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La riflessione di Natalino Gallo, presidente della Op Agricor, sulle promozioni della Gdo

Non tutte le catene svendono le clementine italiane

Prime piogge per gli areali agrumicoli della Piana di Sibari. "Rispetto alla percentuale di calo preventivata, del 30-40%, manca all'appello almeno un 50% di clementine. Abbiamo ricevuto i primi dati sulle cultivar precoci, con le quali abbiamo già terminato, e ce lo hanno confermato. C'è però anche un risvolto positivo: con le temperature più elevate registrate fino a poco tempo fa, il grado Brix degli agrumi è elevato. Manca un po' di colore, ma siamo soddisfatti della qualità. Al momento, stiamo proseguendo con il clementine Comune". 

Così Natalino Gallo, presidente della Op Agricor, proprietaria del marchio commerciale Gallo, che però sottolinea: "Abbiamo meno prodotto, i magazzini sono praticamente vuoti, ma le clementine vengono svendute. E questo è paradossale, in quanto esempio palese di un sistema italiano frammentato e che va contro quelle che sono le normali regole commerciali. E' vero che su alcune pezzature i prezzi sono migliori, ma non basta".

"Se dobbiamo continuare a essere produttori agrumari, va fatta una profonda riflessione. Ad esempio, se un socio della nostra Op cui manca il 50% della propria produzione e cui vengono richiesti determinati standard, non riesce a essere liquidato a un prezzo remunerativo, il rischio è che abbandoni la coltivazione. Ciò, in un territorio vocato come il nostro, è una cosa impensabile".

Nel marasma delle promozioni in atto in alcune catene della grande distribuzione, Gallo dichiara che ci sono primarie insegne italiane che, anche se a fatica, cercano di rispondere alle esigenze dei produttori. "C'è un'etica di comportamento e questa per noi è una grande fortuna. E' ovvio che è un duro lavoro cercare di bilanciare etica, certificazioni, disciplinari di produzione e formulare una quotazione che valorizzi realmente un prodotto". 

"Vedere, nelle ultime settimane, i prezzi proposti da alcuni punti vendita in Italia è deprimente. Come rapportarsi con un consumatore che è ancora troppo inconsapevole del duro lavoro di produzione e valorizzazione che sta dietro a un chilogrammo di clementine, in questo caso calabresi? Dobbiamo scegliere se salvaguardare la produzione italiana o dipendere dagli agrumi esteri".

Export
La Op Agricor, già da inizio campagna e nonostante il calo produttivo, ha deciso comunque di rifornire la propria clientela austriaca. "I volumi sono molto limitati. Quest'anno, all'estero, registriamo quotazioni più alte rispetto alla precedente campagna, in quanto anche la Spagna sta avendo problemi in termini di quantità e colorazione".

Per maggiori informazioni: www.gallofrutta.it


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