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Sciopero autotrasportatori: nessun disagio per le aziende ortofrutticole

E' rientrato praticamente subito lo sciopero proclamato dagli autotrasportatori che ha preso vita lo scorso 7 gennaio 2020. Le proteste iniziate alle 5 del mattino per presidiare i porti di Messina, Catania e Palermo non hanno bloccato però alcun mezzo in transito, evitando così di aggiungere danno al danno.

Le preoccupazioni degli autotrasportatori attengono la Direttiva UE che cambia le regole sull'Imo, International Maritime Organization, per ridurre l'inquinamento marittimo. In merito si erano espresse alcune associazioni degli agricoltori che stigmatizzano rincari pari al 20-25 per cento sul prezzo dei biglietti da e per le isole e che, per effetto domino, rischiano di generare un'impennata dei costi di produzione. Facile, di conseguenza, che detti rincari si ripercuoteranno sui prezzi finali dei prodotti.

Dopo aver ricevuto le prime rassicurazioni dal Governo regionale, i rappresentanti di categoria hanno avuto la certezza di un incontro con il Ministero dei Trasporti. Nell'occasione, saranno esposte anche le criticità che riguardano la viabilità siciliana, ridotta allo stremo a partire dalla A19 Palermo – Catania che risulta disastrata, per non parlare della rete viaria della provincia di Ragusa (la provincia con il più alto PIL del meridione d'Italia), che non ha ancora un solo metro di autostrada.

Ritardi atavici si segnalano anche sulla Ragusa – Catania, un'opera tanto fondamentale per lo sviluppo economico dell'intera regione, quanto di difficile realizzazione per grave incapacità politica e amministrativa che parte da lontano.

L'anno nuovo fa segnare la reazione di un comparto che, in Sicilia, è legato indissolubilmente all'agricoltura e, al netto dei convegni autocelebrativi di una classe dirigente da rivedere, rimangono i fatti con cui le aziende di trasporto (e quelle ortofrutticole di conseguenza) devono fare conti amari tutti i giorni: una rete viaria obsoleta, oltre che in pessimo stato, linee ferroviarie di epoca borbonica e il caro prezzi sempre dietro l'angolo. Il trasporto marittimo probabilmente non sarà l'unico problema di rincaro per la logistica, con i venti di guerra e la crisi dell'Iran, quando il prezzo del petrolio è già aumentato.

Infine - contrariamente a quanto paventato - una ricognizione tra alcune aziende ortofrutticole, tra le più rappresentative della Sicilia sudorientale, non ha fatto segnare alcun tipo di disagio o inconveniente, a seguito delle manifestazioni inscenate nelle tre città. Le preoccupazioni esternate nei giorni immediatamente prima dello sciopero che, ripetiamo, si è articolato sotto forma di presidi, non hanno pertanto trovato fondamento.


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