Mercato saturo e problemi di qualita'

Stagione pessima per gli agrumi sudafricani in Russia

Pochi commercianti lo ammettono, e invece molti concordano sul fatto che quella in Russia è stata una stagione pessima, per gli agrumi sudafricani - persino "orribile", secondo l'opinione di un commerciante esperto.

Ironia della sorte, l’inizio è stato buono, quando il Satsuma del Sudafrica ha incontrato un mercato carente di soft citrus, durante il periodo di transizione dalla stagionalità di un emisfero a quella dell'altro. I destinatari si aspettavano che la fornitura fosse inferiore al solito, e hanno ordinato volumi molto abbondanti di soft citrus sia dal Sudafrica che dal Sud America.

Invece, c'è stato un ottimo raccolto in entrambi i continenti, e i destinatari hanno ricevuto più di quanto si aspettassero, afferma un commerciante di agrumi di una società d’esportazione multinazionale che desidera rimanere anonima.

"Inoltre, la qualità è risultata mediocre. I magazzini si sono riempiti, i rivenditori hanno registrato quantitativi talmente abbondanti che hanno iniziato a essere molto esigenti e a rifiutare i frutti, e sul mercato all'ingrosso i prezzi sono scesi drasticamente"..

Un altro commerciante, con molta esperienza sul mercato russo, lo descrive come il mercato più difficile, per il Sudafrica: "Il commercio al dettaglio è stato eccezionale fino alla settimana 22/23 del 2019, quando improvvisamente tutti i miei clienti al dettaglio hanno iniziato a segnalare problemi di qualità".

Tradizionalmente, la Russia ritira frutti di classe 2, come quelli danneggiati dal vento, per esempio, che ha rappresentato un grande problema in questa stagione.

"Quest'anno, gran parte del raccolto, dal 40 al 50%, non ha raggiunto la classe 1 richiesta per l'export in Estremo Oriente, né è risultata idonea alle dimensione richieste in Europa per la vendita al dettaglio ", ha affermato il commerciante. "Da qui, gli abbondanti volumi spediti in Russia".

Peggior stagione per le clementine
La deludente conservabilità dei prodotti, di solito molto affidabili, ha disorientato un esportatore intervistato da FreshPlaza. "Non è solo colpa dei destinatari, che hanno ordinato questi abbondanti volumi, c’è stato anche un grande problema con la qualità e la shelf-life dei frutti".

E' una concomitanza di molti fattori: le modifiche ai protocolli del post-raccolta per rimanere nelle prescrizioni, sempre più severe, della normativa sui  livelli massimi di residui ammessi, hanno avuto un loro ruolo, come sostiene qualcuno del settore. Ma viene anche menzionato l'impatto del clima, soprattutto perché alcune aree sono state significativamente più colpite da problemi di qualità, rispetto ad altre.

Un commerciante definisce questa la peggiore stagione cui abbia mai assistito per le clementine e, sicuramente, la più dura campagna russa di sempre.

Il ruolo del clima
"Negli ultimi 12 anni, ne abbiamo avuto solo un'altra di campagna pessima come questa, quindi mi piacerebbe credere che ci sia qualcosa di inerente al clima. L'imprevedibilità climatica significa, con ogni probabilità, che l'anno prossimo torneremo a un anno con un'annata di frutti con una normale shelf life".

E poi, naturalmente, si sono verificati dei ritardi nei porti - "un vero incubo " – che hanno amplificato ogni criticità, a tal punto che le clementine Nova, che normalmente sarebbero state spedite fino alle aree periferiche della Russia, non avendo una sufficiente shelf life, si sono fermate nei mercati delle grandi città.

I centri di distribuzione hanno sofferto l'eccesso di offerta
Nel tentativo di rispettare il programma di fornitura, le compagnie marittime hanno caricato un sacco di frutta sulla prima nave in transito, con il risultato che è arrivato, tutto insieme, l'equivalente di tre o quattro settimane di carichi di frutta, dice un commerciante.

"Mentre uno dei grandi rivenditori ordinava venti o trenta container alla settimana, ne sono arrivati tre o quattro volte di più, tutti insieme. Pertanto, i problemi di qualità, i ritardi e gli arrivi hanno causato la crisi per alcuni centri di distribuzione".


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