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Tunisia: al via il progetto Refat, rinnovabili per l'agricoltura

Dieci giovani titolari di start-up beneficeranno di finanziamenti individuali per un valore di 40 mila dinari tunisini nell'ambito del progetto di cooperazione tecnica tunisino-italiano per lo sviluppo delle energie rinnovabili nel settore agricolo e rurale (Refat).

Lo ha annunciato il funzionario responsabile dell'economia sociale e solidale presso il ministero dell'Agricoltura tunisino, Nawal Jebes, in occasione del lancio del progetto Refat, finanziato in gran parte dal ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare italiano e dal ministero dell'Agricoltura, dell'Acqua e della Pesca tunisino, attuato dal Medrec (The Mediterranean Center for Renewable Energies).

Jebes ha sottolineato che i primi dieci giovani sono stati selezionati in base ai piani aziendali dei loro progetti, che dovrebbero rispettare gli orientamenti del progetto 'Refat' e sono distribuiti in diversi governatorati, in particolare a Gafsa, Kasserine, Sidi Bouzid e Sousse. Il finanziamento verrà erogato dopo il via ai corsi di formazione tecnica, aperti a 24 candidati. Dieci sono stati selezionati, mentre i restanti 14 saranno finanziati attraverso altre reti.

Il ministero dell'Agricoltura, delle risorse idriche e della pesca, alla guida del programma, cerca di intensificare l'uso delle energie rinnovabili al fine di aiutare a sostenere gli sforzi internazionali per ridurre i gas a effetto serra e introdurre incentivi per una più equa produzione e consumo nel uso di energia da parte dei piccoli agricoltori.

Il progetto Refat "Energia rinnovabile per lo sviluppo del settore agricolo e rurale in Tunisia", avviato nell'ambito della cooperazione bilaterale tunisina-italiana, mira a diffondere i sistemi di pompaggio utilizzando energia rinnovabile (fotovoltaico, eolico, ibrido) nel settore dell'agricoltura irrigua e rafforzare la dissalazione dell'acqua di mare usando l'energia solare prodotta dai piccoli agricoltori. L'obiettivo è anche ideare un programma di sviluppo e rafforzare le capacità di utilizzo delle energie rinnovabili nel settore agricolo da parte dei giovani laureati e delle regioni attive nel settore agricolo.

Il progetto sosterrà la diffusione di sistemi alimentati ad energia solare per l'irrigazione e la produzione di acqua potabile (trattamento delle acque attraverso processi di desalinizzazione e fitodepurazione). Saranno inoltre formati giovani laureati, con l'obiettivo di promuovere la crescita di piccole e medie imprese nel settore delle rinnovabili. Ci si attende una riduzione delle emissioni pari a 136 ktCO2 annue grazie all'adozione di pratiche di irrigazione sostenibile e di 856 ktCO2 annue nell'ambito delle attività di trattamento delle acque, si legge in un pannello esplicativo del ministero dell'Ambiente italiano.

Fonte: AnsaMed


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