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Mandorli in fiore in Puglia, ecco cosa si potrebbe fare per aiutare le coltivazioni

Con questo andamento climatico, a fiorire non sono soltanto albicocchi e peschi dal nord al sud dello Stivale, ma anche i mandorleti. Abbiamo raggruppato alcune testimonianze di agricoltori alle prese con una fioritura anticipata. Si teme un ritorno di freddo, specie nelle prime settimane di marzo.

Da Toritto (Bari), Dino Lotrofa, titolare della Fattoria della Mandorla, ci spiega: "Mentre negli ultimi due anni le basse temperature hanno ritardato la fioritura, determinando così una situazione ideale per l'intera campagna, quest'anno registriamo, invece, uno stato vegetativo molto avanzato per i nostri mandorleti. Si iniziano a vedere i primi fiori sulle piante. Per contenere e ritardare un po' la cosa, abbiamo effettuato alcuni interventi, ma non possiamo fare più di tanto, perché le nostre produzioni sono in regime biologico".

Dalla provincia di Taranto, il produttore Domenico Casamassima, dichiara: "L'anticipo è di 15 giorni. Anche oggi (19 febbraio 2020) abbiamo avuto, nella mia zona, temperature sopra le medie stagionali (18-19°C), ma oltre a questa problematica dobbiamo poi fare i conti con la siccità. Le piogge sono quasi assenti e le piante necessitano di costanti apporti idrici".

Fioritura in provincia di Taranto.

A Vito Vitelli, agronomo e specializzato in mandorlicoltura, abbiamo chiesto alcuni consigli tecnici da fornire a tutti quegli agricoltori che si ritrovano con questo anticipo vegetativo.

Quali potrebbero essere gli interventi e i non interventi da fare in questo stato vegetativo della pianta?

"Importante è lasciare una buona percentuale di cotico erboso. Evitiamo quindi il classico "accanimento delle lavorazioni". Queste, se fatte troppo precocemente, non fanno altro che stimolare il riscaldamento del terreno, con conseguente partenza della fioritura". 

"Cerchiamo di avere soltanto uno spazio pulito di massimo 1,5 m lungo la fila (e non tra le file), in modo da evitare la competizione tra erbe infestanti e la pianta. Non eseguiamo quindi la completa trinciatura delle erbe, altrimenti andremmo a ridurre il cibo per gli insetti pronubi. La presenza del cotico erboso evita il riscaldamento veloce del terreno e, quindi, lo stimolo della pianta a fiorire prima del previsto. Inoltre, in questo periodo, è opportuno evitare apporti precoci di fertilizzanti azotati. Le concimazioni della tarda estate favoriscono l'accumulo di sostanze di riserve che ritornano utili proprio in queste situazioni. In commercio ci sono anche dei prodotti che servono a proteggere la pianta da un eventuale abbassamento della temperatura".


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