Ricercatori argentini cercano di migliorare le varieta' precoci di drupacee

La provincia argentina di Jujuy produce le prime pesche e nettarine che si trovano in commercio nei più grandi mercati del Paese. Ciò è dovuto, tra l'altro, al particolare clima della regione e alla posizione eccellente delle sue valli temperate.

Grazie a questo potenziale di produzione di frutti precoci, i ricercatori dell'Istituto Nazionale di Tecnologia Agricola (INTA) e la Facoltà di Scienze Agrarie dell'Università Nazionale di Jujuy stanno facendo progressi nel miglioramento genetico degli alberi di drupacee, con l'obiettivo di ottenere cultivar che si distinguano per precocità, qualità, resa e basso fabbisogno di ore di freddo.

Secondo Viviana Curzel, specialista in alberi da frutto presso INTA Perico - Juanjuy - "cerchiamo di ottenere cultivar più precoci e frutti buoni per calibro, colore e sapore così da ampliare la gamma di varietà emergenti. Il nostro obiettivo è diventare leader nazionale in alberi da frutto con basso fabbisogno di ore di freddo, in raccolti extra precoci e precoci, così da sfruttare la finestra commerciale che va da settembre a novembre".

I test effettuati dal gruppo di ricerca stanno consentendo dei progressi nel miglioramento genetico di diverse varietà di pesche e nettarine. "In questa campagna sono stati realizzati otto incroci, sette tra varietà di pesche e una tra nettarine", ha affermato il ricercatore dell'INTA.

Un aspetto chiave in questo processo è il particolare trattamento che viene dato alle sementi. "Dato che le varietà hanno cicli di produzione brevi (circa 90 giorni tra la fioritura e la raccolta), generano semi i cui embrioni sono immaturi", ha detto Curzel, il quale ha spiegato che per garantire buoni risultati vengono utilizzate delle particolari tecniche come il salvataggio dello zigote o la coltura dell'embrione.

"Sono importanti i progressi raggiunti grazie ai progetti in corso", ha affermato lo specialista INTA, aggiungendo che "abbiamo ottenuto più di 2.300 fiori impollinati, il 70% di allegazione del frutto e, a oggi, circa 200 sementi con diversi trattamenti".

Nei prossimi mesi, il gruppo di ricerca che ha aperto la strada all'identificazione e alla selezione varietale della regione prevede lo sviluppo e la crescita dei primi ibridi, e di continuare con il lavoro di selezione e diffusione.

Fonte: INTA / revistachacra.com.ar


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