipitazioni che ci sono state. La pioggia pulisce il terreno. Per la nuova stagione ci si aspetta rese migliori, calibri più grandi e una qualità migliore. Molti coltivatori che avevano interrotto la coltivazione a causa della siccità hanno ripreso la piantagione di meloni e altre colture. Un altro coltivatore cita anche il lato negativo delle piogge: "Pioggia e meloni non vanno d'accordo. L'umidità più elevata può favorire lo sviluppo di fitopatie".

Stati Uniti: carenza di angurie, ma sufficienti i volumi di meloni Cantalupo
Sul mercato nord-americano l'offerta di meloni al momento è da scarsa a media. Per quanto riguarda le angurie, è molto carente a causa delle precipitazioni in Messico. Le carenze hanno fatto aumentare i prezzi in quest'ultimo mese e mezzo. Si prevede che continueranno ad aumentare quando alcune zone del Messico termineranno la stagione. Si verificherà perciò un gap. Normalmente la domanda di angurie è bassa in questo periodo dell'anno, ma le carenze sono più grandi. I prezzi delle angurie si aggirano su 0,36 dollari al cartone e non è previsto un aumento. Non appena aumenteranno i volumi, le quotazioni diminuiranno a 0,20 dollari a cartone.

I prezzi e le scorte di meloni Honeydew messicani sono più ragionevoli rispetto a quelli delle angurie. Il prezzo è un po' più alto di quello della settimana scorsa, ma non ci si aspetta un gap nella stagione perché questi meloni si possono conservare meglio rispetto alle angurie. Il prezzo varia tra 8 e 10 dollari al cartone. Per i meloni Cantalupo non ci sono carenze sul mercato e vengono importati da Honduras e Guatemala. La domanda, tuttavia, è limitata. Per via della fornitura stabile di Cantalupo nelle ultime settimane, i prezzi sono diminuiti tra 0,25 e 0,50 dollari. In America Centrale, tuttavia, non è previsto un miglioramento con l'arrivo del secondo ciclo di raccolta dei meloni.

Canada: il mercato presenta scorte e domanda limitate per le angurie
In Canada i prezzi delle angurie sono sullo stesso livello dell'anno scorso. Risulta bassa sia la domanda che l'offerta. Un commerciante prevede che il mercato continui a essere piuttosto stagnante. Tuttavia, ci sono speranze per il resto dell'anno perché è probabile che la Florida arrivi prima sul mercato e le rese per ettaro promettono bene. E' previsto, inoltre, che la stagione dei meloni cominci nella prima settimana di aprile.

Australia: la Nuova Zelanda chiude il mercato ai meloni australiani dal Queensland
A causa del ritrovamento del virus del mosaico delle cucurbitacee (CGMMV) nelle angurie provenienti dallo stato australiano del Queensland, la Nuova Zelanda ha deciso di chiudere i confini ai prodotti provenienti da questa zona che risultava essere libera da questa fitopatia. Il 97% delle importazioni di angurie della nuova Zelanda proviene da quest'area. Attualmente le restrizioni non sono ancora state applicate ai meloni prodotti nel Nuovo Galles del Sud e a Victoria, ma si sta cercando di imporre i controlli anche per questi due stati australiani.

Il consumo di meloni è notevolmente diminuito a causa dell'epidemia di Listeria all'inizio del 2018. Attualmente la percentuale è al 42%, mentre il 43% degli acquirenti compra solo angurie.


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