L'esperienza della Op APOC e dei suoi soci

Di ritorno da Berlino piu' carichi che mai

Nutrita presenza di soci per la Op APOC a Berlino. Un grande stand collettivo. Quattro co-espositori. Gustosi prodotti dei vari territori da assaggiare. Tanti gli appuntamenti commerciali, ma anche l'occasione per fare il punto sui progetti della stessa Organizzazione di produttori. Tra questi, la collaborazione con l'Associazione Le Donne dell'Ortofrutta e la Fondazione Fico nel progetto "Semi d'Uva-Società x azione".

A co-esporre: Agricola Aversana-Fruver, Agricoper, Paolillo e Solagro. Per tutte le aziende c'è stato un buon riscontro di pubblico, nonostante l'ombra del coronavirus.

La Paolillo ha presentato in particolare la novità del suo finocchio disidratato, che ha suscitato molto interesse da parte di visitatori ed espositori.

Impegnati in diversi appuntamenti con clienti e potenziali tali, i titolari di Agricola Aversana-Fruver, Agricoper e Solagro; la professionalità dei visitatori di quest'anno ha permesso di focalizzarsi maggiormente sugli obiettivi fissati pre-fiera.

Ad attirare la curiosità dei visitatori anche A Pagnttell di Teresa Diomede (Racemus), elaborata dalla pasticceria Eclair. Questo panettone artigianale è stato creato interamente con prodotti rutiglianesi.

Di rilievo, inoltre, l'appuntamento nella seconda giornata di fiera con "Semi d'Uva-Società x azione". "Da convinti sostenitori delle donne, poter dare man forte alle iniziative portate avanti da queste ultime è un onore – ha dichiarato il direttore coordinatore Rosario Ferrara – L'uva da tavola è una delle tante referenze che produciamo su circa 1.900 ettari, con un fatturato di oltre 30 milioni di euro. Lo scorso anno, abbiamo fatto una donazione a sostegno della ricerca dell'IRCCS di Bari sui benefici di questo prodotto".

"Semi d'Uva-Società x azione è nato dalla passione di donne, dalla necessità di raccontare l'uva italiana, quella con semi in particolare, in modo innovativo. Nelle Organizzazioni di produttori le donne sono tantissime e ce ne sono tante lungo tutta la filiera ortofrutticola – ha commentato Alessandra Ravaioli, presidente dell'Associazione Le Donne dell'Ortofrutta – Sostenerle come fa APOC costituisce un esempio".

"L'uva senza semi è un prodotto che hanno tutti, omologato – ha aggiunto Duccio Caccioni della Fondazione Fico – Negli ultimi anni sono cresciuti notevolmente gli areali dedicati a queste uve in tutto il mondo. Per il prodotto con seme, quindi, bisognerebbe fare quello che fanno gli operatori vinicoli: riscoprire i vitigni autoctoni. Questo non vuol dire non produrre uve senza semi, ma valorizzare quelle con seme attraverso tecniche di marketing, e basandosi sulle loro proprietà nutraceutiche".

Un altro prodotto, protagonista dei discorsi dei soci APOC, è stato il pomodoro da industria. Anche quest'anno non è mancato il classico scarpariello, realizzato con il datterino di collina dell'industria La Rosina, che ha deliziato i palati dei molto visitatori. Il datterino, insieme al Pomo Gold, è un esempio di progetto di filiera di grande successo.

Accanto ai classici, grandi novità in arrivo. Gli amici de La Rosina hanno lasciato trapelare indiscrezioni su un nuovo progetto di co-branding che vedrà l'utilizzo del datterino come ingrediente nelle creazioni del maestro Domenico Leone e che saranno presentate al prossimo appuntamento fieristico del Cibus di Parma.

Contatti:
OP APOC
Via R. Wagner K1 (P.co Arbostella)
84131 Salerno
Tel.: +39 089 331758
Web: www.apocsalerno.it


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