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Da una ricerca universitaria

Nuovo dispositivo portatile per la rilevazione sul posto dell'E. coli

Ogni anno, le tossinfezioni alimentari colpiscono circa una persona su sei, negli Stati Uniti. I centri per il controllo e la prevenzione delle malattie stimano che, negli Stati Uniti, siano circa 48 milioni le persone che si ammalano a causa di uno o più dei 31 patogeni conosciuti, tra cui l'E. coli O157:H7, un ceppo particolarmente aggressivo di questo batterio.

I ricercatori della Purdue University stanno lavorando allo sviluppo di nuove tecnologie che permettano di bloccare la diffusione di patologie di origine alimentare, che ogni anno arrivano a uccidere 3mila persone, rilevandole in maniera più efficiente. Per testare sul posto campioni di alimenti contro l'E. Coli i ricercatori hanno sviluppato un test basato sulla bioluminescenza, associato a un dispositivo portatile che funziona con smartphone e computer portatili.

Il dispositivo fotomoltiplicatore in silicio (SiPM) sfrutta la bioluminescenza, ossia la debole luce emessa dagli agenti patogeni che causano malattie di origine alimentare. Il team della Purdue ha creato anche un circuito elettrico con un amplificatore, un comparatore e un micro-controllore per inviare dati a laptop e smartphone, utilizzando la tecnologia bluetooth. La ricerca è pubblicata nell'edizione di gennaio di Applied Optics.

"Il nostro obiettivo è di creare la tecnologia e il processo che permetta un rilevamento rapido, semplice ed economico degli agenti patogeni negli alimenti - ha dichiarato Euiwon Bae, scienziato e ricercatore senior di ingegneria meccanica alla Facoltà di ingegneria della Purdue University, il quale ha sviluppato la tecnologia insieme a Bruce Applegate, professore di scienze alimentari della Facoltà di Agraria della Purdue University - Questo lasso di tempo permette una migliore rilevazione integrata e un tempo di reazione più rapido, onde evitare che più persone si ammalino".

La ricerca è stata finanziata dal Servizio di ricerca agricola (ARS) del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti e dal Centro di ingegneria per la sicurezza alimentare (CFSE).

Fonte: produceprocessing.net


Data di pubblicazione:



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