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ToBRFV, qualche chiarimento da parte del Servizio Fitosanitario Regionale della Sicilia

A partire dal 1° novembre 2019, come abbiamo già scritto in precedenza, scatterà la misura di quarantena provvisoria per il ToBRFV. In sintesi, è il contenuto della Decisione di Esecuzione (UE) 2019/1615 della Commissione del 26 settembre 2019, che istituisce misure d'emergenza per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione del Tomato Brown Rugose Fruit Virus.

Nell'immagine sopra, pomodori infettati dal ToBRFV

Si tratta di un organismo nocivo che attualmente non figura nell'elenco degli stessi, contenuti negli allegati I e II della direttiva 2000/29/CE, in quanto di recente ritrovamento nel territorio comunitario. Alla fine del 2018, la Germania e l'Italia hanno segnalato focolai dell'organismo specificato sulle colture di pomodoro nei rispettivi territori e notificato le misure adottate per contrastarlo.

Un'analisi del rischio fitosanitario effettuata dall'Italia ha dimostrato che l'organismo specificato e i suoi effetti dannosi potrebbero essere di notevole rilevanza fitosanitaria per l'Unione, in particolare per la produzione di Solanum lycopersicum L. e di Capsicum annuum, (pomodoro e peperone). Un dato di fatto è che la Germania ha dichiarato di aver già eradicato il virus!

Per capire cosa è stato fatto fin qui e cosa succederà dopo questa scadenza, abbiamo contattato Rosario D'Anna, dirigente presso il Servizio Fitosanitario Regionale – Sicilia, il quale ha chiarito alcune dinamiche legate al problema.

Rosario D'Anna

"Da quando è stata ufficializzata, a inizio del 2019, la presenza del ToBRFV in Sicilia – ha detto D'Anna – il Servizio Fitosanitario Regionale ha avviato un apposito monitoraggio per individuare eventuali, ulteriori focolai, sia nelle aziende vivaistiche sia in quelle di produzione. A seguito delle ordinanze di eradicazione emesse dal Servizio, la fitopatia è stato dichiarata ufficialmente in via di eradicazione; qualora non si dovessero trovare altre aziende colpite, nel breve termine, il virus sarà dichiarato definitivamente eradicato anche nella nostra regione. La dichiarazione dello stato di quarantena del patogeno comporterà l'adozione di alcune regole per la produzione e commercializzazione del materiale di propagazione, in particolare per i semi d'importazione da aree colpite extra UE"

Il ToBRFV viene trasmesso per seme, contatto (strumenti contaminati, mani, indumenti, contatto diretto pianta-pianta) e materiale di propagazione (innesti, talee), Anche se la trasmissibilità per seme è molto bassa, non vi sono sono indicazioni precise, ma si stima al di sotto dello 0,5%. La sanità di questo organo di propagazione, però, risulta fondamentale per la produzione nell'ambiente serricolo, caratterizzato da un'elevata densità di impianto, pertanto più esposta alla rapida diffusione per contattato del patogeno. Ciò significa che bastano poche piante infette per contaminare in poco tempo un'intera serra, attraverso il semplice passaggio degli operatori che, tramite gli abiti contaminati, inoculano involontariamente il virus nelle piante, anche se semplicemente sfiorate.

"Per correttezza va detto – ha precisato l'esperto – che molti operatori del settore, lungo tutta la filiera, hanno già adottato misure stringenti in tema di profilassi fitosanitaria, anticipando, di fatto, la Decisione di Esecuzione diramata dall'UE. Una norma che rende obbligatorie, per tutti gli Stati Membri, le misure necessarie a prevenire la diffusione della malattia e a garantire la sanità del materiale di propagazione (piantine e seme) attraverso l'obbligo degli accertamenti analitici per gli operatori autorizzati all'uso del passaporto delle piante e per gli importatori di sementi delle specie suscettibili. Tutte attività sottoposte al controllo e la vigilanza dei Servizi Fitosanitari".

Le misure cautelative indicate nella decisione, al di là dell'eradicazione del ToBRFV, dovrebbero essere provvisorie e applicarsi fino al 31 marzo 2022, per consentirne il riesame prima di tale data. Tutto ciò al fine di mettere al sicuro le nostre produzioni ed evitare eventuali, teoriche ripercussioni commerciali sul prodotto fresco che, al momento, sono di difficile previsione.


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